| Anno | 2007 |
| Genere | Azione |
| Produzione | Giappone |
| Durata | 121 minuti |
| Regia di | Takashi Miike |
| Attori | Hideaki Ito, Masanobu Ando, Koichi Sato, Kaori Momoi, Yusuke Iseya, Renji Ishibashi Yoshino Kimura, Takaaki Ishibashi, Teruyuki Kagawa, Taigi Kobayashi, Toshiyuki Nishida, Shun Oguri, Masato Sakai, Hideaki Sato, Christian Storms, Yoji Tanaka, Quentin Tarantino. |
| Tag | Da vedere 2007 |
| MYmonetro | 3,11 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 6 ottobre 2009
Quando due clan rivali si trovano coinvolti nella ricerca di un tesoro leggendario, i conflitti non tardano ad arrivare e sul posto hanno luogo una serie di combattimenti sanguinosi. Ha vinto un premio ai David di Donatello, Al Box Office Usa Sukiyaki Western Django ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 48,8 mila dollari e 10,2 mila dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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In un villaggio giapponese, in una terra molto simile al vecchio west, due gang, i Genji vestiti di bianco e gli Heike vestiti di rosso, combattono all'ultimo sangue per un forziere d'oro.
Il divertissement di Takashi Miike, che afferma di avere incontrato gli Spaghetti Western (che in giappone si chiamano Maccheroni Western) all'età di sei anni quando i genitori che guardavano i film di Sergio Leone gli regalavano pistole e speroni, è cinefilia pura. Questo è il pregio e il difetto di un film che nei primi tre minuti dà il meglio di sè. È Quentin Tarantino nell'ironica parte di Piringo, narratore, con una meravigliosa parlata inglese dalla cadenza nipponica. Lo sfondo dipinto, con quel sole perfetto e giallo fa il resto. E qui inizia il film.
Ci sono donne di metallo, sceriffi immortali, fragorosi suoni di pallottole, e tanti colori caldi, che giungono fino al rosso del sangue che scorre a fiotti. Le citazioni sono infinite, da Corbucci fino al sempiterno Sergio Leone. Takashi Miike, che fino a oggi si era confrontato con l'horror e l'inquietudine, sa dove mettere le mani, e i temi di amore e morte ricorrono anche in questo omaggio assoluto al Western all'italiana. La durata del film, circa due ore, rende gli scontri a fuoco ripetitivi, ma a salvare Sukiyaki Western Django è ancora l'amore per il cinema. L'eterno incontro delle due mani che si avvicinano strizzando l'occhio a Duello al sole sono ancora un gioiello di questo gioco che il regista giapponese e Tarantino hanno pensato qualche tempo fa proprio in un ristorante del Lido Veneziano, a dimostrazione che il sogno del cinema esiste ancora. In Oriente. In Occidente. E Leone San non potrà che sorridere, a modo suo, da qualche parte in cielo.
Un pistolero senza nome piomba in una cittadina deserta scossa dall'interminabile guerra tra due clan; da una parte i Genji, i Rossi, comandati dal tanto vigliacco quanto fortunato Kiyomori, dall'altra gli Heike, i Bianchi, alla cui leadership vi è il raffinato Yoshitsune, impeccabile killer e maestro di spada. Volente o nolente il protagonista finirà dritto tra le fauci [...] Vai alla recensione »
Piaccia o dispiaccia, l'inclusione in concorso di un film bizzarro, cult, "punkattitude" come Sukiyaki western Django è un segno vistoso che i tempi sono cambiati: fino a ieri, lo avrebbero ospitato le "Notti veneziane" oppure "Orizzonti". Diretto dal prometeico Takashi Miike (che proprio qui alla Mostra, tre anni fa, convinse Quentin Tarantino a parteciparvi nel "cammeo" del pistolero Piringo), il [...] Vai alla recensione »