Corpus Christi

Film 2019 | Drammatico, +13 115 min.

Regia di Jan Komasa. Un film Da vedere 2019 con Bartosz Bielenia, Aleksandra Konieczna, Eliza Rycembel, Tomasz Zietek, Barbara Kurzaj. Cast completo Titolo originale: Boze Cialo. Genere Drammatico, - Polonia, Francia, 2019, durata 115 minuti. Uscita cinema giovedì 6 maggio 2021 distribuito da Wanted. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,66 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 6 maggio 2021

La vita di un ragazzo cambia a causa di un equivoco che lo fa diventare prete. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 4 candidature agli European Film Awards, 1 candidatura a Cesar, 1 candidatura a Goya, In Italia al Box Office Corpus Christi ha incassato 77,3 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,66/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,62
PUBBLICO 3,85
CONSIGLIATO SÌ
Nella storia (vera) di un 'prete abusivo' il ritratto di un Paese ripiegato su se stesso e incapace di guardare oltre.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 31 agosto 2020
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 31 agosto 2020

Daniel è un giovane che si trova in riformatorio per reati non solo di poco conto. Avrebbe voluto diventare sacerdote ma la sua fedina penale ora glielo impedisce. Quando però viene inviato, per un permesso lavorativo, in un paese lontano dal riformatorio viene creduto un prete e lui non fa nulla per smentire questa credenza diventando anche momentaneo sostituto del parroco.

Film che ha ricevuto la nomination per l’Oscar quale Miglior Film Straniero, questo secondo lungometraggio di finzione del trentottenne (all’epoca dell’uscita del film a Venezia) Jan Komasa si muove su un duplice equilibrio tanto instabile quanto, proprio per questo motivo, produttore di senso.

Perché sarebbe semplice ma anche riduttivo leggerlo come una vicenda (che trae origine da fatti realmente accaduti in Polonia in cui qualcuno si è spacciato come sacerdote) che mette in luce le profonde contraddizioni di un giovane magnificamente interpretato da Bartosz Bielenia. Il suo Daniel conosce la violenza e il lasciarsi andare all’alcol, alla droga e al sesso privo di qualsiasi elemento affettivo ma proprio per questo in qualche misura possiede una sensibilità che lo avvicina a chi ha sbagliato in passato ed è consapevole del fatto che non sarà difficile poter tornare a sbagliare.

La veste che indossa senza averne titolo diviene una sorta di corazza dentro la quale sente di poter sfidare i pregiudizi anche in modo plateale senza subire altre conseguenze che il mormorio di chi lo circonda e le non tanto velate minacce di chi detiene il potere locale. Il suo sguardo è costantemente quello di un cuore in allarme che teme di veder fallire non tanto il suo mascheramento quanto piuttosto il suo consapevolmente precario rapporto con Dio.

Chi invece non ha dubbi sul proprio rapporto con la divinità sentendosi dalla parte del giusto (qui sta la duplicità e forse la parte più interessante del film) sono coloro i quali, avendo perso i propri cari in un incidente di cui si è stabilito a priori il colpevole, hanno deciso di non dargli tregua neppure dopo morto. È qui, più che nel ritratto di un caso anomalo di assunzione dell’abito talare, che si colloca il nucleo di riflessione profonda del giovane sceneggiatore Mateusz Pacewicz. Perché riguarda tutti coloro che dicono di professare la fede cattolica ma che spesso vorrebbero piegarla al proprio volere, all’affermazione dei propri diritti (veri o presunti) cercando di trasformare Cristo nel proprio discepolo invece di assumerne il ruolo.

Non è un caso che il fragile e violento Daniel si volga verso il Crocifisso in una scena fondamentale del film, quasi chiedendo cosa fare a un Gesù che vuole che chi lo segue sia capace di compiere le proprie scelte che possono comportare errori ma che, se compiute senza la pretesa di giudicare (“Non giudicate per non essere giudicati perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati” Mt 7.1-2), riescono a conservare il senso della misericordia che alla brava gente del villaggio sembra mancare. Ne esce così il ritratto non solo della Polonia odierna ma di molte altre nazioni nel mondo (cattoliche ma non solo) ripiegate su se stesse e incapaci di guardare oltre.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 1 marzo 2020
CineFoglio

Presentato a Venezia-19, Jan Komasa si ispira ad eventi realmente accaduti, la vibe del momento, confezionando un film religioso e per finzione al margine della società polacca, riuscendo ad approdare al gran finale degli oscar nella ribattezzata categoria film internazionali - il fardello che porta sulle spalle ha un peso notevole con la nomineedell’anno scorso di Cold [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 4 maggio 2021
Manuela Caserta
L'Espresso

Riaprono i cinema e ritornano in sala anche i film del 2019 che il primo anno di pandemia ha in qualche modo eclissato. Corpus Christi del regista polacco Jan Komasa, dopo un passaggio nelle Giornate degli Autori di Venezia 76, nel 2020 ha ricevuto una nomination agli Oscar come miglior film internazionale. Il giovane regista polacco è un nome già affermato nel circuito dei festival cinematografici [...] Vai alla recensione »

NEWS
GUARDA L'INIZIO
giovedì 29 aprile 2021
 

Su MYmovies i primi dieci minuti del suggestivo film del polacco Jan Komasa. Dal 6 maggio al cinema. Guarda l'inizio »

TRAILER
martedì 20 ottobre 2020
 

Regia di Jan Komasa. Un film con Bartosz Bielenia, Aleksandra Konieczna, Eliza Rycembel, Tomasz Zietek, Barbara Kurzaj. Da giovedì 6 maggio al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
venerdì 16 ottobre 2020
 

Daniel è un giovane che si trova in riformatorio per reati non solo di poco conto. Avrebbe voluto diventare sacerdote ma la sua fedina penale ora glielo impedisce. Quando però viene inviato, per un permesso lavorativo, in un paese lontano dal riformatorio [...]

NEWS
giovedì 23 aprile 2020
 

Daniel vorrebbe farsi prete ma questo non è possibile a causa della sua fedina penale. Un giorno, per una serie di equivoci, si trova a gestire una parrocchia. Vai all'articolo »

NEWS
venerdì 25 ottobre 2019
 

Dopo Roma, all'interno della finestra "Da Venezia a Roma", dopo Milano nella cornice "Le vie del Cinema" e dopo Venezia in collaborazione con il Fondaco dei Tedeschi, il film Corpus Christi di Jan Komasa, premio per l'inclusione Edipo Re, verrà proiettato [...]

[LINK] EVENTO
giovedì 26 settembre 2019
 

Vincitore del Premio per l'inclusione Edipo Re, conferito da Edipo Re in collaborazione con l'Università degli Studi di Padova e la partecipazione di MYmovies, Corpus Christi di Jan Komasa arriva in sala a Milano, al Multisala Eliseo (Via Torino, 64), [...]

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