| Titolo originale | The Ides of March |
| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | George Clooney |
| Attori | Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei Evan Rachel Wood, Max Minghella, Jeffrey Wright. |
| Uscita | venerdì 16 dicembre 2011 |
| Tag | Da vedere 2011 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 3,08 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 5 dicembre 2017
Un giovane guru della comunicazione vuole ottenere il potere attraverso la politica; finirà col capire che in quel mondo niente è davvero come sembra. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 4 candidature a Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Le Idi di marzo ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 3,9 milioni di euro e 663 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Stephen Meyers è il giovane guru della comunicazione nella campagna per le primarie presidenziali del Partito Democratico negli Stati Uniti di un molto prossimo futuro. Il candidato che sostiene, sotto la supervisione del più anziano Paul Zara, è il governatore Mike Morris. Morris parte svantaggiato ma ha dalla sua l'appeal di un richiamo ai più profondi valori della Costituzione americana visti sotto una luce contemporanea e accattivante. Stephen avrà modo di scoprire progressivamente che Morris, che pensava fosse sufficientemente coerente con gli ideali professati, ha un lato oscuro.
Viviamo davvero in tempi poco raccomandabili se anche George Clooney, progressista doc, lancia l'allarme nei confronti dei meccanismi di una democrazia che procedono grazie all'olio della corruzione e del ricatto. È un romanzo di formazione quello che ci viene proposto sotto le spoglie del thriller politico (dei cui sviluppi è bene sapere il meno possibile prima della visione) e quella formazione coincide con il degrado. Il fatto che Clooney, ispirandosi a un testo teatrale di Beau Willimon, si muova all'interno del campo democratico mostra come sia animato dal desiderio della messa in guardia. Non è una novità per il cinema americano scoperchiare le malefatte del potere, ovunque esso eserciti il suo perverso fascino. Che però questo avvenga in piena era Obama deve preoccuparci ancor più direttamente. Clooney non è diventato un qualunquista di basso livello pronto ad affermare "i politici sono tutti uguali". Si muove su un piano più elevato e perciò molto più significativo. Attraverso il mutamento (anche di espressioni) dell'efficace Ryan Gosling sembra volerci ricordare come la democrazia stia sempre più trasformandosi in una parola che si è svuotata del significato originario per includere invece opportunismi e compromessi da cui nessuno è esente. I rapporti tra esseri umani finiscono con il dissolversi facendo sì che le parole stesse perdano totalmente il loro valore.
Clooney non risparmia neanche il mondo dei media, grazie al personaggio affidato a una Marisa Tomei in grado di mostrare come il ruolo della giornalista che si occupa di politica sia al contempo quello di cacciatore e preda. I pugnali delle Idi di marzo possono anche uccidere ma, soprattutto, sono in grado di infliggere ferite che sembrano apparentemente rimarginarsi mentre in realtà danno inizio a un processo di putrefazione delle coscienze che rischia di coinvolgerci tutti.
Con questo film sulla politica vista come una partita a poker dove conta solo saper bluffare, mentre valori come la lealtà e lo spirito di squadra ti possono solo danneggiare, Clooney continua la sua riflessione sul rapporto fra comunicazione e potere, su come la prima generi e allo stesso tempo controlli e determini il secondo. Con una scrittura lineare e dialoghi efficaci (anche grazie [...] Vai alla recensione »
Idi di marzo significa, da 2055 anni, tradimento. Accadde, appunto, che nel 44 avanti Cristo, Caio Giulio Cesare cadesse per mano di un gruppo di congiurati capeggiati da Bruto, che Cesare considerava quasi un figlio, e forse lo era: sua madre Servilia era una delle amanti ufficiali del dittatore. Tradimento doppio, dunque, gravissimo. E sappiamo bene che anche allora la politica era sporca. Per la verità lo era anche prima, lo è da quando esiste.
Verrebbe da dire che è nata una stella. Perché nonostante tutto, nonostante la fama da sciupafemmine e la presenza costante sulle pagine dei tabloid, nonostante la recente fine di una chiacchierata relazione (con Elisabetta Canalis) e il chiacchierato inizio di un altrettanto nebuloso flirt (con l’attrice Stacey Keibler), nonostante da vent’anni la sua vita privata faccia ombra e rumore intorno al suo talento, George Clooney questa volta è venuto a Venezia da vero, e apprezzato, Autore.
Non sono né ateo né cristiano, l’unica religione in cui credo è la costituzione degli Stati Uniti d’America».Comincia con queste parole, Le idi di marzo, film diretto da George Clooney che ieri ha inaugurato la 68esima Mostra di Venezia. Parole coraggiose, parole di fantasia. Nessun candidato alla presidenza degli Stati Uniti potrebbe pronunciarle senza essere bruciato, perché nel paese più moderno [...] Vai alla recensione »