| Titolo originale | Ride |
| Anno | 2018 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Jacopo Rondinelli |
| Attori | Ludovic Hughes, Lorenzo Richelmy, Simone Labarga, Nathalie Rapti Gomez, Matt Rippy . |
| Uscita | giovedì 6 settembre 2018 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,52 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 7 marzo 2019
Un'adrenalinica sfida per la sopravvivenza. Un gioco dark e letale per cuori forti in grado di resistere ad emozioni estreme. In Italia al Box Office Ride ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 292 mila euro e 172 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Kyle e Max sono due rider, praticanti di sport estremi da parkour, percorsi acrobatici in bicicletta e scalate di grattacieli, e realizzano insieme le loro imprese filmandosi a vicenda. Max però sperpera i suoi soldi nel gioco ed è coperto di debiti con persone pericolose, mentre Kyle ha una famiglia e una compagna che è stanca di vederlo rischiare la vita per la sola adrenalina. Arriva loro un messaggio dalla misteriosa organizzazione Black Babylon, che gli propone una gara in un luogo imprecisato e con in palio 250mila dollari, abbastanza per sistemarsi. La gara però non è quello che sembra e diventa presto una sfida per la sopravvivenza tra trappole e filmati che rivelano progressivamente il passato dei due.
Ride è una sorta di aggiornamento all'era dei social e degli sport estremi del mito della Caccia Selvaggia, con un occhio agli spettacoli gladiatorii del cinema postmoderno già al centro di L'implacabile e Rollerball.
Gli autori tra le influenze dichiarate nominano anche Lost e Black Mirror, il primo per il mistero ambientato in un luogo naturale come la foresta dove si svolge gran parte dell'azione e il secondo per l'ossessione per i social e lo schermo letteralmente nero da cui i due ricevono informazioni - e che cita anche 2001: Odissea nello spazio nel suo apparire come un monolito. Riferimenti che non hanno molto a che fare con il cinema italiano e infatti il film ha aspirazioni internazionali, tanto che pur se girato in Trentino è stato recitato in inglese, anche dal solo attore italiano ossia Lorenzo Richelmy. Internazionale è anche la scelta (già di Il ragazzo invisibile) di fare del mondo del film un universo espanso, con un fumetto in uscita con la "Gazzetta dello Sport" e con un romanzo.
L'estetica è quella del cinema found footage, dove la gran parte del girato arriva in questo caso dalle "action cam" Go-Pro che i protagonisti hanno addosso ai loro vestiti e alle biciclette. A spezzare questo registro intervengono poi telecamere di sorveglianze e le riprese dei droni di Black Babylon, che volano osservando la competizione. La gara inizia con la discesa in bicicletta di una montagna prima innevata e poi rocciosa, ma arriva presto all'interno della foresta dove hanno luogo i primi incidenti, con una sorta di "cavaliere nero" in moto e una "donzella in pericolo", ossia un'altra concorrente che chiede loro aiuto anche se darle una mano sarebbe una violazione delle regole del gioco. Il rovello etico sembra afflitto da dialoghi non proprio sciolti e da un comportamento discutibile di uno dei due, ma più tardi nel film arriverà una spiegazione.
Di checkpoint in checkpoint vengono da un certo punto mostrati ai personaggi filmati su loro stessi pescati dai social, con la funzione di rivelare alcuni segreti e assestare colpi di scena. Il tutto è nel complesso ingegnoso, ma c'è un problema: i personaggi sono schiacciati da un eccesso drammatico, non hanno alcuna ironia e si prendono dannatamente sul serio, nonostante la situazione in cui si trovino e il conflitto in cui sono guidati sia decisamente sopra le righe. I dialoghi arrivano a toni quasi da mélo criminale con amicizie e affetti traditi e risulta troppo serioso. Non aiuta che i personaggi siano così pochi, perché ripone su di loro un peso che non sono in grado di sostenere e impedisce di alleggerire con comprimari più spiritosi o destinati al massacro, come accade tipicamente negli horror-slasher (filone a cui il film nel suo primo soggetto sarebbe appartenuto).
L'uso poi del found footage tende a farsi via via più convulso, come a voler trasmettere l'ansia dell'azione, ma finisce con il renderla anti-spettacolare, confusa e frastornante. Inoltre alcuni passaggi narrativi sono relativamente superflui e potevano essere tagliati guadagnando agilità al film, che in particolare sul finale e nell'epilogo sembra trascinarsi più del necessario. I difetti comunque non compromettono del tutto un'opera a suo modo coraggiosa e innovativa, che avrebbe avuto solo bisogno di più levità e di qualche colpo di forbice. Rimane un film insolito, praticamente un UFO nel panorama italiano, dove solo negli ultimi anni si stanno cercando vie al mercato internazionale del cinema di genere. L'inesperienza purtroppo si fa ancora sentire.
Kyle e Max sono due adrenalina dipendenti, esperti in parkour, arrampicate estreme urbane, ma soprattutto sono rider acrobatici eccezionali. Max è pieno di debiti, dovuti al gioco d azzardo, con violenti strozzini alle calcagna, mentre Kyle, neo padre, ha una famiglia che richiede basi economiche certe e non di visualizzazioni su you tube.
Una pellicola che non va giudicata per la sua sceneggiatura (deboluccia), ma per il tentativo, riuscito, di aprire uno spiraglio su quello che potrà essere il futuro nel cinema. La storia di Max e Kyle, due riders acrobatici che ricevono l'invito a partecipare a una misteriosa gara di saliscendi in montagna, è un pretesto per girare il film con effetto GoPro.