La bella società

Film 2010 | Drammatico, 112 min.

Regia di Gian Paolo Cugno. Un film con Raoul Bova, Maria Grazia Cucinotta, Giancarlo Giannini, Enrico Lo Verso, David Coco. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2010, durata 112 minuti. Uscita cinema venerdì 21 maggio 2010 distribuito da Medusa. - MYmonetro 1,69 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Due fratelli siciliani si recano a Torino per un'operazione agli occhi di uno di loro. La loro vita è sconvolta dall'incontro con una bella ragazza, coinvolta nell'assassinio di un dirigente della Fiat da parte di una banda di terroristi... In Italia al Box Office La bella società ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 141 mila euro e 78,5 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente no!
1,69/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA 1,25
PUBBLICO 2,41
CONSIGLIATO NO
Cronache familiari nella Sicilia sospesa tra due decadi.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 18 maggio 2010
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 18 maggio 2010

Giorgio e Giuseppe crescono senza padre nella Sicilia degli anni Sessanta. Devoti alla giovane madre e gelosi della sua bellezza, ostacolano la sua relazione con un aitante produttore romano deciso a corteggiarla e a condurla lontano dalla campagna siciliana. Giocando con la polvere da sparo uccidono accidentalmente l'intraprendente spasimante, occultando il suo corpo e tacendo per sempre la sua morte. Nello stesso incidente perde la vista Giorgio e il sorriso Giuseppe. Diversi anni dopo, sostenuti dal benevolo farmacista del paese, innamorato mai rivelato della madre, decidono di partire alla volta di Torino per ritrovare l'amico Nello, la vista e il futuro. A due passi dalla Mole restano coinvolti loro malgrado nell'efferato omicidio di un dirigente della Fiat freddato dalle brigate rosse. Sopravvive all'attentato la giovane segretaria, testimone soccorsa e poi protetta da Giorgio. L'ingresso di Caterina nella loro vita e nel cuore del fratello minore comprometterà però per sempre il loro fragile equilibrio familiare.
Ancora una volta è la Sicilia la terra abitata dal cinema di Gian Paolo Cugno. È dall'isola di Vitaliano Brancati che si avviano le cronache familiari incarnate da Giorgio e Giuseppe, prossimi al Salvatore orfano e siciliano dell'esordio (Salvatore - Questa è la vita). Questa volta però i bambini "ci guardano" e crescono, diventando giovani nell'Italia degli anni Settanta e poi uomini in quella degli anni Ottanta. Una storia e due caratteri che si disvelano lentamente dentro un'analisi rapida e scadente del Bel Paese. La bella società ribadisce tutto quello che è lecito non sopportare (più) in un film italiano: le canzoni o le bandiere rosse a suggerire la datazione della storia, la descrizione di nord e sud a suon di stereotipi, il sostanziale machismo e la conseguente funzione della donna come inezia narrativa, buona al massimo per sedurre o per essere oggetto di ceffoni e insopportabili sfuriate, la presenza ricattatoria di un invalido da buttare in pasto al melodramma.
Sospeso per estetica e contenuti tra due decadi diversissime (gli anni Settanta e Ottanta), La bella società racconta una storia con una voluta e a tratti artificiosa purezza, che sconfina in ingenuità e nel superficiale recupero filologico-generazionale di musiche, look e affiche. Cinema semplice e semplicistico quello di Cugno che fallisce l'intenzione civile (intrecciare storie individuali e Storia collettiva) lungo maldestre piste gialle o in risibili sottointrecci romantico-sessuali.
Destra-sinistra, rossi e neri, le ragioni della politica sfumano nella cronaca della morte annunciata, e poi dissimulata, del povero amante di Raoul Bova, deflagrato da due minori e dal "vuoto" carnale della Cucinotta. Vedova nera che tenta di riempirsi l'anima con abbracci materni.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Se esistesse un premio al peggior film italiano della stagione, questo opus n. 2 del sig. Cugno avrebbe molte possibilità di vincerlo. È un velleitario affresco storico (1955-85), diviso in 3 parti, prodotto da Pietro Innocenzi e da Medusa che lo distribuisce, confidando nelle attrattive del cast (col ripescaggio dei coniugi Franco Interlenghi-Antonella Lualdi come genitori di Bova). C'è un aggettivo che, meglio di ogni altro, si addice al film: imbarazzante. Mette in imbarazzo perfino nell'obbligo ineludibile di parlarne male fin dalla sceneggiatura, scritta da Cugno con Paolo Di Reda e Chiara Giordano. Minata alla base da inconsulti flashback, la storiona fa capo a Giuseppe e Giorgio, messi al mondo da Maria, il 2° dei quali cieco fin da piccolo per un incidente, e al loro amico Nello, il "cattivo" della situazione. Che, però, si riscatta con la morte, mentre l'infelice Giorgio è atteso da un provvidenziale intervento neurochirurgico. Girato "nel cuore della Sicilia sudorientale dei campi di grano", nei comuni di Enna, Calascibetta, Leonforte, Assoro e Nissoria con una trasferta a Torino.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 25 maggio 2010
Nerò77

L'opera è ben fatta. I protagonisti danno il meglio di loro così come il direttore della fotografia. Anche l'uso dello zoom è lodevole e mai nauseante anche se utilizzato di continuo. La storia purtroppo non porta da nessuna parte conducendo lo spettatore attraverso luoghi e tempi che cambiano di continuo. Sembra quasi che neppure gli sceneggiatori avessero le idee chiare; dai sequestri degli anni [...] Vai alla recensione »

sabato 17 ottobre 2009
leonforte

ciao qualcuno puö dirmi quando esce nei cinema il film la bella societä grazie

domenica 23 maggio 2010
sophie

Emozionante, ricco e (finalmente) non noioso. Basta con questo cinema squalliduccio che rimane alle inquadrature camera e cucina... Era l'ora che qualcuno ci regalasse del grande cinema. Grazie

venerdì 15 aprile 2011
oilitta

E' decisamente uno dei più brutti film del recente cinema italiano. E' persino difficile parlarne.

mercoledì 2 giugno 2010
aurelio1998

la bella società è un film che narra la storia e la corruzione siciliana e non si merita di essere trattato come un film che non abbia alcun valore perché nonostante le stupidagini che ci sono in alcuni film che vogliono far uscire solo un mucchio di sangue e che non vogliano fare capire niente,la bella società è un film da ammirare perché è uno dei [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 giugno 2014
Onufrio

Cronistoria ventennale di una famiglia siciliana, fra drammi, drammi e ancora drammi, la scomparsa del padre, il tragico incidente domestico che procura vittime e danni solo col tempo riparabili, il dramma dei genitori che cercano senza sosta il figlio ormai morto, la morte della madre che lascia soli così i due giovani figli, l'infermiere del paese, alle prese col figlio un pò scapestrato [...] Vai alla recensione »

domenica 17 ottobre 2010
astromelia

troppi colpi di scena,la cucinotta tutta tette artefatte fuori contesto,lei e bova non mi piacciono,troppo recitati,la fine spero di averla capita giusta.........

martedì 12 ottobre 2010
Nalipa

nonostante l'impegno degli attori e le ambientazioni il montaggio é pessimo e poi é troppo urlato.

giovedì 3 giugno 2010
RISEVIRZ

in tutti i commenti non si parla dei ragazzi che trovo abbiano avuto in termini di recitazione e di importanza una parte determinante nel contesto del film bravissimi sia il bambino (giuseppe da adulto) ma in  modo particolare il bambino giorgio che ha saputo trasmettere intense emozioni bravi 

martedì 25 maggio 2010
andrea_13j

bah, che dire... l'idea di fondo poteva essere interessante, e infatti mi ha attirato soprattutto della trama, letto sul giornale. Ma la realizzazione, la recitazione, la profondità dei personaggi hanno lasciato alquanto a desiderare. Purtroppo Bova ancora una volta mi delude, la Cucinotta conferma di essere solo 2 belle tette (ma qui persino troppo esagerate), Giannini si adegua alla [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 maggio 2010
Bertosan

Ho visto LA BELLA SOCIETA', il film di Gian Paolo Cugno è bellissimo, lo consiglio a tutti. Grande regia e storia davvero straordinaria che ti fa trattenere il fiato, in una girandola di emozioni, fino all'ultima inquadratura. NON PERDETELO!!!!!

lunedì 24 maggio 2010
Bertosan

Ho visto LA BELLA SOCIETA', il film di Gian Paolo Cugno è bellissimo, lo consiglio a tutti. Grande regia e storia davvero straordinaria che ti fa trattenere il fiato, in una girandola di emozioni, fino all'ultima inquadratura. NON PERDETELO!!!!!

sabato 22 maggio 2010
maxfalc

sceneggiatura mediocre e approssimativa regia improbabile recitazione mediocre, penosa la coppia Interlenghi-Lualdi si salva solamente l'ottimo Giancarlo Giannini. Film da perdere assolutamente!!

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Come si fa a valutare un film quando è tanta la sua indigenza? Con che cuore? D' altra parte la scelta di esporsi, e di esporsi al mercato e non solo a un piccolo festival per debuttanti, comporta i suoi rischi. Si immagina che La bella società abbia avuto un cammino accidentato. C' è un' idea di tema, quella del resistere nelle difficili condizioni del Mezzogiorno.

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Mammia mia, che fumettone. L'incauto Gian Paolo Cugno, al suo secondo film, tenta di raccontare una lunga fetta di storia italiana attraverso le disavventure di tre giovani siciliani. Dagli anni Sessanta in un paesino vicino a Enna agli anni Ottanta a Torino. Nel calderone si agitano sussulti del cuore, fermenti sindacali, il nascente terrorismo, due operazioni per ridare la vista a un cieco.

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Storie e Storia, Sicilia e Sicilie, ma senza mafia: “Grazie a Dio, non c’è solo la mafia: è come se un film girato a Napoli dovesse per forza parlare di camorra”. Parola di Giar Paolo Cugno, che dopo Salvatore torna in Trinacria - con breve trasferta a Torino - per una ‘tragedia greca” tra rossi e neri, morti annunciate e sogni sfumati. Travasata in un affresco ‘60-‘80 a tinte fosche e formato famiglia, [...] Vai alla recensione »

Michele De Feudis
Il Secolo d’Italia

C'è l’Italia rurale degli anni Sessanta. Un’infanzia bucolica nelle campagne di Enna. Il fascino della belle donne di provincia. Il clamore di una “troupe” che rivoluziona il ritmo sempre uguale della routine di paese. Il sentimento dell’amore declinato secondo più coordinate tra i protagonisti. Infine la violenza. Lo Stato reazionario e violento. Il terrorismo nella versione più truce delle Brigate [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Raoul Bova fa benissimo ad accettare in questo periodo anche ruoli minori o almeno non da protagonista assoluto: lavorare molto gli fa bene, diventa più convincente e bravo. Ne La bella società i protagonisti sono due fratelli siciliani uno dei quali in un incidente da loro provocato ad altri fini è diventato cieco. Anni dopo, a Torino dove si sono trasferiti perché il cieco possa sottoporsi a un'operazio [...] Vai alla recensione »

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