| Titolo originale | Through the Wall |
| Titolo internazionale | The Wedding Plan |
| Anno | 2016 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Israele |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Rama Burshtein |
| Attori | Noa Koller, Oz Zehavi, Amos Tamam, Ronny Merhavi, Irit Sheleg Dafi Shoshana Alpern, Oded Leopold, Udi Persi, Jonathan Rozen, Karin Serrouya, Erez Drigues, Yonatan Rozen, Uri Shilo, Odelia Mora-Matalon, Sivan Mast, Moran Arbiv, Hava Levi Rozelsky (II), Tal Brill, Eden Har'el, Aharon Burshtein. |
| Uscita | giovedì 8 giugno 2017 |
| Distribuzione | Cinema |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,67 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento giovedì 2 novembre 2017
La storia di un'eroina romantica a suo modo anticonformista nella tradizione, nella cultura e nella religione ebraico-ortodossa. In Italia al Box Office Un appuntamento per la sposa ha incassato 55,6 mila euro .
Un appuntamento per la sposa è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
Compra subito
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Michal, un'ebrea ortodossa sulla trentina, viene lasciata dal promesso sposo a tre settimane dal matrimonio. Decide però di non cancellare gli elaborati preparativi per la cerimonia ma di trovare invece un uomo da sposare in esattamente 22 giorni. "Ho la sala, l'abito, la data e 200 invitati", afferma Michal, "non sarà difficile trovare marito".
Come premessa comica potrebbe essere spassosa. Il problema è che Un appuntamento per la sposa, opera seconda della regista ebrea ortodossa Rama Burshtein dopo La sposa promessa (la cui protagonista, Hadas Yaron, vinse la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia nel 2012), non è una commedia tout court, ma vuole anche essere una riflessione sulla società ebrea ortodossa e il ruolo che la tradizione gioca sui rapporti fra uomini e donne.
Michal è la protagonista assoluta della storia, di per sé una buona notizia in un cinema prevalentemente centrato al maschile, in realtà un problema, perché la donna appare totalmente egoriferita e la sua determinazione risulta via via meno comprensibile, e colorata da un grado non indifferente di presunzione.
Se questa fosse una farsa andrebbe benissimo, ma purtroppo il film si posiziona più come commedia romantica alla Bridget Jones, o romanzetto rosa di quelli generatori di illusioni fra il pubblico femminile cresciuto con il mito del principe azzurro.
"Voglio amare ed essere amata", asserisce Michal, ma in realtà dovrebbe dire "voglio sposarmi a tutti i costi", e tutto sommato conta poco con chi. "Se ci credo ciecamente Dio mi troverà marito", insiste la donna, di fatto affidando a Dio il ruolo di sensale e autoimponendosi un matrimonio combinato, di quelli che molte giovani ebree ortodosse oggi rifiutano come una tradizione eccessivamente conservatrice.
I candidati, poi, sembrano usciti dall'immaginario Harmony: a parte quelli scartabili (e infatti da Michal subito scartati), ecco il cantante pop dallo sguardo angelico, ecco l'organizzatore di matrimoni con il sorriso da fotoromanzo. La trama, invece di procedere verso una maggiore consapevolezza della protagonista (o al contrario, verso la definitiva caduta nella follia), segue un mantra da L'uomo dei sogni ("se lo costruisci lui tornerà") che nel caso di Michal diventa "se tieni in piedi il baraccone matrimoniale, qualcuno si presenterà a tagliare la torta". Di nuovo: come premessa comica, anche tragicomica, sarebbe gustosa. Ma non funziona come riflessione socioculturale, e rischia di rivelarsi invece ennesimo volano delle speranze e delle illusioni del pubblico femminile.
È un vero peccato, perché Rama Burshtein sa come mettere, visivamente e narrativamente, una donna al centro della scena e ha alcune intuizioni davvero intelligenti, come le domande reiterate che i personaggi pongono gli uni agli altri non accontentandosi della prima risposta superficiale, ma "grattando" per scoprire cosa si nasconde davvero dietro le fasi fatte che ci diciamo tutti i giorni. È un peccato anche perché all'inizio Michal ci piace nel suo dichiarare il re nudo: "Gli uomini cercano una donna delicata", afferma, ovvero non una "piantagrane" come lei, pronta a spaccare il capello in quattro nella ricerca di verità. Da donna osservante che ha sempre seguito le regole Michal inizialmente cerca di romperle. Purtroppo però cade poi nel più trito dei cliché narrativi al femminile: quello della single disposta a tutto pur di uscire dalla condizione "infamante" di "zitella".
Seconda incursione nel matrimonio di Rama Burshstein. L’ambiente è sempre quello dalla regista, ovvero l’ebraismo ultraortodosso. Nel drammatico “La sposa promessa” avevamo lasciato la giovane Shira esitante in un angolo della camera nuziale, scelta liberamente per amore-dovere verso il nipotino orfano. Nella commedia “Un appuntamento per la sposa” [...] Vai alla recensione »
Per "rilassare" la sposa stressata. Per "distrarsi" dall'organizzazione del matrimonio. E comunque, in ogni caso, "da vedere assolutamente prima delle nozze". Popolare in rete sotto forma di speciali classifiche su siti specializzati - i 10 film da vedere prima di sposarsi; i 30 film per la sposa; i 50 film più belli sul matrimonio - il wedding movie, o "film da matrimonio", è ormai parte integrante dei rituali pre-nuziali, insieme all'addio al nubilato/celibato e alla scelta del colore dei fiori.
Il genere d'elezione di questa categoria di film, va da sé, è la commedia romantica, di cui vengono spontaneamente assecondati i cliché: l'avvenenza dei protagonisti, il fatidico happy end in abito bianco, la colonna sonora emotional e le battute sull'amore pronte per essere appuntate, ricordate, trasformate in meme.
Genere considerato "femminile" per eccellenza - nella malaugurata convinzione che solo le donne siano attratte dal lieto fine - il wedding movie può tuttavia declinarsi anche in altre categorie, horror e azione inclusi.
Non è un'altra stupida commedia (matrimoniale) americana Un appuntamento per la sposa dell'israeliana Rama Burshtein, presentato l'anno scorso a Venezia Orizzonti. Molti lo hanno giudicato deludente a paragone della "Sposa promessa", il debutto di Rama; però si tratta di un film totalmente diverso. Da tutti gli altri. Intanto per l'idea - paradossale - su cui si sviluppa.