| Anno | 2020 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Taiwan |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Mian-Mian Lu |
| Attori | Pao-Wen Yeh, Ya-Ling Chang, Yu Chieh Hsu, Time Liu, Ke-Li Miao . |
| MYmonetro | 2,40 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 5 novembre 2020
Due migliori amiche decidono di affrontare insieme i loro rispettivi problemi partendo per un viaggio in Cina. Tra situazioni comiche, e a volte brutali, scopriranno molto su loro stesse.
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CONSIGLIATO NÌ
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Mickey e Gin Gin sono amiche per la pelle, sebbene i loro caratteri siano molto diversi. Mickey, cresciuta senza un padre e con una madre alcolizzata, ha un look androgino e il piglio della ribelle; Gin Gin, invece, un atteggiamento lolitesco, che esibisce in spettacoli di lap dance. Quando quest'ultima scopre di essere incinta di Jay, che si trova a Guangzhou come il padre di Mickey, le due si convincono ad andare in Cina per dare una svolta alle loro vite.
È un misto di road movie e coming of age dall'andamento circolare il debutto di Lu Mian-mian.
Semplice fino a essere quasi scolastico, cosparso di tutte le situazioni ricorrenti che appartengono a un genere cinematografico abbondantemente sfruttato. Le confessioni pronunciate dalle due ragazze davanti all'altare della dea tigre non sono che l'inizio di una vicenda in cui è possibile prevedere ogni mossa della sceneggiatura senza essere necessariamente dei veggenti. A un litigio segue uno schiaffo o una frase imperdonabile, ad ogni aspettativa altrettante delusioni, ad ogni separazione l'inevitabile crollo delle illusioni a lungo coltivate. Quante volte l'abbiamo visto o l'abbiamo letto in passato? Lu non se ne dà per inteso, tuttavia, e si getta a capofitto in stereotipi ereditati da decenni di cinema hongkonghese e taiwanese. Senza lesinare in sequenze catartiche in motocicletta, con ralenti che guarda a Wong Kar-wai o a un teen mélo di Fruit Chan, o in sequenze oniriche inutilmente estetizzanti. Se la trama principale è esile e la morale scontata, i tentativi di contestualizzare politicamente la storia, attraverso l'ascolto fugace della propaganda radiofonica cinese, suonano antichi e intrusivi da subito. In ogni simbologia utilizzata da Lu si legge in tralice l'intenzione: persino nel ponte destinato a unire Hong Kong e Macao nel segno dell'incomunicabilità e dell'interconnessione. In sostanza un debutto fragile e incerto, in cui le ambizioni non sono sorrette da un linguaggio all'altezza.
Mickey e Gin Gin attraversano la notte taiwanese vincendo premi ai giochi dei luna park. Si intrufolano nel tempio per mangiare di nascosto sotto le statue degli dei e sognano un Altrove migliore. Sono diverse, ma entrambe aderiscono a un modello estetico occidentale: Mickey è un tomboy dai capelli corti, jeans e maglietta bianca. Il suo sogno è esibirsi in una danza rituale al tempio anche se alle [...] Vai alla recensione »