| Titolo originale | La femme de Gilles |
| Anno | 2004 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Belgio |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Frédéric Fonteyne |
| Attori | Emmanuelle Devos, Clovis Cornillac, Laura Smet, Alice Verlinden, Chloé Verlinden . |
| Uscita | venerdì 15 aprile 2005 |
| MYmonetro | 3,22 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 21 dicembre 2012
Il film è ambientato negli anni Trenta in un ambiente operaio. È la storia di Elisa, moglie di Gilles. Gilles lavora agli altiforni, alcune volte di giorno, altre di notte. Un altoforno non si ferma mai. In Italia al Box Office La donna di Gilles ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 176 mila euro e 36,8 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Una scena d'amore, le api sui fiori, i panni appesi, il vino sulla tavola.
Si respira aria di natura e di vero cinema in Femme de Gilles di Frederic Fonteyne, autore de "La liaison pornographique", che ambienta nella campagna francese, fra le due guerre, una storia d'amore apparentemente come molte altre, trasformandola lentamente in una perversione sentimentale. Elisa e Gilles sono felicemente sposati, hanno due figlie e una in arrivo.
Improvvisamente fra loro qualcosa si rompe. Dei piccoli segnali, dei sospetti, e la gelosia che nasce dentro. Fra Gilles e Victorine, sorella di Elisa, c'è una relazione. Una relazione intensa e morbosa che condurrà Elisa a una scelta difficile.
I primi dieci minuti del film sono raccontati con le immagini, il dialogo scompare, e la semplicità di una camera fissa, dipinge la scena come un quadro, raccontando l'antefatto. Elisa, interpretata da una grandissima Emmanuelle Devos (presente in concorso anche nel film di Desplechin I re e le regine), ancora non sa, e il regista ci fa percepire con dei primi piani strettissimi e con i controcampi, gli atteggiamenti e la lenta presa di coscienza della situazione.
Nella seconda parte, quando il tradimento è ormai conclamato, Fonteyne mette troppa carne al fuoco, rischiando inevitabilmente di rompere la magia costruita fino a quel momento, per arrivare a un finale sublime e drammatico che ha il sapore della libertà.
Il regista francese conferma, comunque, le sue personali interpretazioni del rapporto uomo-donna, ribaltando le regole canoniche e mantenendo sempre uno stile leggero mai sopra le righe.
10 alla regia di questo film e 10 alla parte tecnica. Nella campagna del belgio vallone una donna e madre di tre figli scopre che il marito è innamorato della giovane sorella; appurata la veridicità del sospetto, diviene complice del marito in un malato tentativo di fargli dimenticare le pene d'amore. Una fotografia straordinaria e un'interprete in stato di grazia: dall'inizio [...] Vai alla recensione »
Il desiderio nasce così, da un niente». Quello di Giles per la giovane cognata Victorine irrompe, improvviso e violento, vedendo la piccola bocca rossa di lei aprirsi per lasciar passare la punta della lingua. Gilles cerca di non pensarci. Ma «la puttanella» alza la testa: «Era di quelle che capiscono al volo e non si lasciano sfuggire l’occasione».