| Anno | 2009 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Renato De Maria |
| Attori | Fabrizio Rongione, Duccio Camerini, Lino Guanciale, Dario Aita, Michele Alhaique Jacopo Maria Bicocchi, Piero Cardano, Teresa Acerbis, Daniela Tusa, Lucia Mascino, Awa Ly, Francesca Cuttica, Giovanna Mezzogiorno, Riccardo Scamarcio. |
| Uscita | venerdì 20 novembre 2009 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 2,74 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 14 giugno 2019
Liberamente tratto dalla vita e dalla relazione sentimentale di Susanna Ronconi e Sergio Segio, fondatore dell'organizzazione armata Prima Linea. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office La prima linea ha incassato 1 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Rovigo, 3 gennaio 1982. Sergio è il giovane fondatore dell'organizzazione armata di sinistra Prima Linea, attiva negli anni Settanta e dispersa negli Ottanta. Deciso ad assaltare il carcere in cui è detenuta da alcuni anni Susanna, compagna d'armi e d'amore, Sergio arruola un gruppo di ex "combattenti" per abbattere il muro di cinta della prigione e coprire l'evasione. Nel suo viaggio lungo il Polesine ripercorrerà la sua vita, dalla militanza alla lotta armata, fino alla clandestinità, ripassando nella testa i volti e gli (ultimi) sguardi di chi ha assassinato nel nome di uno slancio ribelle e utopico. Incarcerato ed esiliato nella sua individualità, Sergio "depone" le armi e dichiara le colpe che gli appartengono. Non è facile nel nostro Paese esprimersi sul terrorismo, al punto da impedire addirittura che si girino film, come ha dimostrato il tentativo di affondamento dell'opera su Prima Linea di Renato De Maria.
Scritto tra gli altri da Petraglia e prodotto da Occhipinti e dai fratelli Dardenne, La prima linea indaga l'universo dei "compagni che hanno sbagliato", concentrandosi "liberamente" sulla vita e la relazione sentimentale di Susanna Ronconi e Sergio Segio. De Maria gira un film chiuso, che nega ogni idea di speranza e sprofonda i due protagonisti in appartamenti e nell'incubo degli anni Settanta. Nella sterminata bibliografia dedicata agli Anni di Piombo, il regista sceglie "Miccia Corta", firmato dal "comandante Sirio", e poi lo trasgredisce. Poco interessato ad analizzare in modo storico e politico la lotta armata in Italia, De Maria intraprende un viaggio dentro un dissidio emozionale e attraverso la cronaca dolorosa di un dilemma irrisolvibile. Se Sergio Segio ricostruisce con precisione e senso del particolare tutte le fasi dell'assalto al carcere di Rovigo, dalla preparazione al suo epilogo (la liberazione della sua compagna e di altre tre detenute politiche), De Maria si concentra su alcuni dettagli che servono a restituire nitidamente lo sfondo dell'azione (la vita domestica da guerriglieri alternata alla routine degli impiegati e dei buoni vicini di casa) e a tracciare i binari da cui poi far deragliare il treno del racconto di Segio.
De Maria non tenta di rintracciare nei due compagni amanti un'affettività evidentemente sepolta sotto le macerie ideologiche, è piuttosto determinato ad abitare la dimensione sospesa e separata con cui gli ex terroristi vissero il loro delirio di onnipotenza, rinchiudendosi, o quasi, in uno, due, tre appartamenti e cancellando dallo spazio qualsiasi traccia in cui potesse trovarsi il riflesso di tutto ciò che faceva parte del mondo esterno. Gli anni Settanta, al loro crepuscolo, sono quelli in cui ogni segno in una stanza è portatore di un dolore e di un rimpianto, come i "Quaderni rossi" di Panzieri e Tronti chiusi, insieme a una vecchia fotografia della militanza difensiva e disarmata, nel cassetto del Sergio di Scamarcio. Segregati dalle prigioni ideologiche, prima che da quelle fisiche, soffocato il loro amore e il loro spazio vitale, Sergio e Susanna, quelli immaginati almeno, trovano una controparte nel personaggio di Piero, ex militante di Lotta Continua mai passato al lato oscuro della forza.
Su di lui sceneggiatore e regista catalizzano le pulsioni identificative del pubblico, risolvendo un problema che è etico, prima che artistico o commerciale.
Film ambientato in tempi in cui dichiararsi prigioniero politico valeva ancora ad identificarsi con qualcuno e con qualcosa, LA PRIMA LINEA ripercorre la nascita, l'evoluzione e l'epilogo dell'omonima organizzazione terroristica di sinistra attiva negli anni 70 in Italia. Capace di attirare critiche prima ancora della sua uscita il film è interamente ispirato al libro MICCIA CORTA di Sergio Segio, [...] Vai alla recensione »
Il 20 novembre uscirà nella sale La prima linea, il film di Renato De Maria tratto dal libro di Sergio Segio "La miccia corta". Il film racconta la vicenda di Segio, terrorista, assassino, che nel 1982 attaccò il carcere di Rovigo per liberare alcune detenute "politiche" fra le quali Susanna Ronconi, la sua compagna. Segio, col nome "comandante Sirio" era stato uno dei fondatori di Prima linea, il movimento armato che uccideva la gente in nome di una cosiddetta (da Segio e compagnia) giustizia proletaria.
Liberamente ispirato al romanzo “Miccia Corta” e alla vita (e all’amore) di Susanna Ronconi e Sergio Segio, La prima linea di Renato De Maria racconta i drammatici eventi che colpirono l’Italia negli anni Settanta e hanno per protagonisti un uomo e una donna, membri del gruppo armato di sinistra Prima Linea. Partendo dal gennaio del 1982, giorno stabilito per l’evasione della Susanna di Giovanna Mezzogiorno dal carcere di Rovigo, e procedendo a ritroso, il film di De Maria mette in scena la brutalità nella quale sfociarono le iniziative dell’organizzazione terroristica e mette a tacere le polemiche [...]
Una carovana di pellegrini circondata dai sioux. L'immagine rubata all'infanzia riemerge pensando a "La prima linea", film a firma di Renato De Maria, bersagliato da ogni parte ancor prima della sua uscita sullo schermo (il prossimo 20 novembre). Il tema del resto è di quelli attorno a cui il nostro cinema gira intorno da molto tempo, senza riuscire a prenderlo per il cuore.