| Anno | 2015 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Tommaso Agnese |
| Attori | Matilda Anna Ingrid Lutz, Melissa Monti, Carlotta Natoli, Valeria Solarino Giovanni Anzaldo, Laura Adriani, Chicco Agnese, Giulia Aloé, Giada Arena, Davide Bardi, Jessica Bonanni, Michele Costabile, Luigi Di Fiore, Gianni Franco, Alessandro Gesualdi, Laura Gigante, Roberto Gudese, Luisa Maneri, Marco Zangardi. |
| Uscita | giovedì 7 maggio 2015 |
| Distribuzione | Red Post Production |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,48 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 8 maggio 2015
Il viaggio che, tra mille difficoltà traghetterà Niki e la sorellina Alice verso una nuova vita...
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CONSIGLIATO NÌ
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La sedicenne Niki e la sorellina Alice di nove anni si ritrovano improvvisamente orfane di madre. Poiché sono figlie di padri diversi e solo quello di Alice è pronto a prendersi cura della propria prole (portandola con sé negli Stati Uniti), Niki ed Alice si sottraggono ai servizi sociali nel tentativo di rimanere unite. Inizia così il breve viaggio delle due sorelle attraverso una Roma ambigua ed equivoca in cui gli adulti sembrano scomparsi, fra festini altoborghesi e discoteche da adescamento, video chat erotiche e tatuatrici nichiliste.
Tommaso Agnese debutta nel lungometraggio di finzione partendo dalla sua esperienza di documentarista per raccontare soprattutto il mondo degli adolescenti contemporanei come un universo allo sbando, vuoto di contenuti e ricco di incontri occasionali destinati a non avere un seguito. Purtroppo anche la struttura narrativa del film è piuttosto inconsistente, e si accontenta di deambulare insieme a Niki: considerato che il ritratto dell'adolescente sbandato è ormai un topos del cinema internazionale presente in molti festival di ampio respiro, sarebbe stato necessario dare a questo tema un taglio nuovo, una lettura più originale. Invece la Roma che Mi chiamo Maya racconta sembra uscita da un film di Matteo Rovere incrociato con un documentario sul sottobosco della Capitale, e si fatica a capire perché Niki, che fino alla morte della madre pare aver vissuto un'esistenza normale, non trovi alcun punto di riferimento nella città se non "amiche" superficiali e maleducate che flirtano con il pericolo. E la presenza di un'assistente sociale goffa e maldestra (una Valeria Solarino resa dimessa dagli occhialoni e gli abiti informi) aggiunge stereotipo allo stereotipo, rendendo la vicenda via via sempre meno credibile.
La reazione che la morte di un genitore, in "Mi Chiamo Maya" precisamente quella della mamma, provoca in un'adolescente è davvero imprevedibile ed è proprio questa che determina l'intera storia del film. Alla morte della madre, due sorelle figlie di padri diversi, un' adolescente di 15 anni e l'altra di appena 9, rimangono completamente sole e pertanto [...] Vai alla recensione »
Malinconico viaggio nell'adolescenza ahhandonata, psicologicamente ben delineato dall'esordiente Tommaso Agnese. Uno scontro all'incrocio e mamma Lena muore sul colpo. La quindicenne Niki è illesa, la sorellina Alice (Melissa Monti), nove anni, se la cava con un braccio rotto. E per le due ragazzine, figlie di due padri diversi, comincia l'odissea. Brave le due giovanissime protagoniste, ben descritto [...] Vai alla recensione »