| Titolo originale | Tirailleurs |
| Titolo internazionale | Father & Soldier |
| Anno | 2022 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia, Senegal |
| Durata | 109 minuti |
| Regia di | Mathieu Vadepied |
| Attori | Omar Sy, Alassane Sy, Jonas Bloquet, Bamar Kane, Alassane Diong Oumar Sey, François Chattot, Léa Carne, Aristide Tarnagda, Renaud Calvet, François Patissier, Anthony Paliotti, Jean-Christophe Soulageon, Mahamadou Cissé. |
| Uscita | giovedì 24 agosto 2023 |
| Distribuzione | Altre Storie, Minerva Pictures Group |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,74 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 19 agosto 2023
Un padre e un figlio si trovano a combattere insieme al fronte durante la prima guerra mondiale. In Italia al Box Office Io sono tuo padre ha incassato 18,5 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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1917, Senegal. L'esercito francese rapisce i giovani dai villaggi per arruolarli e mandarli a combattere la Grande Guerra. Un uomo senegalese, Bakary, vorrebbe proteggere il figlio Thierno ma non riesce a sottrarlo ai francesi, e per restargli accanto si fa arruolare a sua volta e inviare nello stesso plotone africano, in cui militano giovani del Niger, della Guinea e del Sudan, oltre che del Senegal, che non parlano neppure la stessa lingua. L'esercito francese manda in prima linea proprio i soldati africani e il loro comandante (bianco) affida a Thierno il ruolo di caporale anche perché a scuola ha imparato il francese. Per Bakary diventerà sempre più difficile allontanare il figlio dal fronte e riportarlo a casa, come ha promesso alla moglie.
Io sono tuo padre è un film lineare e senza fronzoli, che tuttavia si posiziona radicalmente "contro" - la guerra, l'obbedienza cieca agli ordini, il colonialismo, lo sfruttamento dei fratelli su altri fratelli, la retorica militare e politica - il che lo rende terribilmente attuale.
L'elemento più interessante è il confronto diretto tra queste tematiche e quella saggezza atavica africana che sa riconoscere e difendere ciò che è veramente importante - restare uniti, proteggere la propria famiglia, condurre la propria vita con dignità e rispetto.
La regia di Mathieu Vadepied è fisica e concreta, aderisce ai suoi personaggi e li getta all'interno di una storia che sembra svilupparsi di minuto in minuto. Omar Sy, che ha prodotto il film e interpreta il ruolo di Bakary rispolverando la lingua Fula delle sue origini, si assume il rischio di remare contro l'immensa popolarità ottenuta oltralpe per criticare apertamente la politica coloniale francese e certe ipocrisie nella gestione del rapporto con gli immigrati africani.
Io sono tuo padre è un film di poche parole e pochi accadimenti necessari per illustrare la parabola di Thierno, combattuto fra l'amore per il padre e il desiderio di emanciparsi dalla sua autorità per diventare finalmente uomo. Anche la seduzione delle promesse dell'esercito di garantire ai soldati africani la cittadinanza francese, una volta vinta la guerra, rimanda all'attualità e al modo in cui gli immigrati africani guardano all'integrazione nel Paese che li ospita con un misto di desiderio e diffidenza.
Il commento musicale di Alexander Desplat, emozionante e incalzante al punto giusto, sottolinea efficacemente una storia efficace proprio nella sua disarmante ed essenziale semplicità.
Visto ieri sera e mi è piaciuto molto. Davvero intenso il racconto del rapporto tra padre e figlio. Omar Sy sempre immenso
Una vergognosa pagina di storia e poco nota, almeno dalle nostre parti. I francesi colonizzatori sottraevano alle famiglie giovani africani per mandarli in Europa a combattere la Grande Guerra. Thierno, ancora minorenne, è uno di questi. Suo padre Bakary (la superstar transalpina Omar Sy, senegalese d'origine, qui anche produttore) per proteggerlo si arruola.