| Titolo originale | 28 days later |
| Anno | 2002 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | Gran Bretagna, Paesi Bassi |
| Durata | 112 minuti |
| Regia di | Danny Boyle |
| Attori | Cillian Murphy, Christopher Eccleston, Naomie Harris, Brendan Gleeson, Ricci Harnett . |
| Uscita | venerdì 13 giugno 2003 |
| Tag | Da vedere 2002 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| MYmonetro | 3,02 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 25 luglio 2019
Argomenti: Virus 28 giorni dopo
Londra. Un gruppo di animalisti liberano degli scimpanzè affetti da un virus misterioso. 28 giorni dopo la metropoli inglese sembra diventata una città fantasma. In Italia al Box Office 28 giorni dopo ha incassato 1,1 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Inghilterra, oggi.Durante un blitz un gruppo di animalisti irrompe in un laboratorio dove alcuni scimpanzè vengono sottoposti alla visione forzata di immagini violente. Il ricercatore che studia le cavie avverte gli attivisti che gli animali sono affetti da un virus sconosciuto e pericoloso. Malgrado ciò, i membri del commando decidono di liberare gli animali, da cui vengono immediatamente attaccati. 28 giorni dopo, Jim si risveglia in una Londra deserta e spettrale. La città sembra deserta e Jim vaga alla ricerca di esseri umani. E' solo l'inizio di un'avventura dai risvolti terrificanti, dove l'uomo civilizzato si conferma come la belva peggiore...
Dopo un paio di film sbagliati, Danny "Trainspotting" Boyle torna a far centro.
Il regista presenta un horror a basso costo e girato in digitale che dà punti a molte produzioni miliardarie. Tutto già visto, intendiamoci,con profluvi di citazioni (da Romero alla serie Tv "i Sopravvissuti") a volte decisamente perdenti rispetto agli originali. Ma almeno c'è un bel senso del ritmo, interpreti funzionali alla narrazione, qualche azzeccata soluzione di montaggio e una notevole colonna sonora. E qualche brivido è assicurato. Piacevole.
Millenarista e permeato di un cupo pessimismo, l'ultimo dell'autore di Trainspotting> e The beach, risulta essere uno dei migliori film di quest'ultimo scorcio di stagione. La concomitanza con la recente epidemia di Sars, che ha atterrito mezzo mondo rende il film ancor più sinistro di quelle che erano le intenzioni del regista (che usa una telecamera digitale che rende sporca e sgranata ogni inquadratura) e degli sceneggiatori. A metà tra Resident Evil e L'esercito delle 12 scimmie, 28 giorni dopo ha un incipit spettacolare: appena risvegliatosi dopo un incidente il protagonista, si trova a percorrere le strade deserte di una Londra mai così spettrale, desolata, livida ma al tempo stesso vera e credibile. Un paio di anni fa si era fatta una gran cagnara per una sequenza dell'orrendo Vannila sky nella quale Tom Cruise percorreva da solo un tratto di strada deserto nel cuore di New York; ma il risultato ottenuto da Boyle va al di là di qualsiasi aspettativa: chilometri e chilometri, rappresentati con una efficace panoramica, senza poter scorgere anima viva. A suo modo, freddamente spettacolare. La seconda parte del film, più basata sull'azione e sullo splatter, con numerosi scontri a fuoco e scene raccapriccianti, è meno valida, ma l'insieme complessivo è altamente godibile e nettamente superiore ai film del genere prodotti in America. Aperto con uno sberleffo alle forze animaliste (è a causa della loro azione che il contagio si diffonde), il film proietta una luce cupa sulla società moderna, in cui il detto "homo homini lupus" è quantomai attuale e problematico, lasciando all'amore e al sentimento l'unico appiglio per i sopravvissuti. Dolente e drammatico, 28 giorni dopo è sicuramente, sia grazie al riuscito plot, sia grazie alle performance di attori non troppo conosciuti ma validissimi, una boccata d'aria fresca in un panorama alquanto desolante per originalità e bellezza
Un gruppo di animalisti irrompe in un laboratorio in cui vengono praticati degli esperimenti sugli animali riuscendo a liberare delle scimmie portatrici di un pericolosissimo virus.Ventotto giorni dopo un ragazzo in coma di nome Jim si sveglia in una Londra deserta e abbandonata.Boyle si cimenta in un horror che riesce a non cadere nelle solite banalità del genere.
Danny Boyle appartiene a quella categoria di registi per i quali "piccolo è bello". Ci aveva sorpresi con Piccoli omicidi tra amici e Trainspotting; delusi nella trasferta hollywoodiana, dirigendo superproduzioni per star (Di Caprio) come The Beach; ora torna a casa, a girare un film quasi umile (digitale, basso costo, nessun divo) ma che rischia di diventare un cult.