| Titolo originale | The Texas Chainsaw Massacre: The Beginning |
| Anno | 2006 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Jonathan Liebesman |
| Attori | Jordana Brewster, Taylor Handley, Matt Bomer, R. Lee Ermey, Andrew Bryniarski Lee Tergesen, Terrence Evans, Kathy Lamkin, Marietta Marich, L.A. Calkins, Tim de Zarn, Allison Marich, Marcus H. Nelson, Lew Temple, Cyia Batten, Diora Baird. |
| Uscita | giovedì 7 dicembre 2006 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 2,36 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 11 gennaio 2016
Prima di partire per il Vietnam, due giovani si concedono una vacanza con le rispettive fidanzate. Durante il viaggio inizierà per loro un vero e proprio incubo. In Italia al Box Office Non aprite quella porta: l'inizio ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 1,7 milioni di euro e 994 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Due ragazzi, in procinto di partire per il Vietnam, accompagnati dalle rispettive fidanzate, si concedono una breve vacanza: durante il viaggio, hanno però un incidente e, nel chiedere aiuto, s'imbattono in una famiglia alquanto bizzarra. Per loro inizia così un incubo senza fine.
Che l'industria americana dell'horror abbia il fiato corto lo dimostra il fatto che questo film è il "prequel di un remake". E tanto basterebbe a descriverlo. L'ennesimo tentativo di sfruttare un brand conosciuto e il richiamo di un mito del genere "slash'em all", riproponendo di fatto le stesse situazioni già viste e straviste in mille altre pellicole. Il grosso difetto di Non aprite quella porta: l'inizio è proprio la sua cronica mancanza di originalità: poco dopo l'incipit, comincia un'estenuante caccia tra gatto e topo, la cui sorte sembra già segnata in partenza e l'indicibile dose di violenza sullo schermo appare come un mero tentativo di distogliere l'attenzione dalla banalità e assoluta assenza di creatività dello script. La sceneggiatura, col passare dei minuti, spreca anche le felici intuizioni iniziali (il background dei ragazzi, in procinto di partire per la più sanguinosa delle guerre combattute dagli americani dopo il secondo conflitto mondiale) e finisce per produrre protagonisti tristemente bidimensionali (anche gli attori ci mettono del loro però...) il cui unico compito sembra essere quello di urlare, scappare, cadere e fare una brutta fine. A salvare il film dalla mediocrità concorrono però tre fattori: il fascino perverso e malvagio di Leatherface, la cui "genesi" è descritta in maniera interessante, la fotografia, capace di rendere alla perfezione lo squallore di certe location e lo stile visivo del film, che alterna effetti vintage, che richiamano l'originale degli anni '70 ad altri tipici dei videoclip attuali, creando un riuscito mix di vecchio/nuovo. Solo per appassionati del genere o fans di Leatherface.
La saga di "Non aprite quella porta" é stata vittima di scelte infelici per anni, ma quando nel 2003 si opta per un remake, le speranze si riaccendono. Uscito nei cinema, si rivela un totale fallimento di critica, mentre il pubblico accorre nelle sale, con un incasso finale che supera i 100 milioni di dollari. Il produttore Michael Bay, decide allora di proseguire il progetto [...] Vai alla recensione »
Il Texas, una casa cadente abitata da vecchi crudeli e da un mostro, tortura, squartamento del corpo di sconosciuti giovani e belli: è questa la formula, ispirata a un remoto fatto di cronaca texano, di tutti i Non aprite quella porta, horror americano. Adesso sono cinque: il primo diretto da Tobe Hooper nel 1974, il secondo sempre di Tobe Hooper nel 1986, il terzo sequel diretto da Clive Anderson [...] Vai alla recensione »