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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 maggio 2016
La storia di Lena e Daniel, una giovane coppia che rimane implicata nel colpo di stato militare avvenuto in Cile nel 1973. In Italia al Box Office Colonia ha incassato 163 mila euro .
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Lena e Daniel sono una coppia di giovani tedeschi innamorati. Lei è una hostess della Lufthansa, lui un grafico e un fotografo, che si è messo a servizio delle speranze rivoluzionarie del Cile di Salvador Allende. Daniel ha appena deciso di tornare in Europa con lei, quando rimane bloccato dal colpo di stato del 1973. Segnalato come collaboratore dei comunisti, viene rapito dalla polizia segreta di Pinochet, torturato orrendamente, e segregato nella cosiddetta Colonia Dignidad, nel sud del paese: una missione guidata dal carismatico Pius, alias Paul Schafer, dalla quale nessuno è mai riuscito a fuggire. Abbandonata dai compagni di Daniel, che hanno preso la via della clandestinità, Lena decide di entrare sola e volontaria a far parte della setta, per ritrovare il suo fidanzato e cercare di portarlo in salvo.
Dopo le immagini di repertorio, quasi d'ordinanza, che compongono lo sfondo dei titoli di testa, il film si apre veramente sulla sequenza di Lena, ancora abbigliata con l'elegante uniforme gialla della compagnia aerea, che attraversa una folla di manifestanti, fino a raggiungere il suo amato. La ragazza, insomma, ha chiara la meta della sua vita ed è pronta a farsi strada tra gente che non le somiglia per arrivarci. È un'anticipazione, accennata e di tutt'altro segno, di ciò che farà di lì a poco, mescolandosi ai sudditi della corte di Schafer, tiranno assoluto, violento, misogino, pederasta, complice del regime e appoggiato dalla stessa ambasciata germanica nel suo folle progetto di un “villaggio modello tedesco” del tutto simile ad un lager.
La Colonia del titolo è dunque due cose in un solo tempo: metafora esplicita dello stato nello stato, della dittatura che aveva luogo su ben altra scala fuori dal suo recinto, ed espediente per l'architettura di un film di genere, decisamente più prison-movie che thriller politico, con un discreto gusto dell'esagerazione e un alto tasso di melodramma romantico grezzo.
Emma Watson e Daniel Bruhl convincono a sorpresa come coppia, intercettandosi su un terreno momentaneamente attiguo pur provenendo da filmografie molto diverse, mentre sono decisamente meno credibili come infiltrati nel Sud America del 1973 (il film, tra le altre cose, parla un'unica lingua tranne che nei pochi momenti in cui gli fa comodo fare altrimenti). Ma la colpa non è tanto dei due attori, quanto di un'opera che individua un'interessante storia nella Storia, recente e incredibile quanto basta, ma non va oltre il suo utilizzo come spezia per insaporire il romance.
Il film partendo dal colpo di stato successo in Cile nel 1973 racconta, attraverso la love story tra Lena e Daniel, una delle pagine più nere della storia contemporanea. Quella di Colonia Dignitad, un luogo gestito da un pastore tedesco, Paul Schafer detto Pius, che in apparenza era soltanto una setta religiosa che viveva in disparte dal resto della società seguendo dogmi diversi, ma [...] Vai alla recensione »