| Anno | 2009 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Lone Scherfig |
| Attori | Peter Sarsgaard, Carey Mulligan, Alfred Molina, Dominic Cooper, Rosamund Pike Olivia Williams, Emma Thompson, Cara Seymour, Matthew Beard, Sally Hawkins, Amanda Fairbank-Hynes, Ellie Kendrick, William Melling, Connor Catchpole, Kate Duchène, Bel Parker. |
| Uscita | venerdì 5 febbraio 2010 |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Sony Pictures Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,00 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 10 maggio 2019
Nell'Inghilterra degli anni '60 una giovane adolescente intelligente e studiosa entra in crisi di identità quando si innamora di un ragazzo molto più maturo di lei. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 8 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 1 candidatura agli European Film Awards, 4 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, In Italia al Box Office An Education ha incassato 414 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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1961, sobborgo di Twickenham, Londra. Jenny ha sedici anni e studia con passione per farsi ammettere a Oxford. Al di là di questa meta, sulla quale suo padre vigila con insistenza, conduce una vita grigia come la divisa della scuola, almeno fino a quando l'incontro fortuito col trentenne David non gliene mette di fronte una luccicante come un tubino di paillettes. David conquista la fiducia del padre e porta Jenny là dove non avrebbe mai creduto di arrivare: nei jazz club, alle aste di opere d'arte, perfino a Parigi. L'università sembra non essere più così importante; eppure ci sono tante cose che Jenny ancora non sa, soprattutto a proposito di David.
Nick Hornby si sperimenta per la prima volta come sceneggiatore adattando il breve memoriale della giornalista inglese Lynn Barber, apparso sulla rivista Granta. Dirige la danese Lone Scherfig, la quale, proprio in quanto straniera, pone un'attenzione meritevole alla ricostruzione culturale del periodo. Hornby suggerisce probabilmente anche le musiche, da appassionato pop listener quale è. Il risultato è un film di ingredienti molto saporiti che corre nella prima parte e fa marcia indietro nella seconda.
Mentre Jenny cambia look, sotto il nostro sguardo e quello soddisfatto di David, il nostro sguardo su David cambia insieme a quello di Jenny, si offusca, non senza dispiacere, non senza aumentata curiosità. È in questa dinamica che sceneggiatore e regista danno il meglio evitando di fare di Jenny una vittima tout court ("hai visto - le dirà l'amico di David - e non hai detto niente") e siringando nel personaggio del seduttore una fiala di dolore, quasi lui stesso si fosse illuso davvero, con Jenny e con noi. I due protagonisti, Carey Mulligan e Peter Sarsgaard sono perfetti nel difetto: lei con i suoi ventiquattro anni che traspaiono dal contorno degli occhi e raccontano da soli prima la voglia di Jenny di anticipare il proprio futuro e poi il peso di averlo fatto, lui con quegli abiti eleganti e un po' da artista, su un corpo da giovanottone appesantito. Entrambi fuori tempo, personaggi da "prima della rivoluzione", come lo è la periferia inglese qualche anno prima che "tutti facciano l'amore a Londra" (per storpiare il titolo di un documentario sulla Swinging London).
Ad un certo punto del film il respiro è ampissimo: tutto può succedere; poi le porte si chiudono, si rientra. Non è un grande romanzo di formazione, è un piccolo racconto di vita e sta comodo nella dimensione che si è dato.
Il difficile passaggio dall'adolescenza all'età adulta viene raccontato con molta finezza dalla regista danese di questo film, che, ispirandosi alle memorie della giornalista inglese Lynn Barber, racconta una vicenda ambientata nella Londra del 1961. La giovane Jenny studia in un severo College della città, con ottimi voti, e coll'obiettivo di ottenere l'iscrizione a Oxford per l'università.
P eter Sarsgaard ha talento; un talento che lo rende capace di muoversi libero tra le righe di una sceneggiatura e di una interpretazione, e stupire con una sfumatura o un semplice non detto. Dai suoi primi ruoli, ha provato tutte le acconciature possibili e le combinazioni possibili per regalare spessore ai suoi personaggi: lunghi e spettinati (La mia vita a Garden State o L'inventore di favole), completamente rasato (in Jarhead) o con una barba curata (The misteries of Pittsburgh).
Era appena iniziato in sordina il favoloso decennio dei Beatles, sugli schermi furoreggiava in Sapore di miele l' amicizia tra una bruttina incinta e abbandonata e un omosessuale; proprio quell' anno era arrivata in Europa la pillola contraccettiva, presto Mary Quant avrebbe tagliato le gonne. Stavano per esplodere i fulgori della Swinging London, l' imperio della giovinezza, il distacco agli adulti [...] Vai alla recensione »