| Anno | 2010 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | USA |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Charles Ferguson |
| Attori | Matt Damon . |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Sony Pictures Italia |
| MYmonetro | 3,77 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento martedì 28 aprile 2020
Resoconto spietato di quanta avidità e mancanza di scrupoli ci siano dietro la crisi finanziaria iniziata nel 2008. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, Al Box Office Usa Inside Job ha incassato 4,3 milioni di dollari .
Inside Job è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Inside Job ha inizio con uno sguardo sull'Islanda, considerata, fino a qualche tempo fa, una democrazia stabile, un paese modello. Un buon posto dove andare a vivere, in cui, però, nell'ultimo decennio, una politica dissennata, dando il via alla deregolamentazione, ne ha determinato la rovina, sul piano ambientale, economico e sociale. Una bolla speculativa, dovuta alla privatizzazione delle banche che con la bancarotta nel 2008 della Lehman Brothers e Aig ha gettato l'Islanda e il mondo intero sul lastrico.
Suddiviso in cinque capitoli, il documentario esamina la crisi globale del 2008 e di cui tutt'ora si pagano le conseguenze, di quello che qualcuno ha definito "tsunami" economico, contestualizzando con precisione la situazione, facendo un passo indietro, mostrando i come e i perché si sia arrivati impreparati a quei drammatici giorni, incapaci di porre rimedio a un meccanismo che, una volta inceppato, ha travolto in maniera inarrestabile l'economia mondiale, causando una recessione senza precedenti.
Avvalendosi di economisti, giornalisti, docenti, alternando interviste e dichiarazioni di banchieri, esponenti politici a materiali d'archivio, il film con un ritmo implacabile - risalendo fino agli anni ottanta e individuando nella deregolamentazione finanziaria, voluta dall'amministrazione di Ronald Reagan, l'origine del tutto - formula il proprio j'accuse con grande maestria, conducendo lo spettatore in un viaggio all'interno del mondo finanziario statunitense. Ne emerge un ritratto allarmante, un'inquietante relazione tra esponenti del mondo economico e della sfera politica, sia a destra che a sinistra, di ieri e di oggi.
Inside Job mostrando e "spiegando" quel che è accaduto, rende facilmente comprensibili termini quali cartolarizzazione, strumenti derivati, prestiti predatori.
Charles Ferguson, autore del documentario, laureato a Berkeley in matematica, mostra di conoscere bene la materia di cui parla, opponendo al cine-pugno di Michael Moore e al suo parti pris, un film teso come un thriller, dal ritmo impeccabile e dalla struttura classica.
Meritatamente vincitore del premio Oscar nel 2011, inspiegabilmente Inside Job - espressione inglese per indicare che chi ha commesso il crimine ha le mani in pasta - non ha ancora ottenuto una distribuzione in Italia per il grande schermo.
È il primo documentario che regala un'analisi complessiva della crisi finanziaria mondiale del 2008 che ha causato per milioni di persone la perdita del lavoro e la peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione.
Le origini e gli sviluppi della più grave crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione raccontati in un documentario lucido e serrato, diviso in 5 capitoli (Come ci siamo arrivati; La bolla (2001-2007); La crisi; Responsabilità e A che punto siamo) che riescono a condensare una materia vasta e intricata in pochi ma efficaci minuti che hanno però anche il grande pregio [...] Vai alla recensione »
Parmi les singularités de la crise financière de 2008, on retiendra que l'une des chroniques les plus impitoyables en a été tenue dans un magazine destiné justement à ceux qui l'avaient provoquée (Vanity Fair) et que le documentaire qui en dépeint le mieux le mécanisme est distribué par une multinationale, Sony. C'est qu'Inside Job est un film catastrophe, un genre que défend souvent le studio japonais [...] Vai alla recensione »