| Titolo originale | El maquinista |
| Anno | 2004 |
| Genere | Horror |
| Produzione | Spagna |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Brad Anderson |
| Attori | Christian Bale, Jennifer Jason Leigh, Aitana Sánchez-Gijón, John Sharian, Michael Ironside Lawrence Gilliard Jr., Reg E. Cathey, Anna Massey, Matthew Romero Moore, Robert Long (II), Colin Stinton, Craig Stevenson, Ferran Lahoz, Jeremy Xido, Norman Bell. |
| Uscita | venerdì 19 novembre 2004 |
| MYmonetro | 3,51 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 10 gennaio 2012
Non dormire da un anno e continuare a gestire la propria vita senza affanni. Praticamente impossibile. In Italia al Box Office L'uomo senza sonno ha incassato 1,5 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Trevor Resnik è colpito da un attacco di insonnia particolarmente lungo: non dorme da un anno. Quando una amniotica routine fatta di lavoro e sesso a pagamento sarà perturbata da anomali accadimenti, l'uomo, già abbastanza sciupato di suo, si troverà a dubitare di chiunque: le risposte tarderanno ad arrivare. Il film non appare semplicemente lento bensì proiettato al rallentatore. Evitando battute che il titolo servirebbe su un piatto d'argento è impossibile non constatare una flemma sovrannaturale. Il tentativo di trasmettere il perenne stato di semi-coscienza in cui galleggia il protagonista è fin troppo riuscito, con la conseguenza di gettare a più riprese in uno stato di dormiveglia anche lo spettatore più "fresco" della sala, impotente dinnanzi a sequenze protratte oltre il limite del poetico. L'effetto di sospensione tra onirico e reale regala di contro al girato un'atmosfera che riesce ad essere comunque efficace, grazie anche alla buona prova di un Christian Bale ridotto all'osso ma particolarmente ispirato. Reminescenze da tunnel degli orrori e sferraglianti trovate visive aiuteranno inoltre la pellicola a non colare impietosamente a picco nel mare dell'oblio. Nonostante tali considerazioni e un promettente soggetto, il titolo delude, rivelando un plot a tratti appena intrigante, a tratti assolutamente deludente. Colpi di scena avvolti da una patina di scontato e palese carenza di solidi fondamenti riguardo i cardini dell'intreccio, tarpano le già deboli ali di questa sonnacchiosa opera. Solo scorci di talento registico (da evitare comunque paragoni azzardati) offrono dunque al titolo una fiera cavalcata sull'onda della mediocrità.
Chiudere i film non è facile. Nemmeno farli, sia chiaro, ma quante pellicole sono state rovinate da finali non all'altezza? Nel genere thriller/horror, il plot è spesso un pro forma, un inutile orpello per permettere ai protagonisti di mietere vittime e perpetrare le peggiori nefandezze, ma nella sottospecie degli horror "psicologici", di matrice kafkiana, quale è questo The Machnist (nella versione italiana sarà L'uomo senza sonno... titolisti scatenati quest'anno eh?), la storia diventa più importante, un lento e inesorabile avvicinarsi alla rivelazione finale, epifania e chiarificatrice... La messa in scena di Anderson, perfetta formalmente, si dipana per 90 minuti che sembrano durare un'eternità, ma non, come si potrebbe sperare, per l'oppressione che attanaglia lo spettatore, ma, più prosaicamente, per la noia che ghermisce lo stesso e lo porta all'obbiettivo costantemente mancato dal protagonista del film: dormire.
Esistono pellicole che vengono ricordate per le eccelse performance dei protagonisti, più che per altri motivi e sicuramente, la ragione per cui, comunque, The Machnist sarà consegnato agli annali del cinema, è la prova di uno smunto, scheletrico, diafano Christian Bale, sempre a suo agio in parti "off" (Equilibrium, Velvet Goldmine, American Psycho in testa e, speriamo, nel prossimo Barman) ma qui oggettivamente irriconoscibile e davvero straordinario. 45k di pura classe, che francamente, sembrano sprecati in una pellicola così banale e traboccante cliché. Il livello attoriale è mantenuto ad alti livelli da Jennifer Jason Leigh, che incarna perfettamente un personaggio che unisce aggressività e vulnerabilità, ma in generale, tutto si può dire del film, tranne che sia mal recitato. L'ottima fotografia di Xavi Jimenez rende giustizia ai dettami stilistici scelti, ma quello che delude è proprio la storia in sé. Il problema è che manca del tutto l'originalità nello script, il guizzo dell'autore, la trovata geniale, il finale spiazzante. Troppi indizi evidenti sono disseminati lungo il film e ben poca cosa è la sorpresa che chiude il cerchio e l'incubo del protagonista. Peccato, stavolta la forma non salva il contenuto e The Machnist è in gran parte, un'occasione sprecata. Ma Bale, tutto sommato, un biglietto lo vale.
Thriller psicologico di alto impatto interpretato da un Christian Bale scheletrico e irriconoscibile. E' ormai da un anno che Trevor Reznik non dorme e le sofferenza dell'insonnia lo ha ridotto a un'ombra, la sua vita è paranoica, il suo lavoro è alienante e le ambientazioni sono grigie e cupe. Decide così di intraprendere un viaggio interiore affrontando il proprio [...] Vai alla recensione »
Che film intenso e snervante, perturbante e ricco di talento, livido e ipnotico è L'uomo senza sonno, inedito esempio di thriller paranoico che prima ti fa credere di essere una cosa, poi si rivela qualcosa d'altro. In una squallida città dell'America profonda, l'operaio Trevor Retznik non riesce a dormire da un anno. Ormai spettro di se stesso, incontra uno strano individuo, che somiglia come una [...] Vai alla recensione »