The Village

Film 2004 | Thriller +13

Regia di M. Night Shyamalan. Un film Da vedere 2004 con Joaquin Phoenix, Adrien Brody, Bryce Dallas Howard, William Hurt, Sigourney Weaver. Cast completo Titolo originale: The Village. Genere Thriller - USA, 2004, Uscita cinema venerdì 29 ottobre 2004Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,01 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 10 gennaio 2018

Gli abitanti di un villaggio immerso nei boschi vivono in armonia con la natura isolati dal resto del mondo. Armonia che si infrange di colpo. M. Night Shyamalan ci riprova con una pellicola circondata da mistero e da grandi aspettative, forse troppe. In Italia al Box Office The Village ha incassato 6,6 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,01/5
MYMOVIES 2,67
CRITICA
PUBBLICO 3,34
CONSIGLIATO SÌ
Una fiaba nera che permette di leggere il cuore profondo dell'America e di fotografare le angosce di un'epoca oscura.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 4 settembre 2017
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 4 settembre 2017

Covington, Pennsylvania. Lucius è uno dei giovani più brillanti del Villaggio, luogo di pace isolato da un mondo boscoso, ostile e misterioso, e popolato da creature feroci. Con i mostri gli abitanti del Villaggio hanno stretto un patto: nessuno entrerà nel territorio altrui. Dopo la morte di un giovane, Lucius esprime la volontà di attraversare il bosco per cercare nuove medicine, ma gli anziani del Villaggio non sono d'accordo.

Volendo scegliere un solo titolo della filmografia di M. Night Shyamalan e un solo racconto di finzione capace di sviscerare il sentimento dell'America pre e soprattutto post 11 settembre, la scelta non potrebbe che ricadere su The Village.

Shyamalan ancora una volta utilizza la materia apparentemente meno nobile e più narrativa - come il fumetto supereroistico in Unbreakable - per arrivare a concetti più elevati. In The Village, a essere passati al vaglio ed esibiti in tutte le loro manchevolezze, sono i mali che accompagnano la distorsione del sogno americano post-sessantottino. Ad essere perlustrato è il cuore profondo dell'America, che si rifugia in un villaggio, abbandonando - come fu per i Padri Pellegrini - le città e la loro Babilonia di odio e lussuria. È la psicanalisi di una nazione, condotta attraverso elementi fenotipici come i colori (l'indicibile rosso, il tranquillizzante giallo), che come apparente unica terapia ha la regressione e la rinuncia al progresso, portatore di tentazioni e di morte.

Nel villaggio Shyamalan prova a convogliare tematiche stratificate e complesse mantenendo un profilo basso, ponendosi al servizio della storia. Charles Manson e la conclusione tragica dei Sessanta, il fallimento dell'utopia di poter rifondare una società decidendo cosa sia giusto e cosa sbagliato, la relazione di imprescindibilità dell'America con la violenza e il sangue, la paura del diverso e l'eccesso di difesa che si tramuta in offesa. Tutto trova posto in un'unica fiaba nera, come fu per i fratelli Grimm di Cappuccetto Rosso, a cui l'epilogo fa riferimento in maniera esplicita.
Perché l'apologo morale acquisisce maggior forza se espresso con un linguaggio adatto a un bambino. E ancora una volta Shyamalan regala un ribaltamento sconvolgente nel finale, firma autografa di un cinema che con The Village conferma definitivamente il suo ruolo di cartina di tornasole ideale di un'età buia per la ragione umana, in cui è la paura a dettare le fila del discorso evolutivo e involutivo della specie.

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Recensione di Francesca Pellegrini
mercoledì 10 novembre 2004

America del nord, fine '800: la tranquilla vita degli abitanti di un grazioso villaggio immerso nella foresta, viene sconvolta dall'arrivo di misteriose creature.
Il sesto e attesissimo lungometraggio di M. Night Shyamalan è inferiore alle aspettative. Sembrerebbe che il regista trentaquattrenne di origine indiana, dopo lo strepitoso successo de Il Sesto Senso, riposi un po' troppo sugli allori. Le sue ultime produzioni infatti, si sono rivelate particolarmente deludenti; Unbreakable era oltremodo surreale mentre Signs è stato un vero e proprio flop.
Anche The Villane non è da meno; il film, anche dopo un ora dal suo inizio non riesce a decollare e quindi, nemmeno a catturare l'interesse dello spettatore che aspetta invano un colpo di scena che dia una svolta alla storia. Solo grazie alla geniale e sconcertante sorpresa finale, il film riesce a salvarsi almeno in parte ma con un'idea del genere, poteva nascere un vero e proprio capolavoro.
Per quanto riguarda il cast, solo il bravissimo Adrien Brody riesce ad essere all'altezza; Joaquin Phoenix, volutamente sottotono non piace, mentre Bryce Dallas Howard non è molto credibile come non vedente.
Probabilmente questo thriller, è stato anche un progetto per lanciare la giovane Bryce Dallas, figlia del regista Ron Howard, che alla fine si è svelata come unica protagonista del film, nonostante la sua interpretazione non fosse nulla di eclatante.

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Thriller suggestivo e ben girato che conferma la capacità del regista di stupire a breve termine.
Recensione di Giovanni Idili

M. Night Shyamalan ci riprova con una pellicola circondata da mistero e da grandi aspettative, forse troppe. Il thriller è ben girato e suggestivo ma purtroppo a questi pregi si devono aggiungere alcuni intoppi nella trama che incespica su se stessa troppo a lungo relegando il film nel limbo dei titoli che potevano essere qualcosa di più.
Gli abitanti di un villaggio simil-luterano immerso nei boschi vivono in armonia con la natura isolati dal resto del mondo. Non per tutti l'isolamento è una scelta, in quanto da tempi immemorabili l'ingresso nei boschi, popolati da misteriose creature, è vietato. Il giovane Lucius, insofferente verso una tale imposizione, sfiderà il divieto e risveglierà i tanto temuti esseri silvani.
Il regista conferma la sua capacità di stupire a breve termine ma fa credere allo spettatore, illudendolo, che gli offrirà un banchetto completo per poi sfiancarlo a furia di antipasti. L'assurda montatura pubblicitaria del film, nel poco onesto tentativo di attirare il maggior numero di spettatori giocando sporco sul confine tra thriller e horror, ne ingrandisce i difetti. Forse nel compulsivo tentativo di stupire a tutti i costi, la storia narrata deraglia verso territori che lasciano lo spettatore insoddisfatto, o addirittura con la sensazione di essere stato preso in giro. Il film ha indubbiamente dei pregi come thriller, ma rientrano tutti nelle due stelline di valutazione.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 3 ottobre 2011
alessio75

il film inizia creando aspettative horror-thriller e sfocia in una metafora sul prezzo da pagare per la libertà,non intesa in valore assoluto bensì quella libertà egoistica della quale tutti noi (come la piccola comunità del film) abbiamo una visione personale. Ho trovato vi siano delle similitudini con il film "the beach" similitudini non stilistiche ma concettuali, in entrambi i film emerge infatti [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Perchè non riesci a dire quello che hai nella testa? Perchè non riesci a smettere di dire quello che hai nella tua? Perchè prendi l'iniziativa quando voglio averla io? Se voglio danzare, sarò io a chiederti di danzare; se voglio parlare, io aprirò la bocca e ti parlerò. Tutti continuano a tormentarmi perchè parli di più, perchè poi? A che serve dire che ti penso dall'istante in cui mi sveglio? Che può venire di buono se dico che talvolta non riesco ad essere lucido o non posso lavorare bene? Che cosa cambia mai se riesco a dirti che ho paura come tutti gli altri solo quando penso che tu possa essere in pericolo? E' per questo che sono sotto questo portico, Ivy Walker, la tua incolumità viene prima di quella degli altri. E .. si! Voglio danzare con te al nostro matrimonio!"
Una frase di Lucius Hunt (Joaquin Phoenix)
dal film The Village - a cura di Laura
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

A pensarci, sembra strano: oggi è un regista nato a Madras il migliore erede della tradizione del "gotico" americano. Non solo; l'ultimo film del trentaquattrenne cineasta indiano rappresenta forse l'allegoria più riuscita, esatta ed efficace sulla tragedia dell'11 settembre. Eppure, M.Night Shyamalan ambienta The Village alla fine dell'800, in una piccola comunità rurale americana isolata dal resto [...] Vai alla recensione »

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