| Anno | 2020 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 87 minuti |
| Regia di | Fabio Del Greco |
| Attori | Chiara Pavoni, Silvana Porreca, Mariagrazia Casagrande, Hanad Sheik . |
| Uscita | giovedì 5 marzo 2020 |
| Distribuzione | Monitore Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,50 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 4 marzo 2020
Un vecchio malato trova uno smartphone: all'interno ci sono video che raccontano la vita di una donna che si trasferisce da una piccola città in Italia per lavorare come insegnante in una città che si rivela ostile e incomprensibile: Roma. In Italia al Box Office La donna dello smartphone ha incassato 110 .
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CONSIGLIATO SÌ
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Un uomo anziano e ammalato che sembra essere in procinto di compiere un gesto estremo trova uno smartphone per terra e si mette a guardare i video che hanno come soggetto la proprietaria del telefono. Si tratta di silvana, un’insegnante da poco trasferita ad Ostia da un’altra regione.
Fabio Del Greco da sempre ama sperimentare, sia sul piano del linguaggio cinematografico che su quello di una ricerca sull’essere umano messo in relazione ai propri simili. Le premesse di questo suo nuovo lungometraggio sembravano proseguire coerentemente su questo percorso.
Un uomo che ormai non ha più scopi nella vita che, attraverso i video contenuti in uno smartphone trovato proprio mentre stava per prendere una decisione ultimativa, scopre un’altra vita che si dipana sotto i suoi occhi. Si trattava di un ottimo incipit per un mediometraggio tutto impostato, come inizialmente è, su riprese amatoriali.
Sarebbe stato un andare a leggere quella che i sociologi definiscono come la ‘scatola nera’ delle nostre vite, l’oggetto che contiene i nostri ricordi e, per alcuni, i segreti. Solo che questo possibile e interessante rigore narrativo si va a perdere dopo pochi minuti quando le riprese si fanno professionali e si assiste sempre di più a vicende che non possono essere state riprese con il cellulare.
Gli incubi della protagonista, le riunioni con le nuove colleghe che la maltrattano, le riprese in bianco e nero di una storia di malavita sono solo alcuni elementi di questa tipologia. Accanto poi a pregevoli riprese di degrado urbano che ricordano il cinema degli anni ’60 si trovano situazioni come l’incontro dell’insegnante con il tormentato figlio (addirittura) del Ministro della Pubblica Istruzione che stridono totalmente, per la loro inverosimiglianza, con gli accenti realistici di cui sopra.
Raramente capita di assistere a sperimentazioni nuove senza incappare nella noia intellettualistica del cinema di ricerca. Fabio Del Greco ci riesce alla grande intrattenendo con la commedia grottesca, facendo spettacolo con la suspence e con immagini di grande impatto, venendo incontro alle esigenze di un cinema popolare per il pubblico ed allo stesso tempo creando un prodotto originale tirando in [...] Vai alla recensione »