George Harrison: Living in the Material World

Film 2011 | Documentario, 208 min.

Titolo originaleGeorge Harrison: Living in the Material World
Anno2011
GenereDocumentario,
ProduzioneUSA
Durata208 minuti
Regia diMartin Scorsese
AttoriTerry Gilliam, George Harrison, Paul McCartney, Eric Idle, Ringo Starr, Jane Birkin Dhani Harrison, Eric Clapton, Pattie Boyd, Olivia Harrison, Yoko Ono, Tom Petty, Ravi Shankar, Phil Spector, George Martin (II), Jeff Lynne, Klaus Voormann, Astrid Kirchherr, Ray Cooper, Jim Keltner, Jackie Stewart, Neil Aspinall.
Uscitagiovedì 19 aprile 2012
TagDa vedere 2011
DistribuzioneNexo Digital
MYmonetro 3,79 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Martin Scorsese. Un film Da vedere 2011 con Terry Gilliam, George Harrison, Paul McCartney, Eric Idle, Ringo Starr, Jane Birkin. Cast completo Titolo originale: George Harrison: Living in the Material World. Genere Documentario, - USA, 2011, durata 208 minuti. Uscita cinema giovedì 19 aprile 2012 distribuito da Nexo Digital. - MYmonetro 3,79 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La vita di George Harrison raccontata da Martin Scorsese attraverso materiale d'archivio, interviste e il ricordo delle persone a lui più vicine. Il film ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA, ha vinto un premio ai Critics Choice Award,

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Consigliato assolutamente sì!
3,79/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,88
PUBBLICO 4,00
CONSIGLIATO SÌ
La storia di George Harrison narrata da un sensibile e raffinato cineasta votato alla seconda arte.
Recensione di Tirza Bonifazi
venerdì 6 aprile 2012
Recensione di Tirza Bonifazi
venerdì 6 aprile 2012

In una piccola stanza celata dietro lo schermo del Bambi Kino, un cinema a luci rosse di Amburgo, dormivano quattro ragazzetti di Liverpool prima di diventare più famosi di Gesù. Reeperbahn era quanto di più lontano dal glamour che i Fab Four avrebbero conosciuto da lì a breve, piena com'era di marinai, donne di facili costumi e tipi facinorosi, l'aria da festa impregnata d'alcol. È la storia dei Beatles secondo George Harrison narrata da uno dei più sensibili e raffinati cineasti votati alla seconda arte.
Martin Scorsese ha due modi di raccontare la musica: attraverso spettacolari film concerto come L'ultimo valzer o Shine a Light o ritratti privati di leggendari musicisti quali Bob Dylan: No Direction Home. Rispetto al biopic sul menestrello di Duluth, concentrato sugli anni della cosiddetta svolta elettrica dell'artista, George Harrison: Living in the Material World è una cronistoria, finalmente ordinata e corredata da immagini e filmati d'archivio, interviste e canzoni, della vita e opera del musicista inglese, dalla nascita come componente dei Beatles alla sua scomparsa terrena. Concepito per il piccolo schermo, dove è andato in onda diviso in due puntate, il documentario di Scorsese fa luce su uno degli aspetti più importanti della vita di Harrison il quale, come anticipa il titolo, si sentiva intrappolato tra due mondi, quello spirituale e quello materiale. Per raccontare il pubblico e privato dell'artista sono stati chiamati a raccolta alcuni tra i suoi amici più intimi: Eric Clapton, Tom Petty, Terry Gilliam, il pilota di Formula 1 Jackie Stewart, oltre alla seconda moglie Olivia e il figlio Dhani (che si dice sia interessato a formare una band con James McCartney e Sean Lennon in memoria dei Fab Four, tutto sta nel convincere il figlio di Ringo Starr), gli ex compagni di gruppo, Yoko Ono e Phil Spector a narrare tutte le passioni del più introverso e taciturno dei Beatles: la musica, il cinema, la spiritualità, le auto e le donne.
Con l'aiuto dell'egregio David Tedeschi in sala di montaggio, Martin Scorsese dispone, quasi fosse un puzzle, tutti i contenuti a sua disposizione (interviste, foto, video, registrazioni) in ordine, creando uno stile narrativo storicamente lineare. La prima parte del documentario serve a creare il contesto - sociale, politico, culturale - e si concentra maggiormente sugli anni in cui era il chitarrista del quartetto di Liverpool. Si va dal momento in cui Harrison passa l'audizione per John Lennon suonando la canzone "Raunchy" su un autobus, fino allo scioglimento del gruppo che qualcuno definì il punto più basso toccato nella storia dell'impero britannico. La seconda parte presenta George Harrison in solitario, con le sue aspirazioni e i suoi limiti, i viaggi in India e la conseguente collaborazione con Ravi Shankar, protagonista del famoso aneddoto del leggendario concerto per il Bangladesh che nel film è supportato dall'immagine video in cui il maestro di sitar, dopo aver accordato lo strumento, si rivolge al pubblico che sta applaudendo e dice "se vi è piaciuta tanto l'accordatura, speriamo vi piaccia anche il concerto!". Fu lo stesso Ravi Shankar ad affermare che il suono era Dio, e qualcosa di vero ci deve essere in queste parole che sembrano descrivere il patrimonio artistico lasciato da George Harrison all'umanità.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Documentario di montaggio per il quale Scorsese pare abbia avuto piena libertà. Negli anni '60 il quartetto dei Beatles trovò in Harrison la sua componente meno spettacolare, più introspettiva, radicalmente spirituale, anzi trascendentale. Nel 1962 incisero "P.S. I Love you", seguito dal primo successo ("Please, Please, Please") cui seguirono "Yesterday", "Michelle", "All You Need is Love". Intanto i mass media si concentrarono, anche in campo di pettegolezzi, su Lennon e Ringo, mentre, in cerca di un altrove, Harrison, "vivendo in un mondo materiale", inseguì, dopo i viaggi in Asia (India soprattutto), un rapporto mistico con Krishna e Ravi Shankar ("All Things Must Pass"). Si passa così ai lisergici anni '70 con "The Concert for Bangladesh" (1971). "Più che un documentario, un'esperienza che dal piano sensoriale scivola dolcemente verso il limbo tra dimensione terra e qualcosa di più" (C. Bartolini).

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 25 aprile 2012
Alex41

Il Beatles più trascurato e sottovalutato che invece era in assoluto il più geniale e sperimentale, insieme al collega e amico John Lennon. Le sue emozioni, la sua passione per la musica indiana, la sua gentilezza, il suo coraggio nell'allargarsi sempre di più in cerca di migliorarsi sempre di più. Nella prima parte, incentrata sulla carriera dei Beatles, notiamo quest'uo [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 febbraio 2014
ClaudioFedele93

Dopo la morte di George Harrison (Novembre 2001) molte furono le case di produzione cinematografiche ad avere idea di iniziare a dar vita a vari biopic o documentari, esattamente come venne fatto per John Lennon. Senza voler dar il via ad una produzione per realizzare una pellicola che a sua volta ripercorresse la storia di uno dei componenti dei Beatles con attori che si calassero [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 aprile 2012
Gorod

Bello, devo dire, da appassionato dei Beatles e che ama molte cose dell'Harrison solista. Non tutto il materiale è proprio nuovo, ci sono cose viste e riviste. Però il contesto della Londra anni '60 è molto interessante, vivo; e le immagini dei dibattiti sulla religione tenuti da preti, cantanti, Harrison e giornalisti sono meravigliosamente surreali.

martedì 1 maggio 2012
donni romani

La passione di Martin Scorsese per i grandi musicisti, che aveva già dato vita ai film dedicati a Bob Dylan e ai Rolling Stones (Bob Dylan: No Direction Home e Shine a Light) ci regala un'altro magnifico documentario dedicato questa volta a George Harrison, il più enigmatico dei Fab Four. Le testimonianze di amici e parenti, di collaboratori e naturalmente di Paul Mc Cartney e [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 giugno 2017
Luca Scialo

Fin dalla sua morte, avvenuta nel 2001, in tanti hanno cercato di fare un film su George Harrison. Il più silente e mistico tra i "Fable Four". Ma la seconda moglie Olivia si è sempre rifiutata, volendo lei stessa girare un documentario sul marito col materiale in possesso. Ma al grande Martin Scorsese non ha saputo dire di no.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Tre ore e mezzo di immagini spesso mai viste. Un tuffo nella vita e nell’arte del più appartato dei Beatles. Una valanga di foto e filmati che Martin Scorsese trasforma in un viaggio quasi mistico sulle tracce di un personaggio insieme notissimo e misterioso, enigmatico ma anche dotato della semplicità disarmante dei saggi. È il magnifico George Harrison - Living in the Material World, nuovo docu musicale [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

“Grace and humor”. Ovvero grazia e umorismo, anzi, ironia di puro stampo British che sottende quel doppio in personalità che può volgere al genio. Forse George Harrison non era un genio in senso classico, ma per Martin Scorsese risuonava come “la colonna sonora dei nostri tempi” facendo “musica spiritualmente avvertita”. E ben sappiamo quanto la musica pesi nel magmatico regista di Taxi Driver, maestro [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Dopo The Band, il Blues, Bob Dylan (No Direction Home) e gli Stones (Shine a Light), Scorsese torna al rock con il quiet Beatle, George Harrison. Su commissione della vedova Oli-via, un rockumentary fluviale (228’), empatico, insieme informatissimo ed elusivo, che ripercorre la via spirituale di Harrison, dalle origini dei Fab Four al triplo album solista All Things Must Pass, dalla tensione per l’Oriente, [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
venerdì 13 aprile 2012
 

Diretto dal premio Oscar Martin Scorsese, George Harrison: Living in the Material World è un omaggio al chitarrista e cantautore dei Beatles. Attraverso filmati inediti e interviste alle persone che lo hanno conosciuto, il film racconta la vita e la [...]

winner
miglior doc.
Critics Choice Award
2012
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