| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 118 minuti |
| Regia di | Giuliano Montaldo |
| Attori | Predrag 'Miki' Manojlovic, Carolina Crescentini, Roberto Herlitzka, Anita Caprioli, Filippo Timi Patrizia Sacchi, Sandra Ceccarelli, Giovanni Martorana, Giordano De Plano, Stefano Saccotelli, Emilio De Marchi, Sara Basso de Marc, Eugenia Caruso, Marco Gandini. |
| Uscita | giovedì 24 aprile 2008 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 2,64 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 14 giugno 2019
San Pietroburgo, 1860. Dopo un attentato che provoca la morte di un membro della famiglia imperiale, Dostojevskij incontra un giovane ricoverato in un ospedale psichiatrico che gli rivela di essere un terrorista e che si sta preparando un altro attentato. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, 5 candidature e vinto 2 David di Donatello, In Italia al Box Office I demoni di San Pietroburgo ha incassato 904 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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In un giorno di nebbia del 1860, Fjodor Mikhajlovic Dostojevskij varca la soglia dell'ospedale psichiatrico di San Pietroburgo per incontrare un presunto folle, Gusiev, che lo ha contattato per lettera. Al suo amato scrittore, il giovane confessa, pentito, di aver fatto parte del gruppo terroristico che ha da poco assassinato il principe e che sta preparando l'omicidio del granduca. Il progetto prevede l'annientamento dell'intera famiglia imperiale e il solo modo per sventarlo è fermare il capo dei rivoltosi, una donna di nome Aleksandra. Sconvolto da questa notizia, pressato dall'aguzzino a cui deve consegnare un romanzo entro cinque giorni, Dostojevskij ingaggia una lotta con i suoi demoni: la colpa, il dubbio, il passato, la malattia.
Giuliano Montaldo torna al cinema, perseguitato a sua volta dal demone di un progetto che, presente da lungo tempo nella sua mente, scalpitava per venire alla luce. Ideato da Andrei Konchalovsky, I demoni di San Pietroburgo è insieme la storia di un uomo, la lettura di un artista e l'affresco di una Storia, che non smette di ripetersi.
Mescolando biografia e bibliografia, Montaldo si serve della più grande voce della letteratura russa per affrontare un discorso politico che, in ultima istanza, raccomanda di cercare l'Uomo e di fuggire dall'adesione cieca agli ideali astratti, scorciatoia fatale verso il delirio d'onnipotenza e la violenza. Come Dostojevskij, anche Montaldo non si è mai sottratto all'impegno sociale e ha fatto della propria arte un veicolo di passione e di riflessione scoperta, e ora può permettersi, dall'alto dell'età e dell'esperienza, di interrogarci tutti, con un'opera che ha la pretesa del classico e una forma che si mette interamente al servizio di questa pretesa.
In linea con le scelte letterarie ed eleganti della Jean Vigo Italia, ma anche con una forte tendenza all'illustrazione, il film afferma, nel dialogo e nel senso, che la vita è infinitamente più ricca di un romanzo, ma - miracolo - l'arte del racconto serve proprio a rendere più verosimili i fatti della vita. È impossibile non leggere in queste righe un'intenzione d'autore, ma altrettanto impossibile è non decretare, varie volte nel corso del film, il fallimento di quest'intenzione.
L'impianto marcatamente teatrale, che posiziona gli attori al centimetro, spoglia I demoni di San Pietroburgo della verosimiglianza che evoca e di cui necessiterebbe, dando luogo, talvolta, a sequenze dalla dinamica astrusa (il salvataggio del compagno prigioniero in Siberia) o eccessivamente verbosa.
Suggestivo nella fotografia e nell'ambientazione, ridondante nella metafora (l'aquila della libertà), a tratti appassionante e a tratti solo appassionato, il film di Giuliano Montaldo è un percorso leggermente faticoso, come quello delle tante scale che mette in scena. La salita vale la pena perché, in cima, ci sono Miki Manojlovic (Dostojevskij) e Roberto Herlitzka (Pavlovic), che danno, col solo volto, tutte le sfumature che mancano al testo.
Giuliano Montaldo riesce, con atmosfere particolari nella nebbia e suggestioni della fotografia e dell'interpretazione dei bravissimi attori, a rendere in un film lo spirito più profondo del grande scrittore, le sue pulsioni, i tentativi di cambiare il mondo, l'avversione per la violenza e il suo cercare di fermare i rivoluzionari che volevano uccidere tutta la famiglia dello zar.
Giuliano Montaldo ha girato un film sulla vita del grande scrittore russo, Mescolata con i sentimenti dei protagonisti dei suoi capolavori. La politica? «Non dà più emozioni». La vita di Fëdor Dostoevskij, le sue sofferenze, i suoi dieci annidi lavori forzati in Siberia, la grazia che arriva un attimo prima che ìl plotone di esecuzione lo uccida, i debiti di gioco, sono forse il romanzo più incredibile [...] Vai alla recensione »