Laurence Anyways e il desiderio di una donna...

Film 2012 | Drammatico, +13 159 min.

Regia di Xavier Dolan. Un film Da vedere 2012 con Melvil Poupaud, Suzanne Clément, Nathalie Baye, Monia Chokri, Yves Jacques. Cast completo Titolo originale: Laurence Anyways. Genere Drammatico, - Canada, Francia, 2012, durata 159 minuti. Uscita cinema giovedì 16 giugno 2016 distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,83 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 17 giugno 2016

Nel giorno del suo 30° compleanno, Laurence rivela alla famiglia e alla sua ragazza il suo desiderio segreto di diventare una donna. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office Laurence Anyways e il desiderio di una donna... ha incassato 47,5 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,83/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA
PUBBLICO 3,65
CONSIGLIATO SÌ
L'opera di Dolan dal tema più estremo, eppure la meno urlata, la più delicata, la più disperata, ma anche quella più intrisa di speranza, la più vera.
Recensione di Annalice Furfari
Recensione di Annalice Furfari

Montréal, Canada, 1989. Laurence è uno stimato professore di letteratura in un liceo e un apprezzato romanziere esordiente. Nel giorno del suo 35esimo compleanno, confessa alla propria fidanzata - la grintosa regista Frédérique - che la sua vita è una totale menzogna. Laurence ha sempre sentito di essere nato nel corpo sbagliato. Donna costretta in abiti e attributi maschili, Laurence ha finalmente preso consapevolezza del bisogno di non mentire più, agli altri e soprattutto a se stesso. Fred, che sta con lui da due anni, è sconvolta. Ma la loro è una relazione di passione, affinità, complicità, stima, sostegno e un affetto profondissimo. Dopo un iniziale allontanamento, la coppia si ricompone: Laurence ama Fred comunque, a prescindere dal suo desiderio di diventare donna; Fred non può fare a meno di lui e desidera sostenerlo nel difficile percorso di transizione. Inizia, così, una nuova vita. Ma le ostilità e i pregiudizi che i due innamorati dovranno affrontare, nei dieci anni seguenti, metteranno più volte in discussione il loro rapporto straordinario.
Può l'amore elevarsi così tanto da superare le differenze di genere? Esiste un sentimento talmente puro e accogliente da continuare ad ardere anche quando il corpo smette di diventare uno strumento di richiamo sessuale? Il terzo film di Xavier Dolan - giovane promessa del cinema canadese indie - pone domande a cui è arduo rispondere. Lo stesso regista non sembra interessato a proporre soluzioni ai molti interrogativi suscitati, così come non intende dare giudizi sulla storia narrata e sui personaggi che la abitano, così fuori dall'ordinario. A proprio agio con personaggi marginali, questa volta Dolan getta uno sguardo sulla marginalità più estrema, così poco raccontata anche dal cinema queer.
La transessualità non è un soggetto facile e il regista, poco più che ventenne, sceglie di trattarlo nel modo più semplice e naturale possibile: filtrandolo attraverso le lenti del sentimento d'amore, che stempera la drammaticità e l'estremizzazione della vicenda di Laurence, uomo affermato che decide, in età non più giovane, di rinunciare a tutte le certezze acquisite, pur di vivere finalmente se stesso. La posta in gioco è altissima, perché Laurence si assume la responsabilità di rischiare tutto ciò che ha costruito: l'affetto della famiglia e degli amici, la stima sociale, un lavoro che lo riempie di soddisfazioni e soprattutto l'amore della sua anima gemella. Improvvisamente solo in una società che, nonostante la dichiarata apertura mentale, non è disposta a rinunciare alla propria facciata di perbenismo e conformismo, Laurence deve affrontare la diffidenza e il pregiudizio di chi un anno prima lo ammirava.
Dolan rappresenta plasticamente questa condizione di reietto, con la falsa soggettiva che anima la sequenza iniziale del film, in cui il protagonista, vestito da donna, cammina per strada e la macchina da presa immortala gli sguardi stupiti, intimiditi o derisori che lo scrutano. Ma Laurence ha dalla sua la maturità e la consapevolezza di sé, oltre che la forza dell'amore, pur se la ferma volontà di andare fino in fondo comporta la necessità di rinunciare alla totalità di questo amore. Una totalità che i due attori protagonisti - Melvil Poupaud e Suzanne Clément, straordinari nei rispetti ruoli - rendono plasticamente, facendola pulsare davanti ai nostri occhi.
La tenerezza e la sensibilità con cui il regista guarda a questa storia - da cui la parola "speciale" è bandita, perché indicatore di un perbenismo che non ha neppure il coraggio di manifestarsi apertamente - costituiscono la cifra artistica e insieme umana del film che segna il passaggio definitivo del giovane cineasta alla maturità, dopo le due sorprendenti ma acerbe prove precedenti. Laurence Anyways è l'opera di Dolan dal tema più estremo, eppure è la meno urlata, la più delicata. La più narrata e la meno estetizzante, anche se riconosciamo la consueta cura dell'inquadratura, dei costumi, dei colori, della colonna sonora (rigorosamente anni '80 e '90) e dei dialoghi. La più disperata, ma anche quella più intrisa di speranza. In definitiva, la più vera.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 26 settembre 2016
Ashtray_Bliss

Xavier Dolan è un regista prodigio, giovanissimo e poliedrico, pieno di idee orginali in grado di creare lungometraggi d'autore che restano impressi, ti colpiscono e ti rapiscono. La sua tematica principale? La ricerca della sessualità come componente individuale, capire come le costruzioni sociali di genere sono intrinsicamente legate alla sessualità degli individui, quella [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Che cosa sta cercando, Laurence Alia?"
" Sto cercando chi capisca la mia lingua e la parli. Qualcuno che, senza essere un reietto,contesti non solo i diritti e il valore degli emarginati, ma anche quelli delle persone che affermano di essere normali."
Laurence Alia (Melvil Poupaud)
dal film Laurence Anyways e il desiderio di una donna... - a cura di Giovanna S.
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Se continua così diventerà un sottogenere. Il film su un uomo che diventa una donna, in senso più o meno letterale (raro l'opposto, torna in mente solo Transamerica). Ma non generalizziamo. Il terzo lavoro di Xavier Dolan (premiato a Cannes nel 2012), l'enfant prodige canadese noto da noi solo per Mommy, svetta su tutti i trans-film usciti in Italia, dal consolatorio The Danish Girl al cerebrale Una [...] Vai alla recensione »

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