| Titolo internazionale | A Five Star Life |
| Anno | 2013 |
| Genere | Commedia sentimentale, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Maria Sole Tognazzi |
| Attori | Margherita Buy, Stefano Accorsi, Fabrizia Sacchi, Gianmarco Tognazzi, Alessia Barela Lesley Manville, Carolina Signore, Diletta Gradia, Sara Tosti, Carola Signore, Gianluca Merolli, Naike Anna Silipo, Aaron Hitz, Monica Cervini, Jacopo Maria Bicocchi, Gisella Szaniszlò, Orlando Cinque, Michele Carli, Alessandro Lombardo, Nawal Benabdallah Maljette, Paolo De Giorgio, Alberto Basaluzzo, Eirik Bar, Simone Vaio, Henry O'Arnold, Carolina Signore (II), Tommaso Ragno. |
| Uscita | mercoledì 24 aprile 2013 |
| Tag | Da vedere 2013 |
| Distribuzione | Teodora Film |
| MYmonetro | 3,23 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 28 settembre 2015
Irene è un'ispettrice alberghiera che valuta e giudica le prestazioni di hotel di lusso. Attenta ai particolari, perde però di vista il quadro generale. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, 5 candidature e vinto un premio ai David di Donatello, In Italia al Box Office Viaggio sola ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 1,7 milioni di euro e 422 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Irene è un'ispettrice alberghiera che valuta e giudica le prestazioni di hotel di lusso. Pignola e scrupolosa, soggiorna nell'albergo di turno all'insaputa di direttori e personale, infilando i guanti bianchi e spiegando il suo kit da lavoro. In volo tra una città e un'altra, Irene viaggia sola e dentro una vita a cinque stelle che le impedisce di mettere radici. A terra l'aspettano Andrea, ex fidanzato ed eterno amico, e Silvia, sorella con marito e prole, che sogna un giorno di vederla 'sistemata'. Attenta ai particolari, Irene sembra però perdere il quadro generale. Il decesso di un'antropologa conosciuta nella spa di un hotel berlinese la precipita nel caos, disorientandola come i direttori che ammonisce.
Dopo l'uomo solo di Favino, dentro una storia sentimentale che finisce, Maria Sole Tognazzi sceglie una protagonista femminile e la imbarca letteralmente nel mondo. Perché l'Irene di Margherita Buy è una cittadina dell'airworld che ha fatto dei non-luoghi la sua dimora mobile. Una donna che rifiuta la stasi e preferisce le zone liminali all'inquietante certezza della vita 'normale'. Angelo sterminatore a terra, Irene bacchetta con stile e discrezione chi dovrebbe offrire ai propri clienti un'esperienza indimenticabile, invitandoli a riconsiderare la gestione dell'albergo e a organizzarlo in modo migliore. Proprio come farà con la sua vita, in cui persevera determinata a bastarsi.
Almeno fino a quando non incontra una donna che come lei viaggia sola, affetta dal suo stesso nomadismo. Le parole e le teorie dell'antropologa, conosciuta ammollo in una spa, abbassano le sue difese, interrompendo la gestualità rituale e precipitandola nel 'disordine'. E in quel disordine Viaggio sola rivela la sua originalità, scartando i cliché della commedia sentimentale come un cliente occasionale di un albergo esotico devierà il desiderio per Irene, corteggiata davanti a un bicchiere di vino servito intempestivamente. L'esecutrice intransigente ha un punto debole nella solitudine a cui fa da contrappunto la vita 'familiare' della sorella, moglie e madre dentro il quotidiano. Vivere negli interstizi rende difficile entrare in intimità con l'altro, stringere relazioni autentiche, nutrire un sentimento ma d'altra parte l'umano non può godere di tutto, non può avere tutto, non può essere tutto.
Quello che caratterizza Irene è l'esperienza del limite e quello che intende il bel film della Tognazzi è la capacità di misurarsi con quel limite e con la propria solitudine, la capacità di restare soli, la capacità di accettarlo. La risposta a cui giungerà non la sposterà più in là perché Irene è esattamente dove vuole essere e quello che vuole essere. La crisi, sfogata nell'amplesso con l'ex compagno, la risveglia consapevole o più consapevole delle decisioni prese. Irriducibile a una vita ordinaria, la protagonista (ac)coglie fino in fondo la sua natura sfuggente e l'asseconda dicendosi ad alta voce le rinunce ma pure la grande bellezza della scelta, della vocazione, della (propria) passione.
Il senso del film vive tutto negli occhi e nel portamento di Margherita Buy che fa del suo corpo il paradigma di una possibile modernità del femminile. Accanto a lei il passo indolente e spaesato di Stefano Accorsi e quello smagrito e irrequieto di Gianmarco Tognazzi, disorientati e accoglienti tra un ortaggio virtuale e uno reale. Coltivatori indiretti del maschile. Di un maschile che prova a essere migliore.
Un film raffinato e sussurrato sul confine tra solitudine e libertà, sulla mancata comunicazione tra i sessi, sulla crisi della coppia, sulla stanchezza dei rapporti, sulla paura di vivere una vita autentica… Irene è il temutissimo ospite a sorpresa che giudica con maniaca precisione gli standard degli alberghi di lusso e il film racconta la sua vita, sempre in viaggio per [...] Vai alla recensione »
Viaggio sola è un pudico ritratto femminile, su contesto italiano qui e oggi. Margherita Buy con dolce malinconia ci presenta questa donna che gira in trolley per hotel a controllare di nascosto se meritano cinque stelle; single ma in affettuosi rapporti con il suo ex che sta per diventare controvoglia padre, amorosa zia delle nipoti della sorella mal-maritata ma a livelli medi.