| Anno | 1996 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Italia |
| Durata | 130 minuti |
| Regia di | Sergio Citti |
| Attori | Silvio Orlando, Rolf Zacher, Patrick Bauchau, Gastone Moschin, Laura Betti, Franco Citti Mario Cipriani, Ninetto Davoli, Brigitte Christensen, Elide Melli, Sasha Altea, Vera Gemma, Nadia Carlomagno. |
| Uscita | venerdì 20 gennaio 2006 |
| MYmonetro | 2,89 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Tre artisti di circo prendono il posto dei Re Magi in un presepe vivente. Da un'idea di Pasolini una metafora sul nostro paese travolto dai falsi valori. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office I magi randagi ha incassato 192 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Tre artisti di circo, senza circo e senza animali girano i paesi facendo uno spettacolino grottesco: ognuno di loro imita un animale coi relativi significati. Accettano di fare i Re Magi in un presepe vivente. Si immedesimano a tal punto nella parte che si mettono alla ricerca della stella cometa. Un soggetto poetico con qualche buon valore di partenza: non è casuale che questa fosse una vecchia idea di Pasolini. La metafora è chiara, il nostro paese così pieno di fantasia storica e naturale, travolto da falsi valori che non gli appartengono, sarebbe costretto al sogno. Apprezzamento per Bauchau, e anche per l'onnipresente Orlando, finalmente in un ruolo adatto.
Premiato nel 1997 ai Nastro d'Argento per miglior soggetto originale. Tre saltimbanchi vengono messi in fuga da un pubblico indignato che da fuoco al loro tendone. Trovano posto in un presepe vivente dove interpretano i Magi. Questa volta la loro interpretazione è così ben riuscita che convincono gli abitanti a mettere al mondo nuovi bambini.
Nato da un vecchio progetto anche di Pasolini e popolato di attori pasoliniani (Laura Betti, Ninetto Davoli, Franco Citti, Mario Cipriani che era il protagonista de La ricotta), scritto e diretto da Sergio Citti, I magi randagi è un bel film fiabesco ricco di realtà italiana, incantato, inconsueto e divertente, riuscito: e pienamente segnato dallo stile personalissimo dell'autore, certo non cancellabile [...] Vai alla recensione »