Ant-Man

Film 2015 | Fantascienza, +13 117 min.

Regia di Peyton Reed. Un film Da vedere 2015 con Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Bobby Cannavale. Cast completo Titolo originale: Ant-Man. Genere Fantascienza, - USA, Gran Bretagna, 2015, durata 117 minuti. Uscita cinema mercoledì 12 agosto 2015 distribuito da Walt Disney. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,99 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 6 novembre 2015

Argomenti:  Tutti i film del Marvel Cinematic Universe

Per la prima volta sul grande schermo uno dei personaggi più noti dei Marvel Comics, apparso fin dalle origini nel gruppo degli Avengers. Il film ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Ant-Man ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 4,7 milioni di euro e 2 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,99/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,83
PUBBLICO 3,14
CONSIGLIATO SÌ
Il ridimensionamento del gigantismo marveliano, che si fa strada grazie all'anarchica impossibilità di adattarsi a schemi consueti.
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 17 luglio 2015
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 17 luglio 2015

Lo scassinatore Scott Lang accetta un ultimo colpo, ma dentro la cassaforte anziché soldi trova una strana tuta. Quando la indossa attiva un meccanismo di miniaturizzazione che lo trasforma in un minuscolo guerriero. Contattato dal creatore della tuta, lo scienziato Hank Pym, Scott si troverà di fronte alla difficile decisione di diventare Ant-Man e salvare il mondo da un pericolo mortale.
La più volte annunciata Fase 2 dell'epopea cinematografica Marvel arriva al suo momento chiave. Perché nonostante la sua natura minore, o meglio minuscola, all'interno dell'universo della Casa delle Idee, Ant-Man è destinato a incarnare un ruolo cruciale. Quello della diversità, del supereroismo come riscatto, definitivamente riconquistato da quei nerd che l'hanno generato, sulla scia dei Guardiani della Galassia che sono già cult generazionale. Perché se il supereroe con superproblemi è il marchio di fabbrica della Marvel, pochi possono competere con la mancanza di glamour di un ex galeotto divorziato e miniaturizzato a cavallo di una formica. La scommessa più audace di un pantheon disincantato, capace di prendersi gioco dei dogmi di un rituale che non nasconde ult(ron)eriori sorprese. Propositi che conferiscono a Ant-Man una responsabilità che l'opera di Peyton Reed dimostra chiaramente di non poter gestire appieno. In primis per la sua natura ibrida e irrisolta: in origine progetto pluriennale di Edgar Wright (L'alba dei morti dementi, Scott Pilgrim vs the World), destinato a sconvolgere il canone tra mille aspettative, si è trasformato, a causa di divergenze creative, in quello di Peyton Reed.
I "se" e i "ma" si sprecano in ogni dove, attribuendo, come da usuale folklore pro-perdenti, a Wright ogni intuizione e al suo erede ogni malefatta, ma la verità sulla paternità dell'uno e dell'altro resta un mistero. Quel che è oggettivo è l'accento posto sul lato comico della sceneggiatura (a cui nella riscrittura ha messo mano lo stesso Paul Rudd), al servizio di un Paul Rudd post-Judd Apatow (Questi sono i 40) e di un Michael Pena così esilarante da rischiare di oscurare il protagonista.
Nell'animo genuinamente infantile di Ant-Man - La Cucaracha in apertura, a prefigurare Speedy Gonzales come uno dei principali riferimenti sotterranei, o l'incredibile epilogo pixariano nella cameretta di una bambina tra trenini giganti e insetti di dimensioni garroniane - vive il ridimensionamento necessario di un filone il cui gigantismo rischia di stimolare la bulimia del pubblico, ma di arrestarne ben presto la digestione. Sono infatti proprio le infiltrazioni nello script del franchise Avengers - emblema con l'ultimo Avengers: Age of Ultron del vuoto (e insieme dell'horror vacui) che caratterizza il calo narrativo marveliano - a sconvolgere struttura e intenti di Ant-Man, così come gli stereotipi arrugginiti sul percorso di apprendimento e consapevolezza dell'eroe recalcitrante. L'effetto ossimorico che deriva da questi contrasti non fa che accentuare la sensazione di un progetto che non ha goduto della necessaria libertà per spiccare il volo e per far decollare la Fase 2 di una Marvel incapace di resettare i suoi già obsoleti e ingombranti campioni di incassi. Ant-Man funziona nella sua irriducibile singolarità, nella sua anarchica impossibilità di adattarsi a schemi consueti. La volontà di imporre comunque questi ultimi non pare un buon viatico per la nuova ondata Marvel, ma i segnali forniti da alcuni elementi del film di Reed inducono a confidare ancora nelle Idee della relativa Casa.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 26 agosto 2015
Lorenzo Perrucci

Ant-Man è la dodicesima pellicola del Marvel Cinematic Universe (un media franchise centrato su una serie di film di supereroi prodotti dai Marvel Studios e basati sui personaggi dei fumetti Marvel Comics), nonchè l'ultimo della Fase Due. Scott Lang (Paul Rudd), appena uscito di prigione, è intenzionato a cominciare una nuova vita.

Frasi
"Solo una domanda: è troppo tardi per cambiare il nome?"

Dialogo tra Scott Lang / Ant-Man (Paul Rudd) - Hank Pym (Michael Douglas)
dal film Ant-Man - a cura di Lorenzo Perrucci
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Francesco Alò
Il Messaggero

Anche le formiche nel loro piccolo possono diventare super. Dopo l'uomo ragno Spider-Man ecco Ant-Man, nuovo personaggio dei fumetti Marvel ad essere trasformato in celluloide grazie al film diretto da Peyton Reed nelle nostre sale a partire dal 12 agosto. La miniaturizzazione dell'essere umano è sempre stata utilizzata dai geni del genere fantastico come fosse un contrappunto ironico all'arrogante [...] Vai alla recensione »

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