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Ultimo aggiornamento venerdì 17 novembre 2017
L'incontro tra Alice Lantins, 38enne donna in carriera, e Balthazar, un affascinante ventenne. In Italia al Box Office 20 anni di meno ha incassato 217 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Alice ha 38 anni, una figlia, un lavoro presso una rivista di moda patinata e nessun bisogno di un uomo. Balthazar ha 20 anni, un padre sciupafemmine e un modo ingenuo e privo di pretese di affrontare la vita. Per Balthazar, Alice è un colpo di fulmine, nonostante abbia vent’anni più di lui. Per Alice, Balthazar è l’opportunità di convincere il suo direttore che non è la borghese complessata che lui crede, e magari di fare un salto di carriera. Dunque Alice finge di avere una relazione da donna cougar con il suo boy toy: reggerà la finzione? E Balthazar starà al gioco, acconsentendo di farsi trattare da giocattolo?
Garbata commedia romantica molto francese basata sul ribaltamento delle convenzioni sociali e delle aspettative di genere e generazionali, 20 anni di meno fa leva tanto sull’interazione fra i personaggi quanto sulla cornice che li incastona e li incasella: la messa in scena della Parigi delle mostre d’arte e delle sfilate di moda, la redazione glamour in cui lavora Alice e la location surreale in cui viene allestito un servizio di moda sono quadri di contemporanea vacuità, gabbie luccicanti di conformismo edificate in celebrazione del culto dell’apparenza.
Alice e Balthazar giocano contro ogni possibile stereotipo, sfuggendo alle sbarre strette dei rispettivi ambienti (giacché i corridoi universitari e le feste sballate cui partecipa Balthazar sono altrettanto limitanti) e si scoprono più simili di quanto le loro età e le loro esistenze lasciassero immaginare. Il personaggio che meglio sfugge allo stereotipo resta però il padre di Balthazar, Pierre, interpretato dal bravo attore drammatico Charles Berning, che rivela qui una bella vis comica nel disegnare il ritratto di un eterno adolescente solo apparentemente superficiale e in realtà capace di intuizioni e attenzioni inaspettate.
La commedia scorre come acqua fresca, complici i movimenti di macchina fluidi e le frequenti trovate creative (il cartone dei traslochi che “chiude” lo schermo, oscurando la visuale del pubblico) lasciando però pochi sedimenti, a parte alcune battute riuscite (come la definizione metacinematografica di Balthazar: “Un Dujardin rimpicciolito”) e certe ricostruzioni di giungle professionali impietosamente esatte pur nella loro esagerazione surreale. Mancano il guizzo comico e il graffio satirico, solo in parte compensati dall’assenza di volgarità, che è sempre dietro l’angolo quando si parla di una coppia generazionalmente disassortita, e dalla cura quasi maniacale dell’insieme.
Commedia in cui si narra dell'incontro casuale su di un volo di ritorno da una vacanza in Brasile da parte di una donna divorziata di quasi quarant'anni ed un giovane studente di architettura di 20 anni d'età a lei inferiore. Da questo incontro scaturiranno numerosi avvenimenti tra cui quello per la donna assolutamente imprevisto di innamorarsi del giovane ed iniziare con lui [...] Vai alla recensione »
Che una donna matura possa - come da sempre è concesso agli uomini - innamorarsi di un ragazzo è cosa ormai lecita, se non proprio usuale: anzi, nelle cronache rosa è facile trovare servizi su coppie più o meno famose, ben assortite a dispetto (o, forse, per merito) della differenza d'età, che fanno sognare le signore dagli "anta" in su. Presumibilmente il pubblico cui si rivolge il film di David Moreau, [...] Vai alla recensione »