Transamerica

Film 2005 | Commedia 103 min.

Regia di Duncan Tucker. Un film Da vedere 2005 con Felicity Huffman, Kevin Zegers, Fionnula Flanagan, Graham Greene (II), Burt Young. Cast completo Genere Commedia - USA, 2005, durata 103 minuti. Uscita cinema venerdì 10 febbraio 2006 - MYmonetro 3,50 su 40 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Vincitrice del premio Golden Globe come miglior attrice 2006 e candidata all'Oscar, Felicity Huffman sorprende tutti interpretando un personaggio che commuove lo spettatore dal primo all'ultimo minuto. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes. In Italia al Box Office Transamerica ha incassato 1,2 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 3,91
PUBBLICO 3,44
CONSIGLIATO SÌ
Il racconto di un ritorno e di un riconoscimento in un intenso road movie americano.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Bree è un transessuale. Alla vigilia dell'intervento chirurgico che la ridefinirà sessualmente, scopre di avere un figlio, Toby, nato vent'anni prima dal suo unico rapporto eterosessuale. La psicoterapeuta, che prepara Bree a "passare" alla sua nuova condizione sessuale, la costringe a confrontarsi con il ragazzo e con il passato. In caso contrario le negherà l'autorizzazione legale a procedere con l'operazione. Toby, intanto, arrestato per droga e prostituzione, ha bisogno di un padre. Abusato dal patrigno e precocemente orfano di madre, il ragazzo conduce una vita dissipata e promiscua. Sarà Bree a pagare la cauzione e il riscatto per una vita migliore, conducendo Toby in un viaggio di formazione attraverso l'America.
Il film di Duncan Tucker, al suo esordio cinematografico, non ci narra la vita di Bree ma soltanto una parte del suo viaggio. È il racconto di un ritorno, di un riconoscimento, quello di un padre e di un figlio, necessario perchè la vita di entrambi possa procedere. Bree cerca un corpo che anatomicamente corrisponda il corpo vissuto, il sentimento di quel corpo. Toby è alla ricerca di un padre per poter esistere e crescere, per sviluppare se stesso secondo quel modello. Ma perchè avvenga il riconoscimento di Bree da parte del ragazzo sarà la stessa protagonista a doversi determinare e non solo sessualmente. La famiglia di Bree, che non si è mai piegata a quel figlio che sogna di essere una figlia, ne ha plasmato il corpo sociale secondo rappresentazioni culturali più tradizionali. A quel corpo culturalmente modellato nell'apparenza e nell'espressività, Bree si è sempre ribellata fuggendo lontano. Ma per "andare" (avanti) adesso ha bisogno di "tornare" (indietro). E la protagonista potrà dirsi tornata soltanto superando le avversità del viaggio, il figlio e l'uomo che non è più, ma anche quelle dell'arrivo, i genitori e la donna che non è ancora. Alla fine Bree rioccuperà il posto lasciato partendo. Questa volta come donna e come madre. Felice e superlativa l'interpretazione di Felicity Huffman che il doppiaggio italiano renderà afona togliendo allo spettatore tutta la bellezza della trasformazione vocale raggiunta dall'attrice.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 3 maggio 2012
A.n.d.r.e.a.

Cosa rende Transamerica un capolavoro dei nostri tempi? Il suo essere oltre se stesso: non è un film su un uomo che diventa donna, né un film su un padre che ritrova un figlio, ma nemmeno solo un semplice viaggio on the road con musiche magnifiche di sottofondo. Transamerica è tutto questo e molto di più: è un viaggio, questo è vero, attraverso un paese, attraverso se stessi, attraverso le persone [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 febbraio 2016
flashgordon

nothing to say....the stars....

venerdì 26 dicembre 2014
angelo umana

 E’ curioso che la chirurgia possa curare un malessere mentale. Stanley, che ha il nuovo nome di Sabrina, ha schifo per il suo pene, una parte del suo corpo che non può buttare via come non può buttar via la vita di Stanley, che era la sua. Vuole sottoporsi all’operazione di cambio sesso e per questo si fa assistere dall’assistente di un “Centre for psychological [...] Vai alla recensione »

Frasi
Padre Nostro, benedici questo cibo e benedici questo ristorante... e tutti i presenti... e tutti gli altri... proprio tutti !
Una frase di Bree (Felicity Huffman)
dal film Transamerica - a cura di Double P
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

I modelli di narrazione su cui si articola Transamerica sono tra i più classici: il road-movie, il film di strana coppia, la commedia degli equivoci. Lo sono molto meno i suoi protagonisti: un transessuale "pre-op", Bree, che per ottenere l'autorizzazione all'intervento chirurgico da cui uscirà definitivamente donna è costretto a incontrare il figlio teenager concepito ai tempi del college, quando [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Non si accettano proteste, né reclami, né lamenti del tipo: “perché non sono stato avvertito?” o “perché nessuno ne ha parlato?”. Di Transamerica stiamo parlando – a intervalli per non sembrare monomaniaci – esattamente da un anno. Da quando lo abbiamo visto alla Berlinale 2005, inaspettato regalo dopo dieci giorni non proprio esaltanti. Ne abbiamo riparlato quando Felicity Huffman (Lynette delle “Casalingh [...] Vai alla recensione »

Alberto Castellano
Il Mattino

Scortato da vari prestigiosi premi, Transamerica, opera prima di Duncan Tucker, è un gioiello di intelligenza cinematografica, di misura narrativa, di umorismo sofisticato, di tensione umanitaria. È un ennesimo viaggio attraverso l'America, un ennesimo road movie nella provincia americana, un’ennesima avventura esistenziale in coppia. Ma Transamerica porta i segni - positivi e rigeneratori - di quel [...] Vai alla recensione »

Aldo Fittante
Film TV

«Sono un transessuale, non un travestito». Bree, che una volta si chiamava (era) Stanley, ci tiene a rivendicare il suo nuovo stato di corpo in progress, perché sta aspettando di operarsi, di farsi togliere quell’ingombro in mezzo alle gambe che le impedisce di sentirsi donna al cento per cento. «Non trova strano che la chirurgia plastica possa curare un disturbo psichiatrico?»: Bree è anche (soprattutto) [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Dove e come trova il suo equilibrio un uomo che si sente donna al punto di essere pronto a qualsiasi sacrificio pur di trasformarsi in una «lei»? E' il problema di Bree, ex Stanley, che da diciassette anni, fra assunzione di ormoni, sedute di psicoanalisi ed esercizi vocali per alleggerire i toni gravi della voce, lavora a diventare femmina. Ma Transamerica non è, o almeno non è soltanto, la storia [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Voce bassa, gesti incerti, chioma in rivolta, fondotinta dato con la pala. Nel ruolo del trans imbottito di ormoni che sta per cambiare sesso definitivamente, un’attrice meno straordinaria di Felicity Huffman suonerebbe assurda o patetica. L’ex-"casalinga disperata" invece è perfetta, un portento di semplicità e umanità, la vera ragione per non perdere Transamerica.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Genitori e figli. Un rapporto soprattutto in viaggio ("on the road"), da Los Angeles a New York, con una tappa determinane a Phoenix. Però con una singolarità, da cui procede poi tutto il resto: che al padre, Stanley, già vestito da donna con il nome di Bree, manca solo un’ultima operazione per cambiare sesso e che il figlio diciassettenne, Toby, della cui esistenza ha saputo solo adesso, non sa nulla [...] Vai alla recensione »

Marco Giovannini
Ciak

Felicity Huffman guadagna 250 mila dollari a puntata per il ruolo di Lynette, la mamma nervrotica della serie televisiva Desperate Housewives. Tutto il film Transamerica, di cui è la portentosa protagonista, è costato invece un milione di dollari (e suo marito, il grande caratterista William H. Macy, è qui produttore esecutivo). Che Dio continui a proteggere il cinema indipendente americano.

Leonardo Jattarelli
Il Messaggero

James Ivory l’esteta, il perfezionista, come il protagonista del film, uomo ossessionato dall’idea di costruire il suo night club ideale, elegante, sofisticato, una sorta di rifugio nel quale ritrovare un equilibrio perduto. Anche stavolta per La Contessa bianca, il maestro americano costruisce un’impalcatura scenografica di enorme impatto visivo, dal raffinatissimo gusto teatrale, dentro la quale [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ecco, seguendo l'inarrestabile tsunami del nuovo corso, un altro film sui diversi, ovviamente ricoperto di premi. Il beffardo titolo, Transamerica, anticipa lo scabroso tema, affrontato con encomiabile ironia, mischiata a fastidiose concessioni al cattivo gusto, dal coraggioso (ma nemmeno tanto, di questi tempi) e ruffiano esordiente Duncan Tucker, autore anche di soggetto e sceneggiatura.

winner
miglior attrice in un film dram.co
Golden Globes
2006
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