Nauta

Film 2010 | Drammatico +13 87 min.

Anno2010
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata87 minuti
Regia diGuido Pappadà
AttoriDavid Coco, Luca Ward, Massimo Andrei, Elena Di Cioccio, Paolo Mazzarelli Giovanni Esposito, Riccardo Zinna, Vincenzo Merolla, Monica Ward.
Uscitavenerdì 3 giugno 2011
DistribuzioneIris Film Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 1,96 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Guido Pappadà. Un film con David Coco, Luca Ward, Massimo Andrei, Elena Di Cioccio, Paolo Mazzarelli. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2010, durata 87 minuti. Uscita cinema venerdì 3 giugno 2011 distribuito da Iris Film Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 1,96 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un misterioso fenomeno naturale risveglia Bruno dallo stato di apatia e lo spinge in un viaggio che cambierà la sua vita. In Italia al Box Office Nauta ha incassato 3,5 mila euro .

Consigliato no!
1,96/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 1,38
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO NÌ
Un gioco da camera in cui le dinamiche degli affetti restano sempre a pelo d'acqua.
Recensione di Edoardo Becattini
lunedì 30 maggio 2011
Recensione di Edoardo Becattini
lunedì 30 maggio 2011

Bruno insegna antropologia in un'università del Sud Italia, dove cerca di spiegare ai suoi studenti i principi dell'armonia dell'universo secondo le filosofie orientali, anche se da quando è stato lasciato dalla moglie è la sua serenità interiore il problema che più lo tormenta. Una sera, riceve una telefonata da un suo vecchio amico che gli racconta concitato di aver assistito a uno straordinario fenomeno naturale sull'arcipelago di La Galite, in mezzo al Mediterraneo. Determinato ad appigliarsi allo studio del fenomeno per risollevarsi dalla sua crisi personale, Bruno riesce ad ottenere i finanziamenti pubblici per la ricerca e a mettere assieme una squadra con cui partire via mare: il capitano Davide, il marinaio Max, l'esperto esploratore Lorenzo e Laura, una giovane biologa cocainomane e raccomandata che saprà agitare gli equilibri dell'imbarcazione.
Nella tradizione poetica e letteraria, il "nauta" è il viandante del mare e della coscienza, colui che naviga a vista nel fosco oceano dell'esistenza. Nel caso del film d'esordio di Guido Pappadà, questo ideale romantico si combina e si confonde con la sensibilità delle culture new age e con l'esistenzialismo dei trenta-quarantenni in crisi e da questo abbraccio di yin e di yang, di spiritualismo e materialismo, sviluppa il racconto della traversata di cinque personaggi arenati o alla deriva. Come in ogni road movie che si rispetti (condotto via mare anziché via terra), anche questo viaggio diventa un percorso di conoscenza reciproca e di maturazione interiore, prima ancora che un'impresa accademica volta a scoprire dove il mare e l'orizzonte entrano in comunione mistica e visionaria. Ma, contrariamente a quanto concepito dai principi della cosmologia taoista, in Nauta le componenti oppositive non convivono in armonia ma si disperdono come se animate da correnti diverse.
Da quando il film comincia la sua traversata in mare aperto, le unità di tempo e di luogo convergono tutte negli spazi ristretti della barca, fra stiva e coperta, e le suggestioni evocative e poetiche vengono invece delegate ai tramonti e ai riflessi lunari marcati dagli effetti di post-produzione e dalla correzione del colore. Così, a dispetto delle aspirazioni trascendentali e delle tensioni verso l'infinito promulgate, la sensazione è quella di trovarsi di fronte a una sorta di kammerspiel, un "gioco da camera" di impostazione teatrale in cui le dinamiche degli affetti e il progressivo disvelamento delle psicologie e delle interiorità dei personaggi restano sempre a pelo d'acqua. I cinque personaggi non mancano di complessità e di interesse, così come gli attori che li interpretano sono capaci e convincenti, ma tutti si muovono su onde talmente placide e tranquille da lasciar galleggiare un sentimento di disinganno, come se qualcosa di più grande e più complesso tardasse continuamente ad arrivare. E quando arriva, purtroppo si palesa solo come un lieto fine goffamente romantico, capace di mettere armonia solo all'interno di un universo consolatorio.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 4 giugno 2011
angelo umana

Il film ci illude con una presunta ricerca scientifica, su luoghi dove l’armonia tra gli abitanti e la natura fa vivere a lungo, per poi farci assistere a un banale viaggio in barca a vela dove cinque giovanotti cresciutelli si intrattengono, tutti in cerca di qualcosa o di sé stessi, quanto meno di un bilancio personale. Mette in campo un pensoso professore di antropologia, una giovane [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 luglio 2011
maxam

Quando non ci credi più, “Nauta” di Guido Pappadà passa dalle due stelle su cinque, alle tre. Il regista e sceneggiatore, al suo debutto, pretende infatti molto dal suo pubblico: che lo accompagni con sufficiente attenzione in questo viaggio per mare (che dura un’ora) senza sufficiente poesia, senza sufficiente introspezione, senza sufficiente tensione, promettendo in cambio solo a coloro i quali sapranno [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 giugno 2011
ariablu

Il mare è sempre suadente e pieno di fascino. In nauta questo canone è rispettato appieno: immagini meravigliose, luci straordinarie (anche in notturno), fotografia ineccepibile. E' la storia che manca: oltre il clichè dei quarantenni in crisi non si va. I dialoghi (immaginate di ascoltare il film per radio) fanno ridere, creando un disturbante contrasto con la raffinata [...] Vai alla recensione »

martedì 7 giugno 2011
srmaco

Vorrei sapere quale è la canzone sulla sirena che fa da supporto al ballo e dei titoli di coda. Grazie.

lunedì 6 giugno 2011
marpy

Non si aspetti un 'Mediterraneo' chi va in sala a vederlo, la storia, anzi l'intreccio di storie non ha nulla di originale se non la scontatezza però è da riconoscere che da un regista esperto in effetti visivi (il restauratore de 'Il Monello') qualcosina di bello esce, se solo i dialoghi non fossero stati estratti a sorte da un bussolotto.... Con pellicole girate in barca a vela si possono fare danni [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 giugno 2011
simonakko

d'accordo con gli altri, mi sono fatto diversi sbadigli guardando il film ke sembrava avere una bella trama e invece..

venerdì 3 giugno 2011
algernon

film piuttosto scadente, una piccola troupe male assortita parte in barca per raggiungere un isola della Tunisia, dove un amico del "professore" (il protagonista, una specie di Indiana Jones nostrano, ma molto più mansueto) ha visto il "fenomeno". il fenomeno è una strana luminescenza che secondo le ricerche del professore è stata vista anche in altri luoghi in particolari circostanze.

venerdì 3 giugno 2011
astromelia

...non mantenute,il film parte bene,belle immagini,ma si perde quasi subito,la trama poteva essere interessante ma i dialoghi terra terra superficiali,deturpano la missione che dovrebbero compiere i nostri,troppo contrasto fra natura incontaminata e voglia disfattistica odierna,il tutto si risolve in una grande caciara,troppo rumore per.....nulla !

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Valerio Caprara
Il Mattino

Ambientato nei primi anni ’90, «Nauta» incide sulla superficie dello schermo un apologo utopista con particolari sensibilità figurative, coloristiche e ambientali. Prerogative che il neoregista napoletano Guido Pappadà eredita dal proprio pedigree di creativo puro, pioniere e primatista della post-produzione restato fedele al contesto cittadino, senza poterle sostenere sino in fondo a causa di alcune [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Roland Barthes diceva che le barche sono luoghi concentrazionari, dove tutti i rapporti si estremizzano. All'opera prima Guido Pappadà, regista televisivo ed esperto di effetti speciali, imbarca su un vecchio veliero cinque personaggi: un professore di antropologia, affranto per l'abbandono della moglie, una biologa e tre uomini di mare. La meta è l'isola della Galite, dove si sarebbe manifestato lo [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

A leggere la sua scheda, l’esordiente napoletano Guido Pappadà (classe 1964) vanta un lungo tirocinio sul campo come supervisore alla post-produzione digitale e agli affetti visivi. Un’esperienza importante, tuttavia il lavoro di sceneggiatore e regista è altra cosa, richiede una diversa maturazione. La storia di Nauta si svolge quasi interamente a bordo di uno yacht con cinque personaggi, quattro [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

S’imbarca sullo yacht del ruvido capitano Davide (Luca Ward) il depresso antropologo Bruno (David Coco). Oltre al marinaio Max e al sommozzatore Lorenzo, c’è la poco attraente biologa Laura (Elena Di Cioccio), raccomandata dall’amante sottosegretariato La meta è l’isola di La Galite, zona Tunisia, dove avvengono non meglio precisati fenomeni naturali, di cui si è avuta traccia soltanto in Ecuador e [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
lunedì 30 maggio 2011
 

Nauta – scrive il regista – è principalmente un film sul sogno. Da un lato la necessità di godersi il viaggio verso un progetto futuro più che il raggiungimento della meta, dall'altro l'importanza di continuare a sognare.

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