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Ultimo aggiornamento lunedì 18 maggio 2020
Argomenti: Royal Family
La storia è quella della relazione di due anni della principessa Diana con Khan, durante le procedure per il divorzio dal principe Carlo, terminata nel giugno 1997. Lady D., morta pochi mesi dopo, voleva convertirsi all'Islam per poterlo sposare. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Razzie Awards, In Italia al Box Office Diana - La storia segreta di Lady D. ha incassato 1 milioni di euro .
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Durante una visita all'ospedale per confortare l'amica Oonagh Shalney-Toffolo, nel 1995, la Principessa di Galles, Lady Diana, s'imbatte nel cardiochirurgo pakistano Hasnat Khan, con il quale avvia una relazione sentimentale segreta di due anni, fino a quando l'uomo non pone fine alla frequentazione per il veto della famiglia di origine e l'invadenza della stampa. Definito da alcuni amici della principessa come "l'amore della sua vita", Khan rappresenta un capitolo poco noto e insolitamente felice della favola tragica di Lady D., nonché il materiale drammaturgicamente ideale per raccontare gli ultimi anni della sua esistenza, quando la speranza di un futuro d'amore e libertà si scontra per sempre contro il tredicesimo pilastro del tunnel parigino di Pont de l'Alma.
Il regista tedesco Oliver Hirschbiegel, già misuratosi con niente meno che la biografia di Adolf Hitler in La Caduta, e lo sceneggiatore di The Libertine, di cui ricordiamo il frasario accattivante ma anche spesso decontestualizzato e lasciato a navigare nel vuoto strutturale, devono essere sembrati chissà come il giusto team per questa impresa cinematografica che arriva in coda a una nutrita schiera di film per la tv sul personaggio di Diana Spencer e rimane saldamente incollato a un'estetica e a una narrazione tipicamente televisive, nonostante i differenti presupposti.
Al di là della forzatura per cui il film prova a imputare l'impegno di Lady D. in campo umanitario, così come il suo risveglio di donna indipendente, alla vicinanza e allo stimolo di Hasnat, quando non mancavano i precedenti, è là dove la scrittura e la regia hanno carta bianca, nei momenti non altrimenti documentati di questo love affair difeso con forza dall'ingerenza di fotografi e tabloid, che il film dà prova del suo totale fallimento. Incapace o impossibilitato a inventare un privato di cui non si sa nulla, pensa male di appiattirsi su una sequela di momenti standard dell'innamoramento, validi per tutti e per nessuno, con la conseguenza primaria che il personaggio incarnato da Naomi Watts, non solo non assomiglia al modello a cui mira, ma non arriva a costituire nemmeno un modello altro.
L'assoluto e veritiero affondare della vicenda biografica di Diana in una stagione specifica della storia della televisione, che ha trasformato per esempio il suo matrimonio e il suo funerale in eventi mediatici senza precedenti, non diventa parte del discorso cinematografico di Hirschbiegel né giustifica, però, a questo punto, il kitsch nel quale è immerso il film, con buona pace dell'attitutine di Diana per lo stile e l'eleganza.
Un buon film ,con una bravissima N.Watts, che ci racconta il lasso di tempo intercorso tra il divorzio e la morte di Lady Diana ma lo fa senza sensazionalismi di sorta. Il regista quasi "spia" la vita privata di Diana senza mai invadere il suo spazio e il risultato è una buona e discreta biografia di una donna che se fosse stata aiutata , invece che respinta per i soliti motivi religiosi e famigliari, [...] Vai alla recensione »
In 113 minuti viene la voglia di abbandonare per sempre storia e leggende di Lady D. Il «Diana» del tedesco Hirschbiegel, infatti, non fa che portare ai minimi termini una già improponibile biografia romanzata, sbracandosi in un pot-pourri di macchiette, pettegolezzi sceneggiati, semplicismi psicologici da giornaletto scandalistico e dialoghi involontariamente comici che farebbe fatica ad essere trasmesso [...] Vai alla recensione »