L'uomo che verrà

Film 2009 | Drammatico, +16 117 min.

Anno2009
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata117 minuti
Regia diGiorgio Diritti
AttoriAlba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari, Stefano Bicocchi, Eleonora Mazzoni Orfeo Orlando, Diego Pagotto, Bernardo Bolognesi, Stefano Croci, Zoello Gilli, Timo Jacobs, Laura Pizzirani, Maria Grazia Naldi, Francesco Modugno, Greta Zucchi Montanari, Raffaele Zabban, Vito.
Uscitavenerdì 22 gennaio 2010
TagDa vedere 2009
DistribuzioneMikado Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,88 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Giorgio Diritti. Un film Da vedere 2009 con Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari, Stefano Bicocchi, Eleonora Mazzoni. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2009, durata 117 minuti. Uscita cinema venerdì 22 gennaio 2010 distribuito da Mikado Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,88 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 15 luglio 2010

Alle pendici di Monte Sole, sui colli appenninici vicini a Bologna, la comunità agraria locale vede i propri territori occupati dalle truppe naziste e molti giovani decidono di organizzarsi in una brigata partigiana. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto 3 Nastri d'Argento, 16 candidature e vinto 3 David di Donatello, Il film è stato premiato a Roma Film Festival, In Italia al Box Office L'uomo che verrà ha incassato 1,4 milioni di euro .

L'uomo che verrà è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato assolutamente sì!
3,88/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,93
PUBBLICO 3,61
ASSOLUTAMENTE SÌ
L'eccidio di Monte Sole visto attraverso una collettività di sguardi e una prospettiva di speranza.
Recensione di Edoardo Becattini
giovedì 22 ottobre 2009
Recensione di Edoardo Becattini
giovedì 22 ottobre 2009

Alle pendici di Monte Sole, sui colli appenninici vicini a Bologna, la comunità agraria locale vede i propri territori occupati dalle truppe naziste e molti giovani decidono di organizzarsi in una brigata partigiana. Per una delle più giovani abitanti del luogo, la piccola Martina, tutte quelle continue fughe dai bombardamenti e quegli scontri a fuoco sulle vallate hanno poca importanza. Da quando ha visto morire il fratello neonato fra le sue braccia, Martina ha smesso di parlare e vive unicamente nell'attesa che arrivi un nuovo fratellino. Il concepimento avviene in una mattina di dicembre del 1943, esattamente nove mesi prima che le SS diano inizio al rastrellamento di tutti gli abitanti della zona.
L'eccidio di Marzabotto è uno di quegli episodi che premono sulla grandezza della Storia per stringerla dentro alla dimensione del dolore del singolo. Per raccontare quella strage degli ultimi giorni del nazifascismo nella quale vennero uccisi circa 770 paesani radunati nelle case, nei cimiteri e sui sagrati delle chiese, Giorgio Diritti si affida a un proposito simile a quello del suo precedente Il vento fa il suo giro : partire dalla lingua del dialetto per raccontare una comunità e dal linguaggio del cinema per costruire un messaggio sull'identità culturale. Rispetto al lungometraggio d'esordio, L'uomo che verrà si confronta direttamente con la memoria storica e tende a ricostruire la storia del massacro in modo strategico ma senza risultare affettato, puntando sul lato emozionale ma mai ricattatorio della messa in scena. Non più il punto di vista di uno straniero che tenta di confondersi e integrarsi con quello di una comunità ostile, ma quello di un piccolo membro di una collettività, Martina, che si congiunge e si scambia con quello di tutte le vittime della strage. Per rendere questa idea, Diritti riscopre la fluidità delle immagini e, lontano dal facile realismo delle immagini sgranate girate con macchina a mano, costruisce scene a volte statiche e a volte in movimento, inquadrature fisse e piani sequenza, ma sempre modulati in funzione dei movimenti e delle emozioni della comunità rurale. La funzione patemica si concede un solo, brevissimo ralenti durante la scena dell'esecuzione, e delega il suo lavoro a delle semi-soggettive a lunga e media distanza dall'evento. La "visione con" di queste inquadrature diviene "con-divisione" di punti di vista e di emozioni sulla tragedia: dietro a quelle nuche che affiorano dai margini delle inquadrature fino ad occludere la visibilità degli scontri, c'è il progetto di una personificazione dello sguardo nella strage, l'idea che dietro ad ognuna di quelle morti ingiustificabili ci sia sempre un corpo e un punto di vista. Sguardi nella tragedia che si fanno sguardi sulla tragedia, per il modo in cui questo visibile parziale richiede il nostro coinvolgimento ottico ed emotivo. La distanza che fin dall'inizio pone l'antico dialetto bolognese si annulla così grazie alle scelte di messe in scena di Diritti, che elabora un modo di vedere la guerra dove non c'è bisogno di suddivisioni manichee o di una crudeltà pittoresca per comprendere da che parte stare. Per capire che i "partigiani" di oggi sono quelli che sanno collocare il proprio sguardo sul passato in prospettiva di un futuro pacifico di condivisione che ci riguarda tutti.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 1 febbraio 2010
Catia P.

Questo film, particolarmente bello, parla della Storia, quella che pochi di noi conoscono davvero, mentre i più ne hanno a malapena un vago ricordo o ne hanno solo sentito parlare. La Storia di un'Italia in cui affondiamo le radici senza neanche saperlo. La Storia che non si può cambiare. La Storia che si può e si deve raccontare, ma su cui piangere sarà inutile, perché la Storia quella è e quella [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
mercoledì 21 ottobre 2009
Edoardo Becattini

Soltanto un anno fa, la militanza di Spike Lee si è addentrata nelle pagine dolorose della storia italiana per raccontare la fucilazione di massa di 560 civili di Sant'Anna di Stazzema ad opera dei reparti nazisti. Il progetto (Miracolo a Sant'Anna) nutriva tuttavia come visibile interesse principale non tanto quello di raccontare la strage italiana, quanto quella dei soldati neri di fanteria mandati al macello sulle Alpi Apuane.

Frasi
Non pensare ai debiti se no la vendemmia va male
è il modo di fare che cambia le cose.
Lena (Maya Sansa)
dal film L'uomo che verrà - a cura di Sofia Cammarano
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

L'ultimo grado di giudizio è il pubblico. I festival hanno parlato (bene Roma, dove è stato premiato; a vanvera Venezia, perché meritava il concorso). La critica e gli addetti ai lavori, anche. L'uomo che verrà è un magnifico film e Giorgio Diritti, a 50 anni da poco compiuti, può fregiarsi della patente di grande regista. C'è arrivato tardi, e grazie a un primo film – Il vento fa il suo giro – il [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
giovedì 22 ottobre 2009
 

Le foto Presentato ieri tra i film in concorso al Festival di Roma, L'uomo che verrà di Giorgio Diritti è stato subito accolto positivamente dalla critica. Attraverso gli occhi di una bambina che ha smesso di parlare dopo la perdita del fratellino, [...]

CELEBRITIES
martedì 13 ottobre 2009
Stefano Cocci

Tutto il rosa del cinema: dalla Sansa alla Rohrwacher, passando per Isabella Ragonese, Valeria Solarino e Moran Atias A pochi giorni dall'inizio dell'ormai ex festa veltroniana si può dire che il Festival Internazionale del Film di Roma sta finalmente [...]

NEWS
venerdì 25 settembre 2009
Gabriele Niola

Osmosi È "osmosi" la parola che domina l'edizione 2009 del Festival del Film di Roma, l'ha proclamato la direttrice Piera DeTassis, ha concordato il presidente Rondi e l'hanno ratificato i collaboratori.

NEWS
mercoledì 22 luglio 2009
Gabriele Niola

Maschio e femmina, dinamico e tranquilla. Le due facce del cinema In attesa dell'arrivo oggi di Milo Manara e Christina Ricci raccontiamo della curiosa esperienza regalata ieri dal festival di Giffoni.

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