| Titolo originale | Black Star |
| Anno | 2012 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Francesco Castellani |
| Attori | Luca Di Prospero, Alessandro Procoli, Gabriele Geri, Vincenzo Zampa, Paolo Giovannucci Pierpaolo De Mejo, Alfredo Angelici, Antonio Fornari, Martin Chishimba, Giuseppe Takyi, Frederick Turchi, Marco Marzocca. |
| Uscita | giovedì 10 ottobre 2013 |
| Distribuzione | Point Films |
| MYmonetro | 2,49 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 16 novembre 2017
In una Roma di periferia, una squadra di calcio composta da rifugiati politici deve fronteggiare l'opposizione di alcuni abitanti che hanno fondato un comitato di quartiere per rivendicare l'uso del campetto.
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CONSIGLIATO NÌ
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Il campo sportivo XXV aprile di Pietralata – periferia di Roma – è conteso da due opposte fazioni di povera gente. Da una parte, una squadra di calcio interamente composta da immigrati, a capo della quale ci sono quattro volenterosi giovani italiani, dall'altra un comitato di quartiere che vorrebbe scacciarla per gestire uno spazio, in realtà, regolarmente affidatole. In seguito a un'ordinanza di sgombero ottenuta in maniera poco chiara, si decide di occupare, sotto agli occhi attenti di un saggio ispettore di polizia e dietro alle trame di un ambiguo uomo che vuole mettere le mani sul campo attraverso la connivenza del presidente del comitato.
Liberamente ispirato alla vera storia dei Liberi Nantes Football Club, una squadra di calcio composta da giocatori vittime di migrazione forzata, Black Star è una commedia di ambientazione romana che mette in primo piano l'importanza della condivisione. Degli spazi, prima di tutto. Non per niente, la voce narrante del comico Marco Marzocca è quella dello stesso campo da gioco conteso, che osserva dal basso gli sviluppi di una storia in cui le due parti avverse non sono poi così diverse: è sempre una guerra tra poveri, uomini segnati dalla disoccupazione, gli abitanti del quartiere, e dalla lontananza della propria terra, gli immigrati. È anche un film sui sogni – la parte clou è ambientata durante la notte di San Lorenzo – e sull'importanza di credere in qualcosa, che prende di petto il tema della precarietà, sociale e dunque anche emotiva, pur marciando per semplificazioni e schematismi: quasi fiero di essere costruito ad uso di un pubblico non troppo esigente, infatti, mette in campo figurine a una dimensione, più dei tipi che dei personaggi veri e propri, accomunati da una diffusa simpatia sotto alla quale i contrasti drammaturgici perdono progressivamente efficacia. Alla sincerità e all'eccessivo buonismo dimostrate dallo sguardo di Francesco Castellani corrispondono, infatti, evoluzioni prevedibili e prive di vero mordente, che verso l'ultima parte s'invischiano anche nel retorico (il discorso di Gianluca). Tra accelerazioni e pause, risate di grana più o meno grossa e un ammirabile candore, è un racconto che avrebbe avuto un altro tipo di riuscita se fosse stato affidato a una squadra di interpreti capaci di supplire alla mancanza di definizione con il mestiere. Dopo un finale dalle troppe facce, si chiude mostrando una scultura – creata ad hoc da Denis Imberti e Stefano Tasca – che celebra la memoria delle vittime della migrazione forzata e di chi fugge dalla propria terra.
Di commedie realizzate per il solo scopo di portare gente al cinema ce ne sono fin troppe. Esce in contemporanea al film di Castellani, il nuovo lavoro di Massimo Venier, Aspirante vedovo, film mediocre ma che almeno si avvale di attori famosi e preparati. Black Star ha solo buona volontà e tanto entusiasmo, ma purtroppo è un lavoro semiamatoriale, con interpreti assolutamente non all’a [...] Vai alla recensione »
Gracile e ingenua commediola, con venature drammatiche, che affronta con entusiasmo il tema dell'immigrazione, schierandosi apertamente dalla parte dei più deboli. Nel quartiere romano di Pietralata un campetto di calcio divide il popolino. Da una parte una squadra amatoriale, di rifugiati africani, dall'altra un gruppo di cittadini sobillati da un ingordo palazzinaro.