| Anno | 2009 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Patrice Chéreau |
| Attori | Charlotte Gainsbourg, Gilles Cohen, Jean-Hugues Anglade, Romain Duris, Xavier Robic, Michel Duchaussoy . |
| Tag | Da vedere 2009 |
| MYmonetro | 3,09 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 10 novembre 2009
La vita di Daniel viene sconvolta dalla presenza di uomo misterioso che comincia a perseguitarlo. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar,
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CONSIGLIATO SÌ
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Daniel è un giovane uomo in corso d'opera, come gli appartamenti in cui lavora in solitudine e silenzio. L'isolamento volontario è interrotto dalle troppe parole del suo amico Michel e dalle telefonate di Sonia, la sua ragazza sempre in viaggio di lavoro. Ossessionato dalla paura dell'assenza, Daniel è volontario presso una casa di riposo, dove cerca rifugio alla sua inquietudine. Abbordato all'uscita della metropolitana da uno strampalato corteggiatore, Daniel diventa oggetto desiderato e perseguitato. Irragionevole e lunatico, il misterioso uomo irrompe e travolge gli spazi e la vita del ragazzo, a sua volta impetuoso nel tormentare Sonia con la sua gelosia e i suoi smarrimenti. Dentro cantieri sempre aperti e case da costruire, Daniel e Sonia sperimenteranno la corrispondenza e la mancanza.
Lo scorrere della vita ci espone alla separazione, lo sa bene e la teme il protagonista di Persécution, ultimo e magnifico film di Patrice Chéreau. Orfano di madre e figlio di un padre distante, il giovane uomo di Roman Duris ha sviluppato un'idiosincrasia per l'assenza. Alla ricerca disperata di una stabilità che non esiste, Daniel è rinchiuso in appartamenti in costruzione, dove affronta il vuoto nel tentativo ostinato di trasformarlo in pieno. Dopo Gabrielle, dramma "da camera" sul "ritorno" a casa di una moglie fedifraga, il regista francese si concentra sulla vita in progress di un perseguitato persecutore, dentro Parigi, a braccia aperte e spalle girate, come il suo protagonista in credito d'amore.
Separarsi dalle proprie ossessioni e da una vita ideale è doloroso, ma il film di Chéreau (di)mostra che la separazione può essere (anche e addirittura) una benedizione, necessaria a riprendere la capacità di sentire e di vivere. Lasciare una persona o una casa ci pone al cospetto del sentimento della mancanza, un vuoto che contiene però l'atto creativo e generativo della (ri)costruzione di una nuova visione del domani.
Raggiunta la consapevolezza della loro paura, gli amanti di Chéreau "raccolgono" i frammenti di un bicchiere e di un discorso amoroso, ritrovando (forse) il loro baricentro e recuperando il sentimento anche nelle sue imperfezioni e manchevolezze. Meglio vivere (e amare) col batticuore che non vivere affatto.
Un bicchiere che inavvertitamente cade e si rompe in mille pezzi, con i due fidanzati protagonisti che ne raccolgono insieme i cocci: questo il tenue messaggio di speranza che Chereau lancia alla fine del film. Ma il filo conduttore è dettato dall’ineluttabilità della tragedia, della follia e della morte; come nell’episodio del motociclista che cade, sembra illeso, parla, ironizza, ma poi cade a [...] Vai alla recensione »
Une rame de métro bondée. Une femme faisant la manche se met à fixer une voyageuse, qui a le malheur de soutenir son regard et se prend une paire de gifles, à la stupéfaction des citadins alentour. La violence de cette scène inaugurale donne le ton du film de Patrice Chéreau, âpre et dénué de complaisance, en même temps qu'elle cerne le profil du personnage - témoin de la scène - dont Persécution est [...] Vai alla recensione »