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Ultimo aggiornamento lunedì 16 settembre 2019
Dopo diversi anni la banda di amici si ritrova nella casa al mare di Max in occasione del suo compleanno. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office Grandi bugie tra amici ha incassato 115 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Max riceve la visita inattesa dei suoi migliori amici al completo, alla vigilia del suo sessantesimo compleanno. Peccato che non li veda ormai da qualche anno, che si sia sentito abbandonato da loro, che nel frattempo si sia separato da Véro, abbia litigato con Eric, e stia nascondendo a tutti un segreto che lo angoscia. Per giunta, come qualcun altro del gruppo, non ha ancora superato la morte di Ludo e fatica ad accettare il tempo che passa.
Nel 2010 Piccole bugie tra amici registrò in Francia un successo commerciale da record e l'annuncio di Guillaume Canet di voler riportare sullo schermo gli stessi personaggi aveva suscitato da allora grandi e motivate aspettative.
Anni dopo, nella realtà e nella finzione, Grandi bugie tra amici (titolo italiano un po' banale, ma l'originale non è meglio) arriva a mantenere la promessa e a dirci che tutto cambia e tutto resta uguale, esattamente come si è persone uguali e differenti nei diversi decenni della nostra vita.
Ci vuole un po' perché il film ingrani la giusta marcia: Canet deve parlare ad un pubblico vecchio e nuovo e non può esimersi da una visita guidata della casa, reale e metaforica, e da un'illustrazione dei passati rapporti tra i personaggi, ma è abile nel farlo senza ricorrere al vizio della spiegazione eccessiva, distribuendo le informazioni nello spazio e nel tempo.
Come ogni riunione di amici dà quasi naturalmente vita a dei tormentoni, ed essi danno vita alla commedia, il film comincia ad un certo punto a dare i suoi frutti grazie al reiterato comportamento inopportuno di Antoine (Laurent Lafitte) e al duello tra Eric (Gilles Lelouche), star del cinema e padre single, e la tata presa in affitto a Parigi e trasportata a Cap-Ferret ad assistere all'irresponsabilità esibita di un gruppo di ex ragazzi che non vogliono cambiare.
L'architettura delle relazioni, in generale, è ciò che funziona meglio, che appassiona e diverte, più del segreto di Max, dei supposti colpi di scena, che però non colpiscono così forte, o dell'amicizia messa alla prova, perché è chiaro che è una prova superata in partenza.
Canet è un bravo sceneggiatore (qui con Lauga), al punto che si avverte che avrebbe potuto fare meglio di così, gli sarebbe bastato poco, e il film sarebbe salito ad un altro livello. Si è invece accontentato di un racconto che non solleva mai questioni sociali e neppure apre reali ferite sentimentali, affidandosi in tutto al gioco di una cinquina di grandi attori (e altrettanti di spalla), che sanno comunicare la verosimiglianza che manca al copione e recapitare le emozioni a destinazione.
Improba impresa per Guillame Canet, certo coraggiosa. Riproporre dopo nove anni lo stesso gruppo di amici di nuovo insieme nella casa al mare di Cap-Ferret di Max che era stata teatro di molte spensierate vacanze era molto complicato, forse troppo. Canet è bravo e gli attori che recitano altrettanto, ma purtroppo non basta. Innanzitutto... piombare all'improvviso dopo tre anni in casa di [...] Vai alla recensione »
Ancora una volta un modesto film, che sfavillio di incassi spinge al sequel. Lo firma lo stesso regista, Guillaume Canet. Se ne ripete quasi il titolo, ancora «bugie tra amici», ma «Grandi», non più «Piccole». Rispetto ai 154 minuti del film precedente lo si scorcia a 135, ma ancora troppi, nel suo aneddotico dilungarsi con rischio di noia. L'ambiente resta quello estivo a Cap Ferret, sulle coste dell'Atlan [...] Vai alla recensione »