| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 140 minuti |
| Regia di | Tim Burton |
| Attori | Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, Helena Bonham Carter, Eva Green, Chloë Grace Moretz Bella Heathcote, Jonny Lee Miller, Jackie Earle Haley, Gulliver McGrath, Ray Shirley, Christopher Lee, Alice Cooper, Ivan Kaye, Susanna Cappellaro, Josephine Butler, William Hope, Shane Rimmer, Michael Shannon (II), Harry Taylor, Guy Flanagan, Nigel Whitmey, Philip Bulcock, Sophie Kennedy Clark, Hannah Murray, Victoria Bewick, Sean Mahon, Alexia Osborne, Richard Hollis, Michael Shannon. |
| Uscita | venerdì 11 maggio 2012 |
| Tag | Da vedere 2011 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,21 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 13 febbraio 2017
Tim Burton racconta una storia di mostri, streghe, uomini lupo e fantasmi. Con Johnny Depp, ancora una volta, protagonista assoluto. In Italia al Box Office Dark Shadows ha incassato 6,7 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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A metà del XIII° secolo, i coniugi Collins e il figlioletto Barnabas salpano dall'Inghilterra alla volta del Maine, dove avviano un impero commerciale e favoriscono la nascita di una cittadina che porta il loro nome: Collinsport. Anni dopo, Barnabas è un giovin signore ricco e di bell'aspetto, che s'innamora perdutamente della dolce Josette e infrange così il cuore di Angelique Bouchard, che lo aveva servito e adorato. Assetata di vendetta, Angelique, che è una potente strega, lo tramuta in vampiro e lo fa seppellire vivo. Al suo risveglio, nel 1972, Barnabas scopre che il suo maniero e la sua famiglia sono andati in rovina e che l'intera città vive nel mito dell'intraprendente Angie, imprenditrice di successo e vecchia conoscenza di Barnabas.
Basandosi su una sceneggiatura di Seth Grahame-Smith (l'autore di "Orgoglio e Pregiudizio e Zombie") e sulla serie televisiva di Dan Curtis (1966-1971), Tim Burton realizza con Dark Shadows un film visivamente ricchissimo ma anche pieno di "spirito". Se del regista si è soliti apprezzare la passione per l'inconsueto, questa incursione nel terreno dei vampiri, che dire di moda è dire poco, può lasciare esitanti, ma non solo Burton con questo lavoro torna "a casa", ma dimostra ad ogni inquadratura di essere superiore alle mode, anzi, ad esser precisi, di trovarle curiose.
Mai come questa volta ci troviamo in un mondo popolato di creature simili tra loro, almeno apparentemente. Per ragioni diverse (l'età ingrata, il vizio dell'alcol, la capacità di vedere i fantasmi o la natura vampiresca) i Collins e i loro entourage sono tutti strani, chi più chi meno. Lo sono e basta, come i componenti della famiglia Addams. Ma all'interno di questo mondo e di quest'epoca in cui la bizzarria è quasi la normalità, Burton opera i distinguo che fanno battere il cuore al suo film: perché non tutti i mostri sono uguali e non tutti sono mostri allo stesso modo.
All'horror alla James Whale, al melodramma kitsch e soap-operistico, Burton aggiunge un ingrediente (estraneo all'originale televisivo) senza il quale questo film non sarebbe lo stesso, nemmeno lontanamente: un leggero e purissimo umorismo. Le unghie di Barnabas che testano l'asfalto, la sua brama per la lava rossa nella lampada, la sua perplessità per Scooby Doo, o gli hippies in brodo di giuggiole per Eric Segal, sono la testimonianza del divertimento che Burton ha sperimentato preparando e girando. E noi ci divertiamo con lui, assistendo alla resurrezione dalle tenebre del piacere dello spettacolo cinematografico, lo stesso piacere del ragazzino che gioca a rifare i film mettendoci del suo (e quando si parla di Tim Burton, il "suo" è tantissimo).
La sensazione è che, oltre questa summa barocca di generi, ispirazioni (pittoriche e cinematografiche, lontane e vicine), gusti e personaggi, Burton non potrà, forse, che ricominciare da qualcosa di davvero altro. Attendiamo con rinfrescato interesse.
L’ultima fatica di Burton è una combinazione non molto risolta di elementi (il fantasy soprannaturale, l’horror gotico, la parodia della cultura pop) che cercano invano di restare in equilibrio tra loro. Visivamente sontuosa, coinvolge però solo a tratti, e dopo un inizio effervescente (la cinepresa a volo d'uccello, i bellissimi titoli di testa, i primi 20 minuti) sembra irrigidirsi e perdersi.
Ispirato a una serie tv statunitense degli anni sessanta, Dark shadows comincia nel settecento con il giovane Barnabas Collins (Johnny Depp) che corteggia la sua innamorata Josette. Ma la sua ex amante Angelique (Eva Green), che è anche una strega, uccide la giovane e lancia una maledizione su Barnabas, che si trasforma in un vampiro. Rinchiuso in una bara, il giovane riesce a liberarsi solo nel 1972, [...] Vai alla recensione »