Borsalino City

Film 2015 | Documentario +13 79 min.

Anno2015
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata79 minuti
Regia diEnrica Viola
AttoriRobert Redford, Piero Tosi, Deborah Nadoolman, Eddie Muller, Dante Spinotti, Jean-Claude Carrière, Dario Penne Guido Ruffa, Marilyn Vance.
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Enrica Viola. Un film con Robert Redford, Piero Tosi, Deborah Nadoolman, Eddie Muller, Dante Spinotti, Jean-Claude Carrière, Dario Penne. Cast completo Genere Documentario - Italia, 2015, durata 79 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Dalla prima fabbrica ad Alessandria alla nascita del mito, la storia di Giuseppe Borsalino. In Italia al Box Office Borsalino City ha incassato 4,2 mila euro .

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La storia del cappello che è diventato un'icona e uno status symbol universalmente riconosciuto.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

La storia di un cappello, che è diventato un marchio identificandosi con uno stile ben preciso ottenendo acquirenti in tutto il mondo. Il racconto di una famiglia di industriali, della creatività del fondatore e di una città, Alessandria, che con quella industria ha finito con l'identificarsi.
Non è facile raccontare la storia di un oggetto che è diventato un'icona e uno status symbol universalmente riconosciuto senza cedere, almeno un po', alla retorica celebrativa. L'impresa è riuscita ad Enrica Viola che ha deciso di raccontare i Borsalino (la famiglia di imprenditori e il cappello) dandogli inizialmente il sapore di una fiaba per poi passare a una memoria che tenesse conto di una molteplicità di punti di vista. Perché la storia dell'irrequieto Giuseppe Borsalino, giovane originario di un paesino piemontese che apprende l'arte del fare cappelli in Francia, si diploma e torna in Piemonte per aprire ad Alessandria un centro di produzione che, nel corso dei decenni, darà lavoro a migliaia di uomini e donne, ha le caratteristiche di una fiaba. Che viene però da subito sostenuta da una documentazione precisa e puntuale, segno di una meticolosa ricerca d'archivio che offre il clima di un tempo che potremmo definire 'andato' per molti ma non per la Borsalino. Perché questo cappello, che in America prenderà il nome di Fedora (da una rappresentazione teatrale di Sarah Bernhardt ), attraversa e segna non solo la vita sociale del '900 ma diviene segno identificativo di numerosi protagonisti di opere destinate a rimanere nella storia del cinema grazie anche al copricapo che indossavano.
Viola però non si lascia attrarre solo dal mito dei Fellini, dei Bogart o del più contemporaneo Robert Redford che apre e chiude il documentario con il racconto della sua ricerca di un ben preciso modello di Borsalino. Infatti il documentario fa parlare i discendenti del fondatore, fa loro raccontare le glorie ma anche i momenti difficili superati dall'azienda. Veniamo messi a conoscenza delle strategie di mercato che presero le mosse sul piano internazionale da un lungo e non facile viaggio compiuto ad inizio del secolo scorso da Giuseppe per raggiungere l'Australia, assicurarsi le pelli di coniglio giuste a un prezzo concorrenziale e creare dei punti di vendita. Scopriamo anche, attraverso numerose testimonianze di operai e operaie (la Borsalino fu all'avanguardia nell'impiegare personale femminile in lavori specializzati), come chi ha lavorato nell'azienda sentisse di farne parte non solo come manodopera ma come persona che contribuiva alla realizzazione di un progetto che portava il nome di una città di provincia sulle teste di innumerevoli persone in tutto il mondo. Viola ci racconta anche di una famiglia di industriali capaci di sentire il dovere di realizzare un riconoscimento (fatto raro) sotto forma di edifici per la collettività, a chi gli ha permesso di conquistare un vantaggio economico.
Le eccellenze nel campo della creatività e della produttività italiane non mancano e le testimonianze che questo documentario ci propone ne danno riscontro sul piano internazionale perché Borsalino ancora oggi, in un'epoca in cui indossare cappelli non è più di moda, è un marchio totalmente riconosciuto e riconoscibile.

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