In Another Country

Film 2012 | Commedia, 88 min.

Titolo originaleDa-reun na-ra-e-suh
Anno2012
GenereCommedia,
ProduzioneCorea del sud
Durata88 minuti
Regia diHong Sang-soo
AttoriIsabelle Huppert, Kwon Hye Hyo, Jung Yu-mi, So-Ri Moon, Seong-kun Mun Yuh Jung Youn, Jun-sang Yu, Joon-sang Yoo, Kwon Hae-Hyo, Youngoak Kim.
Uscitagiovedì 22 agosto 2013
DistribuzioneTucker Film
MYmonetro 2,80 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Hong Sang-soo. Un film con Isabelle Huppert, Kwon Hye Hyo, Jung Yu-mi, So-Ri Moon, Seong-kun Mun. Cast completo Titolo originale: Da-reun na-ra-e-suh. Genere Commedia, - Corea del sud, 2012, durata 88 minuti. Uscita cinema giovedì 22 agosto 2013 distribuito da Tucker Film. - MYmonetro 2,80 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 7 ottobre 2013

La storia di tre donne straniere di nome Anne si intreccia nel tempo. In Italia al Box Office In Another Country ha incassato 45,8 mila euro .

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Consigliato sì!
2,80/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 3,06
PUBBLICO 2,58
CONSIGLIATO SÌ
Tre storie surreali con una donna francese e una spiaggia sudcoreana come protagoniste.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 21 maggio 2012
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 21 maggio 2012

La spiaggia di Mohang è l'occasione per un'incursione nel surreale, terreno di elezione per Hong Sang-soo. Che si aiuta con poche e semplici frasi e luoghi, elementi della narrazione che il regista-demiurgo si diverte a scambiare e ricomporre in incastri ripetitivi con variazioni minime. Una donna francese alle prese con differenti tipologie, tutte ugualmente e palesemente stereotipate, di sudcoreani, come in un'astrazione di sceneggiatura, un esercizio di stile tra Queneau e lo Smoking/No Smoking di Resnais.
E la cornice della storia - una sceneggiatura scritta da una ragazza con una donna francese come protagonista - rappresenta il distacco massimo dall'oggetto della narrazione e nel contempo l'esaltazione dello storytelling simmetrico e ricorsivo come forma d'arte. Simmetrico nella concatenazione di storie o di storia, una e trina, su una donna straniera che, per quanto colori, umore o vestiti possano mutare, resta sola, in cerca di salvezza o di un senso ultimo (il faro, il monaco) ma si smarrisce nel piccolo (il bagnino, l'ombrello smarrito). L'elemento straniero e perturbante permette a Sang-soo di insistere, ancor più del solito, sulla figura tragicomica del maschio coreano e della sua discutibile (ma efficace) arte seduttiva.
Ma naturalmente In Another Country è anche un omaggio al cinema francese - da parte del più "francese" tra i registi sudcoreani - attraverso un'icona del medesimo come la Huppert, nonché un'occasione per tornare su temi che ormai sono quasi dei mantra più che dei topoi per un regista che ha fatto dell'autoreferenzialità (e della riduzione dell'intreccio a nonsense) la propria bandiera. Hong Sang-soo guarda alla nouvelle vague e a se stesso che osserva la nouvelle vague (come la Huppert amorevolmente ripresa di spalle mentre osserva l'orizzonte) in una messa in abisso autoriale che si dimostra più suggestiva con proporzione diretta rispetto alla propria artificiosità.
Quasi un loop di situazioni palesemente stereotipate su seduzione e guerra dei sessi, maschi fedifraghi e attrazioni inspiegabili, che riprende anche iconograficamente Woman on the Beach per abbracciare il cinema francese, ricorrendo al meglio di quello sudcoreano (nel cast tanto la Moon So-ri di Oasis che la Yoon Yeo-jeong di The Housemaid).

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Un film privo di orginalità per un regista sempre più 'da festival'.
Recensione di Giancarlo Zappoli

Una madre e la figlia adolescente raggiungono la città marittima di Mohang per sfuggire ai creditori. Qui la ragazza inganna il tempo scrivendo la sceneggiatura di tre cortometraggi che hanno come protagoniste tre donne francesi di nome Anne. Ognuna di loro incontrerà gli stessi personaggi ma la prima sarà una regista di successo, la seconda una donna sposata che ha una relazione con un coreano e la terza una divorziata lasciata dal marito che l'ha lasciata per una coreana.
Ci sono registi 'da festival' che fanno la gioia dei sedicenti cinefili (sfuocati ectoplasmi rispetto a coloro i quali si fregiarono di questa definizione in un non lontano passato). Hong Sang-soo appartiene con diritto alla categoria. I suoi film si vedono a Cannes e in altre manifestazioni e poi tendono a scomparire. Non per la mai troppo denunciata censura di mercato (che esiste e procura in diverse occasioni danni alla Settima Arte) ma per la sostanziale volatilità della loro struttura. È il caso di questo In Another Country che, a differenza delle altre pur opinabili opere del regista coreano, questa volta pecca anche di originalità. Perché il cinema ci ha già offerto innumerevoli volte riflessioni su variazioni su un tema come quella qui proposta. Hong San-soo non vi aggiunge nulla se non la presenza di una Isabelle Huppert, attrice capace ormai di sostenere con disinvolta nonchalance qualsiasi ruolo. Qui interpreta tre donne che hanno lo stesso nome e si muovono nello stesso contesto ambientale e sociale ma con background diversi. Dovrebbero essere frutto dell'immaginazione di un'aspirante sceneggiatrice e tali purtroppo rimangono mentre invece sembrerebbero avere la pretesa di assurgere a modelli di descrizione di personaggi capaci di mettere in discussione con leggerezza alcune figure maschili (il regista portato all'abuso di alcol, il giovane bagnino, il monaco) della Corea contemporanea. Purtroppo la leggerezza resta tale e un eventuale peso specifico viene rinviato al prossimo film.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 2 marzo 2016
no_data

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RECENSIONI DELLA CRITICA
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martedì 22 maggio 2012
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È giunta al giro di boa questa 65esima edizione del Festival di Cannes, che ieri ha visto in concorso alcuni mostri sacri del cinema d'autore, a cominciare dal novantenne Alain Resnais, che ha presentato tra gli applausi Vous n'avez encore rien vu, una [...]

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