| Titolo originale | Blood Ties |
| Anno | 2013 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 114 minuti |
| Regia di | Guillaume Canet |
| Attori | Clive Owen, Billy Crudup, Zoe Saldana, Marion Cotillard, Mila Kunis James Caan, Matthias Schoenaerts, Noah Emmerich, Jamie Hector, Eve Hewson, Yul Vazquez, Domenick Lombardozzi, Charlie Tahan, John Ventimiglia, Courtney Cooper, Daisy Tahan, Maytal Angel, Tammy Jean, Nicole Neuman, Austin Williams, Lili Taylor, Griffin Dunne, Anais Lee, Mirabelle Lee, Richard Petrocelli, Mark Mahoney, Vincent Lamberti (II), Olek Krupa, Joseph O'Malley, Laurence Lowry, Jon Goracy, Joseph Mesiano, Philipp Christopher, Brendan Burke, Angelica Boccella, Chris Fischer, Tom Greer, Audrey Amey, Mike Sheehan, John Joseph Gallagher, Ron Crawford, Mike Houston, Eli Tokash, Julian Gamble, Dominik Tiefenthaler, T.J. Kenneally, Anthony Alessandro, Heather Litteer, Matthew Sprout, Craig Castaldo, Tommy Bayiokos, Alix Cross. |
| MYmonetro | 2,76 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 29 gennaio 2014
Il film di Canet basato sul romanzo francese 'Les liens du sang'.
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CONSIGLIATO SÌ
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1974, New York. Il cinquantenne Chris è appena uscito dal carcere dopo aver scontato una lunga pena per omicidio. Ad attenderlo all'esterno c'è il fratello minore Frank che non è mai andato a trovarlo mentre era detenuto. Frank è un poliziotto ma il padre, che li ha allevati da solo, sembra preferire Chris. Frank decide di credere nella possibilità che il fratello possa restare lontano dal mondo del crimine ma questa speranza è destinata a scontrarsi con la realtà.
Guillame Canet va a Hollywood. Così, come un vecchio film degli anni '30/'40, potrebbe essere definita l'impresa dell'affermato attore/regista francese. Alla base c'è il remake del film Les liens du sang (2008) di Jacques Maillot che collabora alla sceneggiatura. Va detto che non si sentiva il bisogno di una rivisitazione di un'opera che nella versione originale si reggeva sulle prove dello stesso Canet e di François Cluzet. L'attore deve essersi innamorato del suo ruolo e della sceneggiatura e ha deciso di utilizzarla per la sua prima prova oltreoceano. Il problema sta nel fatto che, proprio grazie all'ambientazione newyorkese, emergono con evidenza gli stereotipi di una storia che abbiamo già vistto innumerevoli volte sullo schermo. Il fratello buono che vuole aiutare l'altro apparentemente irredimibile ma che, al contempo, cova nei suoi confronti un rancore difficile da estinguere è storia nota.
Se all'origine si trattava di un film che 'portava delle buone notizie al cinema di genere' (come scrisse a suo tempo 'Libération') in questa sua nuova versione è costretto a giocare le proprie chances ancora e maggiormente sulle prove degli attori i quali cercano di offrire al soggetto quell'intensità che la trasferta gli ha fatto perdere. Però anche se Marion Cotillard accetta di fare la prostituta (per mantenere la prole come morale da feuilleton vuole) e ogni tanto impreca in italiano l'Europa resta comunque lontana e si sente che il trapianto è sotto il rischio di un rigetto. A meno che non ci si accontenti di vedere accorpati in un solo film molti luoghi comuni del genere trattati con professionalità (ivi compreso un arresto la sera di Natale).
Oppure che ci si fermi ad ammirare l'indiscutibile e ogni volta sorprendente prestazione di James Caan nel ruolo di Leon, il padre di Chris e Frank. Ci sono attori che sono entrati nella storia del cinema grazie a grandi film ma che anche in opere minori sanno come offrire umanità ai loro personaggi. Caan è uno di loro.
New York, 1974. Chris (Clive Owen) e Frank Pierzynski (Billy Crudrup) sono due fratelli divisi dalle vite che hanno scelto: l'uno è un avanzo di galera (letteralmente) e l'altro un onesto poliziotto dalla faccia pulita e dalla morale di ferro. L'unico motivo per cui non si azzannano è la volontà di non ferire il padre anziano e malato (James Caan). Quando Chris finisce di scontare i suoi nove anni [...] Vai alla recensione »