L'Opera

Film 2021 | Drammatico

Regia di Stéphane Demoustier, Cécile Ducrocq, Inti Calfat, Dirk Verheye, Laïla Marrakchi. Una serie Da vedere 2021 con Ariane Labed, Raphaël Personnaz, Sam Louwyck, Brigitte Sy, Damien Chapelle. Cast completo Genere Drammatico - Francia, 2021, Valutazione: 3,5 Stelle, sulla base di 1 recensione. STAGIONI: 1 - EPISODI: 8

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Ultimo aggiornamento venerdì 11 marzo 2022

Uno sguardo dietro le quinte dell'Opera di Parigi, l'istituzione francese specchio della nostra società.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un passo a due artistico e umano lanciato contro un sistema codificato e conservatore.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 11 marzo 2022
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 11 marzo 2022

Soffia un'aria nuova sul palcoscenico e dietro le quinte dell'Opéra Garnier che apre le porte a Sébastien, giovane e ambizioso direttore del balletto, e a Flora, riserva del corpo di ballo di origine senegalese, che riempie i vuoti e una posizione ingrata calcando un palcoscenico tradizionalmente 'bianco'. Se Flora è la è la prima ballerina nera dell'Opéra, Zoé è la sua étoile al tramonto. Fiaccata dalle ferite della carriera e gli eccessi della vita, Zoé cerca di ritrovare la sua migliore forma. Ma il verdetto è caduto e l'istituzione insiste a congedarla. La sua diagonale esistenziale incontrerà quella di Flora, che reclama l'instaurazione di una politica interna anti-discriminatoria. Un passo a due artistico e umano lanciato contro un sistema codificato e conservatore.

Con la sua grammatica, il suo repertorio, i suoi codici e i suoi costumi fissati nel corso dei secoli, il balletto classico è un soggetto rigoroso, quasi sacro che non si presta agli eccessi.

Il suo Mosè si chiamava Petipa, il suo Messia Nureyev. Eppure, Powell e Pressburger prima (Scarpette rosse) e Darren Aronofsky dopo (Il cigno nero) non hanno esitato a farne il campo di battaglia di allucinazioni con esisti diversi ma col medesimo scopo: disegnare attraverso allegorie una disciplina intransigente ed esigente, concentrandosi spettacolarmente sui sacrifici terribili che la danza richiede ai suoi discepoli. Se Aronofsky aveva dato fondo ai suoi fantasmi a scapito della misura e della verosimiglianza, L'Opéra segue le orme di Robert Altman (The Company), riflettendo più profondamente (e verosimilmente) sull'arte del danzare.

La serie francese, creata da Cécile Ducrocq e Benjamin Adam, ha un approccio realista e decisamente rispettoso del lavoro dei ballerini e dei coreografi. In onda su Sky e NOW in otto puntate, L'Opéra si concentra sulla 'commedia umana', esplorando gli arcani dell'Opéra di Paris attraverso le traiettorie individuali dei suoi protagonisti. Senza dissimulare l'abnegazione degli artisti che sacrificano tutte le aspirazioni personali per qualche ora di fragile perfezione plastica, L'Opéra sposa alla maniera anglosassone il dramma sociale, la lotta di Zoé e Flora per scongiurare il licenziamento e la discriminazione.

Il prestigioso teatro lirico è a immagine della società francese, coi suoi marcatori sociali, i suoi conflitti, le sue gerarchie, le sue ambizioni, le sue ingiustizie. Un universo competitivo, un microcosmo mulinante e vertiginoso che guarda al luogo della rappresentazione come oggetto desiderato e insieme sorgente di angosce divoranti.

Ma il palcoscenico diventa pure il punto di incontro di tutte le trame intrecciate dagli autori. Conquiste artistiche, politiche o sociali, tutto scivola lungo le quinte, infila gli uffici, le sale prova, si inchioda alla sbarra, fa uno, due, tre piqué fino alla scena dove si produce abbagliante il prodigio della danza.

Come The Company, L'Opéra è affascinata dalla purezza dell'arte tersicorea ma se il primo sposa una storia plurale fin dal titolo, la seconda insegue destini individuali e un intrigo avvincente che rivela in filigrana il quotidiano di uno 'spazio di creazione' e le lotte politiche che lo dilaniano.

A contare per gli autori è soprattutto la credibilità dei corpi in scena, affatto scontato per un genere, 'il film danza', dal passato glorioso e il futuro incerto. Per la serie i corpi contano, conta quello che possono fare sul palco, dentro al costume, al ritmo della musica. Sensibili o no al balletto, il culto della performance regna sovrano nella danza classica ed è garantito nella fiction da attrici (Ariane Labed e Suzy Bemba) a loro agio alla sbarra e da doppi professionali, e altamente performanti, che restituiscono la tensione e la densità emozionale della danza.

L'investimento fisico delle protagoniste, che riscattano una tecnica appresa anni prima, e la volontà di infiltrare un mondo chiuso di cui non sappiamo quasi nulla, sono almeno due delle ragioni per guardare una serie che brilla di vibrazioni umane e numeri drammatici, di ballerine e ballerini che ogni giorno compiono l'impossibile, votati come sono alla tirannica bellezza del lavoro. Lo sforzo e il dolore al servizio di un riflesso impalpabile.

L'Opéra illustra bene il compromesso instabile tra la forza che i ballerini devono trovare tenacemente al fondo di sé e la fragilità che li minaccia a ogni passo. Vulnerabili e magnifici affrontano ogni giorno quello che tutti temiamo ma contro cui abbiamo smesso di combattere: il passare del tempo, l'orologio biologico e la forza di gravità che ci inchioda a terra.

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