Talking To the Trees

Film 2012 | Drammatico +13 90 min.

Titolo originaleTalking to the Trees
Anno2012
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diIlaria Borrelli, Guido Freddi
AttoriIlaria Borrelli, Philippe Caroit, Seta Monyroth .
Uscitagiovedì 17 novembre 2016
DistribuzioneStemo Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Ilaria Borrelli, Guido Freddi. Un film con Ilaria Borrelli, Philippe Caroit, Seta Monyroth. Titolo originale: Talking to the Trees. Genere Drammatico - Italia, 2012, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 17 novembre 2016 distribuito da Stemo Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Mia, una fotografa di successo scopre che suo marito, in Cambogia per lavoro, frequenta un bordello con bambine. Decide quindi di salvare queste bambine da questo terribile destino che gli è stato imposto.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Un road movie della speranza che affronta un tema molto importante.
Recensione di Paola Casella
martedì 15 novembre 2016
Recensione di Paola Casella
martedì 15 novembre 2016

Mia parte per la Cambogia con l'intento di concepire un bambino insieme al marito francese Xavier, commerciante stanziato in quel Paese, ma quando arriva scopre che Xavier frequenta un bordello di prostitute bambine, una delle quali, Srey, è la preferita. Sotto choc, Mia si trattiene nel bordello e decide di portare via da quel luogo di prigionia e schiavitù Srey e il suo fratellino, anche lui prossimo ad essere avviato alla prostituzione. Ma il fratellino le viene negato da Sanan, il capo del bordello, e Mia scappa con la sola bambina - o almeno così crede.
Talking to the Trees è un road movie della speranza attraverso un Paese tanto affascinante quanto pericoloso, dove imperano la corruzione, la prostituzione minorile e la violenza quotidiana, anche sottoforma di rapimento programmatico di bambini da consegnare ai bordelli frequentati (tra gli altri) da comitive di occidentali in cerca di piaceri proibiti. Ilaria Borrelli, che oltre a scrivere (insieme a Guido Freddi, anche produttore) e dirigere interpreta il ruolo di Mia, si addentra nella foresta pluviale insieme alla piccola Setha Moniroth e compie un percorso impervio fatto di corsi d'acqua, strade sterrate e villaggi di capanne per raccontare una storia di riscatto prevalentemente al femminile. Ma le buone intenzioni non sono sufficienti a costruire un film del tutto convincente.
In particolare Talking to the Trees sconta un forte contrasto fra regia e sceneggiatura. Borrelli ha una mano di regia eccezionale, che per certi versi (complice anche l'ambientazione "esotica") ricorda Naomi Kawase: grande gusto compositivo, capacità documentaria di riconoscere i dettagli (per poi raccontarli con amore) e di lasciarsi sorprendere dall'imprevisto (e includerlo nella narrazione). Il film tracima immagini bellissime e non scontate, rivelandosi paradossalmente un potente veicolo promozionale per un Paese meraviglioso pur senza scansarne le miserie. I cibi al mercato, la cucina di strada, i colori, gli odori, la quotidianità della Cambogia sono raccontati con grande efficacia, senza la distanza del cineasta straniero ma al contrario con la partecipazione di chi si è davvero levate le scarpe per attraversare un universo sconosciuto.
Per contro la sceneggiatura è didascalica e costellata di implausibilità, di ragionamenti espressi ad alta voce e di scambi verbali letterari e pregni di una consapevolezza impensabile in bambini analfabeti cresciuti nella violenza e nell'incuria. Quel che più spiace è che gli istinti narrativi dell'autrice sarebbero corretti: ad esempio creare un'eroina sui generis, fallibile e pronta a ricadere nelle sue "tare" di benestante occidentale, e non una salvatrice di buon cuore. Se lo sviluppo narrativo avesse seguito quell'istinto "anarchico" avrebbe dato spazio ad una storia più originale. Purtroppo invece in vari snodi cruciali la sceneggiatura sceglie la strada più scontata e meno cinematograficamente interessante.
In sintesi, il tema scelto da Talking to the Trees è talmente importante che qualunque tentativo di raccontarlo al grande pubblico è di per sé meritevole, ma la forma filmica con cui è rappresentato mostra un divario troppo grande tra potenza delle immagini e struttura narrativa.

Sei d'accordo con Paola Casella?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 1 febbraio 2017
Riccardo Tavani

Il titolo si rifà alla tradizione dei bambini cambogiani di accompagnare la loro crescita parlando a un proprio albero, circondandone il tronco con un pareo, i cui lembi sono trattenuti nei piccoli pugni, confidando e affidando a lui timori, dolori, sogni, speranze. Solo che in questo film alberi e bambini vengono stuprati da una identica insana follia umana.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Una giovane fotografa italiana che risiede a Parigi sbarca in Cambogia per fare una sorpresa al marito francese che lavora li da tempo. Ma ci vuole poco perché il suo atteggiamento, che è inizialmente di sprezzante ripulsa per quel mondo miserabile, muti radicalmente di segno. Fatta la scoperta che il marito frequenta un bordello di bambine la donna diventa una paladina della liberazione delle piccole [...] Vai alla recensione »

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