| Titolo originale | The Namesake |
| Anno | 2006 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | India, USA |
| Durata | 122 minuti |
| Regia di | Mira Nair |
| Attori | Kal Penn, Tabu, Irrfan Khan, Jacinda Barrett, Zuleikha Robinson . |
| Uscita | venerdì 1 giugno 2007 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,77 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 4 dicembre 2014
Dal romanzo del premio Pulitzer Jhumpa Lahiri, un film sull'integrazione. In Italia al Box Office Il destino nel nome - The Namesake ha incassato 414 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Dopo essere sopravvissuto a un incidente ferroviario, Ashoke (Irrfan Khan) cambia la sua personale visione della vita; inizia a viaggiare - prima in Inghilterra e poi in America - e torna in India solo per sposare secondo la tradizione bengalese una giovane donna scelta dai genitori. Ashima (Tabu) decide che è l'uomo per lei ancor prima di conoscerlo, nel momento in cui prova le sue eleganti scarpe europee lasciate nell'atrio, e con qualche timore, ma piena di speranze, lascia la patria e il calore della famiglia per seguire il marito a New York. Nonostante i contrasti climatici e culturali, Ashima trova conforto nel compagno che imparerà ad amare e rispettare. Alla nascita del primogenito i due giovani sposi lo chiamano Gogol, in onore dello scrittore russo al quale Ashoke imputa la sua salvezza ("Il cappotto" di Nikolaj Gogol è il pretesto per creare il legame tra padre e figlio sul quale si basa il film tratto dal romanzo omonimo di Jhumpa Lahiri).
Premessa necessaria, perché The Namesake gira intorno a questo nome bizzarro - prima voluto e in seguito ripudiato dal bambino - per raccontare la storia di una famiglia e le difficoltà di adattamento in un paese straniero. Lo scontro fra le culture si manifesta con più evidenza quando Gogol (Kal Penn) e la sorella Sonia (Sahira Nair) crescono: attraverso il taglio di capelli, l'abbigliamento, e le musiche dell'anglo-indiano Nitin Sawhney che si sovrappongono a quelle dei Pearl Jam a sottolineare anche il divario tra due generazioni. L'India è appena accennata nel film (nella primissima parte e quando i ragazzi si recano nel paese di origine insieme ai genitori), ed è allo stesso tempo una presenza costante e necessaria ai fini della narrazione. La fotografia dai colori tipicamente indiani diventa così una silenziosa voce fuori campo - descrivendo il passato e le persone che presto ne faranno parte attraverso un filtro che attutisce i toni sgargianti - e accompagna lo spettatore lungo il cammino dolce, amaro, intenso di una famiglia che cresce e si forma secondo le dure regole del destino.
Gogol è un giovane come tanti della sua generazione, figlio di immigrati bengalesi a New York. Studente di architettura, ribelle, imprevedibile, che si dimentica di chiamare sua madre e suo padre quando è lontano da casa, impegnato a sbaciucchiarsi con la sua fidanzata americana, Maxime. Nihkki-Gogol rappresenta un miscuglio di due culture che combattono tra loro; da un lato, la variopinta, [...] Vai alla recensione »
Fra tanto parlare di famiglia, ecco un film che narrando una vicenda familiare sull'arco di due generazioni induce gli spettatori a identificarsi con i personaggi e i loro problemi. Che sono uguali ovunque, riguardando i rapporti fra moglie e marito, fra genitori e prole. Tutto come a casa nostra, insomma, tranne che i freschi sposi Ashoke e Ashima sono due bengalesi trapiantati a New York, dove vede [...] Vai alla recensione »