| Anno | 2021 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Italia |
| Durata | 30 minuti |
| Regia di | Andrea Grasselli |
| Attori | Flaminio Beretta . |
| MYmonetro |
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Ultimo aggiornamento lunedì 13 febbraio 2023
La relazione poetica, tra l'antico rituale del Zenerù e la vita dell'eremita Flaminio, ci interroga sul confine tra domestico e selvatico, tra conosciuto e ignoto.
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CONSIGLIATO N.D.
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La figura di Flaminio Beretta, pastore resistente, è difficilmente collocabile
nello spazio e nel tempo. Veste solo di pelli e lana, che lui stesso produce e
confeziona. All'apparenza sembra provenire dal passato, e al tempo stesso, nei
gesti e negli strumenti autoprodotti, pare viva in un futuro distopico. Il film si
vuole quindi inserire in questo scarto indecifrabile delle due temporalità.
La sua quotidiana ritualità è scandita da numerose azioni con strumenti che lui
stesso si è auto-costruito: recupera l'acqua alla fonte, porta il gregge a pascolare,
tosa le pecore, carda e fila la lana, confeziona al telaio un vestito di lana per la
nuova stagione, cucina un pasto frugale per sé stesso e si consola con un pò di
vino che lo aiuta a tenersi caldo durante la rigida stagione.
Flaminio, dopo aver osservato le ultime manifestazioni della stagione fredda,
capisce che è giunto il momento di avvertire i valligiani di scendere da valli e
crinali, per scacciare lo Spirito dell'Inverno. Dopo averli richiamati, esce di casa
guardando verso le cime delle montagne innevate da dove proviene il vento.
All'improvviso dei corni risuonano nella valle, sono i valligiani che rispondono
al segnale del corno di Flaminio. Numerosi suoni di campanacci scendono dai
fianchi delle montagne, delle valli e dalle colline limitrofe. Sono uomini vestiti con
lunghi tabarri e cappelli, che agitano con forza grandi campanacci per dare la
caccia all'Inverno che tenta la fuga. Lo Spirito dell'Inverno comincia a
tentennare. Le campane, da oggetti quotidiani, durante il rituale si trasformano
in strumenti magici che gli scampanatori usano per stordire e catturare lo Spirito,
facendolo cadere in una trance acustica. Il suono ipnotico dei campanacci segna il
confine tra domestico e selvatico, tra conosciuto e ignoto. L'obiettivo dei
valligiani non è eliminare l'inverno ma è allontanarlo: rispettando quindi il tempo
ciclico della natura e accogliere l'imminente arrivo della Primavera.
Con un grande falò gli uomini del villaggio bruciano il fantoccio che rappresenta
il Zenerù.