Anime nere

Film 2014 | Drammatico, 103 min.

Regia di Francesco Munzi. Un film Da vedere 2014 con Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Barbora Bobulova, Anna Ferruzzo. Cast completo Titolo internazionale: Black Souls. Genere Drammatico, - Italia, Francia, 2014, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 18 settembre 2014 distribuito da Good Films. - MYmonetro 3,39 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 18 maggio 2021

Tratto dal romanzo "Anime nere" di Gioacchino Criaco, il film è girato ad Africo, uno dei centri nevralgici della 'ndrangheta calabrese. Ha vinto 3 Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 16 candidature e vinto 9 David di Donatello, Il film è stato premiato a Premio Amidei, a 8 ½ Cinema Italiano, 3 candidature e vinto un premio ai Globi d'oro, In Italia al Box Office Anime nere ha incassato 936 mila euro .

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Consigliato sì!
3,39/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,75
PUBBLICO 3,43
CONSIGLIATO SÌ
Un lavoro egregio, dall'affondo potente: un film-racconto, dai forti contrasti, il frutto probabilmente di una scrittura approfondita.
Recensione di Dario Zonta
Recensione di Dario Zonta

Leo, figlio irrequieto di Luciano, una notte spara alcuni colpi di fucile sulla saracinesca di un bar protetto da un clan locale, in quel di Africo nel cuore dell'Aspromonte. Una provocazione come risposta a un'altra provocazione. Un atto intimidatorio, ma anche un gesto oltraggioso che il ragazzo immagina come prova di coraggio e affermazione d'identità nei confronti del clan rivale e nei confronti del padre, maggiore di tre fratelli, dedito alla cura degli animali e dei morti, e lontano dalla cultura delle faide. I fratelli di Luciano hanno preso altre strade lontano da Africo, in una Milano permeata di affari criminali lungo la rotta della droga tra l'Olanda e la Calabria. Dopo la provocazione notturna, Leo deve e vuole cambiare aria, e raggiunge lo zio Luigi, il più giovane dei tre fratelli, spavaldo nel correre su e giù per l'Europa stingendo patti "commerciali" con cartelli sudamericani, e lo zio Rocco, ormai trapianto a Milano con aria e moglie borghese, arricchito proprio dai proventi di quei traffici internazionali. L'eco della bravata di Leo giunge in quel di Milano e risveglia la mai sopita attrazione per la vendetta, la faida in un misto di orgoglio represso dal benessere, o da esso alimentato sotto mentite spoglie. Il fratello maggiore infatti viene richiamato bonariamente dal boss del clan rivale, e umiliato nel suo essere uomo, primogenito, padre di famiglia. I fratelli si mettono in viaggio verso il loro Sud, la loro terra, sentendo il richiamo di una cultura antica, richiamo fatale a un destino immutabile che punta dritto verso la tragedia, senza scampo.
Francesco Munzi torna al cinema firmando con questo suo terzo film, una tragedia "greca", di fatto calabrese, ispirandosi al romanzo omonimo di Gioacchino Criaco, edito nel 2008 da Rubettino (coraggiosa casa editrice, da sempre attenta all'indagine della cultura calabrese, e non solo). Munzi arriva a questa opera difficile dopo aver sperimentato storia e stile nei suoi due primi film, Saimir e Il resto della notte. Qui si porta nel cuore della Calabria e della sua cultura ancestrale in odore di 'ndrangheta e lo fa da "straniero", con sguardo aperto, consapevole del rischio, quello di rappresentare luoghi, storie, personaggi quasi mai raccontati prima (la 'ndrangheta è misteriosa anche al cinema). A cosa si è appigliato Munzi per ricreare quel mondo così complesso e misterioso? Qual è l'immaginario di riferimento, laddove uno non c'è? Quanti film d'ambientazione calabrese si ricordano? Quanti che raccontano la cultura della 'ndrangheta? In assenza di una iconografia stratificata (che non sia quella reale e vissuta, ma lì necessariamente esperienziale), Munzi si affida alla scrittura, quella del libro da cui è tratta la storia, e la sua, quella di un regista-sceneggiatore. Poi ci sono i suoi occhi (dei quali è sempre meglio non fidarsi troppo) che hanno visto la Calabria e che hanno visto tanto cinema. E non si sfugge al groviglio di visioni e letture, e sempre una "rete" si cerca per appigliarsi a qualcosa, per trovare una rotta dentro una storia così buia. La struttura è quella della tragedia, e, non a caso, il film a cui si pensa è Fratelli di Abel Ferrara.
Allora, Munzi fa un lavoro egregio e il suo affondo è potente, ma è come se stesse alla continua ricerca di uno stile, di un modo di mettere in scena, tanto sono diversi gli approcci tra un film e l'altro. Qui sembra come "ritrarsi", farsi da parte, lasciare lo spazio alla storia (così abilmente scritta) e agli attori (così abilmente diretti), senza imporre uno sguardo che non sia di "servizio" e al servizio. Un rigore forse un po' troppo rigido, dietro il quale si nasconde forse qualche indecisione, forse una paura, comprensibile, di entrare in un universo sconosciuto ma ben definito nei suoi tratti. Anime nere in questo senso non è un film di denuncia e non è un film realistico. È un film-racconto, dai forti contrasti, che sembra il frutto di una scrittura approfondita, a volte fin troppo, laddove tutto vuole significare qualcosa, sempre e comunque. A tratti questo eccesso di significato emerge e distoglie, ma sempre dentro un flusso continuo dentro cui si è portati incessantemente, facendo esperienza dell'ineluttabile.
Sarebbe un errore quindi considerare Anime nere come la rivelazione di una realtà. Munzi non è Garrone, Criaco non è Saviano, Anime nere non è Gomorra: e soprattutto non vuole esserlo (e non che Garrone sia realistico, anzi il suo scarto verso il fantastico è sempre stato dominante, anche ai tempi di Terra di mezzo). Però siamo come in attesa di un tratto più certo, di uno sguardo più originale. E diciamo questo perché pensiamo che Munzi sia molto bravo, che abbia una qualità rara di scrittura e di "direzione", che si faccia le domande giuste, che guardi le cose con grande curiosità. Tutte qualità importanti, alle quali si deve aggiungere quella di un'autorialità più marcata che si definisca in un stile più proprio.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 5 settembre 2014
eddywnc

Io non sapevo come fosse Africo. Sapevo che esisteva un paese di nome Africo, sapevo che fosse in Calabria. Ma non ne conoscevo il cielo livido, le case con i mattoni a vista, le opere pubbliche fuori scale, le strade come mulattiere, non conoscevo le capre con le corna, la chiesa di cemento in mezzo al paese. Io non sapevo che dialetto si parlasse ad Africo, avrei immaginato un calabrese caricaturale [...] Vai alla recensione »

Frasi
"La prossima volta...sparagli 'n de gambe!!"
Una frase di Luigi (Marco Leonardi)
dal film Anime nere - a cura di Andrea
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Natalia Aspesi
La Repubblica

Anche i critici stranieri hanno apprezzato Anime nere, quasi tutti quelli italiani davano per sicuro alla recente Mostra di Venezia il Leone d'Oro, o un altro premio importante al film di Francesco Munzi. Invece la giuria internazionale ha scelto diversamente, e contrariamente a quanto succede spesso ai registi favoriti che alla fine non vengono premiati, Munzi si è comportato da gran signore, nessuna [...] Vai alla recensione »

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giovedì 16 luglio 2015
 

Il Premio Internazionale Sergio Amidei alla miglior sceneggiatura 2015 viene attribuito a Francesco Munzi, Maurizio Braucci, Fabrizio Ruggirello, Gioacchino Criaco per Anime nere, diretto da Francesco Munzi, con la seguente motivazione: "Anime nere [...]

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lunedì 11 maggio 2015
 

Sono state annunciate oggi le candidature della 59esima edizione dei David di Donatello. Tra i favoriti c'è il film di Francesco Munzi Anime nere, che ha ottenuto ben 16 nomination. A seguire Il giovane favoloso di Mario Martone, con 14.

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venerdì 3 aprile 2015
 

L'8ª edizione di 8 ½ Festa do Cinema Italiano si è conclusa con la anteprima internazionale dell'ultimo film di Gabriele Salvatores: Il ragazzo invisibile presentato per la prima volta fuori dall'Italia.

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sabato 28 marzo 2015
 

La sesta edizione del Bif&st, il Bari International Film Festival, ha visto trionfare Anime nere, il film di Francesco Munzi, al quale è andato il premio per la miglior regia, il premio per il miglior montatore a Cristiano Travaglioli e il premio per [...]

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sabato 30 agosto 2014
 

La terza giornata della rassegna veneziana ha visto sul red carpet Francesco Munzi e il cast del suo Anime nere, primo film italiano in concorso alla 71. Mostra del Cinema. In serata, parata di star hollywoodiane, con Owen Wilson per She's Funny That [...]

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giovedì 28 agosto 2014
 

In concorso alla 71a edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Anime nere scritto e diretto da Francesco Munzi è ambientato ad Africo: il regista commenta così questa scelta: "Ho girato nel paese che la letteratura giudiziaria e giornalistica stigmatizza [...]

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