| Titolo originale | Red Joan |
| Anno | 2018 |
| Genere | Biografico, Drammatico, Thriller, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Trevor Nunn |
| Attori | Judi Dench, Sophie Cookson, Stephen Campbell Moore, Tom Hughes, Ben Miles Tereza Srbova, Stephen Boxer, Olivia Buckland, Kevin Fuller, Freddie Gaminara, Richard Teverson, Steven Hillman, Irfan Shamji, Nina Sosanya, Laurence Spellman, Nicola Sloane, Tereza Srbova, Raj Swamy, Adrian Wheeler, Lulu Meissner, Phill Langhorne, Mike Sykes, Ed Birch, Debbie Chazen, Robin Soans, Raymond Coulthard, Simon Ludders, Stuart Milligan, Lily Delderfield, Jessica Delderfield, Ciarán Owens (II), Hasan Dixon. |
| Uscita | giovedì 9 maggio 2019 |
| Distribuzione | Vision Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,55 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 13 maggio 2019
La storia di una donna che ha lavorato come spia per il KGB per oltre cinquant'anni senza mai farsi scoprire. In Italia al Box Office Red Joan ha incassato 500 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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L'anziana Joan Stanley vive serenamente in un elegante sobborgo londinese, tra le fotografie dei nipotini e la passione per il giardinaggio, quando viene arrestata dal MI5 e accusata di spionaggio e tradimento. Il figlio avvocato, Nick, non crede ai suoi occhi, ma, durante l'interrogatorio, Joan viene forzata a ricordare i tempi in cui studiava fisica a Cambridge, la passione per il comunista Leo Galich e il lavoro negli uffici del segretissimo Tube Alloys Project, alle dipendenze del professor Max Davies, e il passato riaffiora, più complesso e drammatico di quanto Nick avesse mai potuto immaginare.
Il produttore di Marilyn e Shakespeare in love ha giustamente visto nella vicenda di Melita Norwood una storia nella Storia, con i caratteri di leggendarietà e di umanità che avevano portato al successo i suoi prodotti precedenti. Qui non si tratta, però, del più misterioso e geniale drammaturgo di tutti i tempi, né della donna più bella e più triste del mondo, bensì della più potente delle bombe, l'atomica, al tempo della sua invenzione.
Classico che classico è dir poco, nello stile e nella costruzione, che alterna l'interrogatorio poliziesco nel presente con il ricordo del passato cronologicamente ordinato, il film di Trevor Nunn trova un buon equilibro tra pieni e vuoti, amplificazioni e riduzioni, ma non passerà alla storia come un esempio eccelso di cinema di spionaggio.
Mentre i flashback costruiscono la spy story, con tratti di romanzo sentimentale, personaggi non ugualmente riusciti e colpi di scena di dovere, il presente è ridotto a momenti brevi e di servizio, che servono a rilanciare il racconto ambientato negli Quaranta, come fossero capitoli di un libro (e il libro di partenza c'è: "La ragazza del KGB" di Jennie Rooney). Eppure, in quelle rapide scene in cui non accade nulla o quasi, con la vecchia protagonista davanti alla solita (e qui poco verosimile) coppia di investigatori, Judi Dench offre un'altra delle sue performance, recitando soltanto con gli occhi e con l'ausilio di un abito opportunamente dimesso e di una gamba malferma. Nel frattempo, il film nel film dei ricordi di Joan amplifica, con qualche esagerazione, il suo ruolo nella Storia, facendone l'inventrice della guerra fredda e la fautrice di quella distensione che ha assicurato all'Occidente un lungo dopoguerra di pace. Rispetto alla figura reale della Norwood, Red Joan non è una simpatizzante del comunismo, né fa quel che fa per salvare il sistema Unione Sovietica: con un certo schematismo, che insiste sul suo essere donna in un mondo di scienziati maschi senza cuore, il film punta sulla sua reazione emotiva ai fatti di Hiroshima e Nagasaki e sulla necessità morale di scongiurarne altri.
Peccato, in definitiva, che un film che mira a raccontare l'esistenza dello straordinario dietro un'apparenza di placida quotidianità, non faccia uno sforzo per uscire a sua volta dalla convenzione, nell'uso dei flashback così come nella sbrigativa e prevedibile linea che lega madre e figlio nei giorni dell'arresto. Trevor Nunn, che ha una storia gloriosa in ambito teatrale, al cinema ha ancora della strada da fare.
Nel 2000 la tranquilla vita di pensionata di Joan Stanley viene bruscamente sconvolta dall'MI5 che la arresta con l'accusa di spionaggio e alto tradimento ai danni della Corona: avrebbe consegnato segreti militari all'Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel serrato interrogatorio che segue l'arresto emergerà, dopo oltre 40 anni, la vera identità dell' "Agente Lotto", ma soprattutto, le ragioni che la mossero a tradire. Cambridge 1938. Joan, studentessa di fisica, si innamora dell'affascinante Leo Galich, giovane comunista, che le farà vedere il mondo sotto una nuova luce. Assunta poco dopo in una struttura di ricerca nucleare top secret, durante la Seconda Guerra Mondiale, Joan si rende conto che la distruzione totale sta divenendo pericolosamente attuale. Quale prezzo pagheresti per la pace? Joan deve scegliere se tradire il proprio paese ed i propri affetti oppure salvarli.
Red Joan – Quale prezzo pagheresti per la pace? Il film Red Joan racconta la storia della pensionata Joan Stanley. La donna vive una vita tranquilla nei sobborghi londinesi, inaspettatamente viene arrestata dall’MI5 ed accusata aver tradito la Corona e il suo paese. Durante il pressante interrogatorio che segue l’arresto, Joan ripercorre la sua vita.
Quali carattaristiche contraddistinguono la spia cinematografica per antonomasia? Il fascino, il mistero, l'allure glamour, le location lussuose, gli abiti eleganti. Se poi quella spia è femmina diventa istantaneamente una femme fatale, una tentatrice bellissima e seducente pronta a ingannare il maschio di turno per carpirgli informazioni top secret. È esattamente contro questa aspettativa cinefila che si muove Red Joan, lo spy thriller di Trevor Nunn basato sul romanzo "La ragazza del KGB" di Jennie Rooney, a sua volta ispirato alla vicenda reale di Melita Norwood, fisica nucleare ed ex agente britannica arrestata per spionaggio negli anni Novanta con l'accusa di avere trasmesso all'Unione Sovietica informazioni per costruire la bomba atomica ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.
Joan Stanley, questo il nome della protagonista del romanzo e del film, è l'esatto contrario della spia cinematografica. Innanzitutto è una scienziata che ha sempre dato priorità al proprio intelletto rispetto al proprio fascino femminile. Joan è quella che oggi si definirebbe una nerd, timida e dimessa, impacciata e pudica.
Non a caso non è lei la seduttrice, ma è colei che verrà sedotta, travolta dalla passione per un tipo affascinante che le sfilerà gli abiti di flanella e la spingerà a mettere da parte la fedeltà alla Corona. È proprio l'invisibilità a fare di Joan la spia più insospettabile, e dunque la più pericolosa ed efficace. In questo senso ricorda il George Smiley (cui forse non a caso il cognome Stanley fa eco) de La talpa un apparente signor nessuno che si mimetizza con la tappezzeria e riesce ad infiltrarsi ovunque senza farsi notare.
La forza di Joan, come quella di George, è il suo aspetto qualunque, quel grigiore tipicamente inglese che le ha garantito l'anonimato tanto durante gli anni della guerra quanto in quelli a seguire, permettendole un ritorno al giardinaggio e al tè delle cinque senza che nessuno sospettasse il suo
operato e il suo ruolo nella nascita della Guerra Fredda. In questo senso il casting di Judi Dench nella parte di Joan da anziana è particolarmente ispirato perché, cinematograficamente parlando, il pubblico identifica Dench con M, capo dei servizi segreti inglesi nei più recenti episodi della saga di 007.
Chi ha dato la bomba atomica ai russi? Insediata nella storia dello spionaggio nella Seconda mondiale c'è la vicenda di Melita Norwood, la Joan rossa del titolo, fisica nucleare e agente britannica incastrata tra un amore proibito a Cambridge e il tradimento del suo Paese per un alto scopo svelato nel finale. La vera Melita non fu mai condannata, mentre alla spia del film di Nunn (regista celebre a [...] Vai alla recensione »