Mariti e mogli

Film 1992 | Commedia 107 min.

Titolo originaleHusbands and Wives
Anno1992
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata107 minuti
Regia diWoody Allen
AttoriJuliette Lewis, Mia Farrow, Woody Allen, Judy Davis, Liam Neeson, Sydney Pollack Lysette Anthony, Cristi Conaway, Timothy Jerome, Ron Rifkin, Bruce Jay Friedman, Jeffrey Kurland, Benno Schmidt, Nick Metropolis, Rebecca Glenn, Fred Melamed.
TagDa vedere 1992
MYmonetro 3,50 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Woody Allen. Un film Da vedere 1992 con Juliette Lewis, Mia Farrow, Woody Allen, Judy Davis, Liam Neeson, Sydney Pollack. Cast completo Titolo originale: Husbands and Wives. Genere Commedia - USA, 1992, durata 107 minuti. - MYmonetro 3,50 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 4 novembre 2009

Woody e Mia sono marito e moglie apparentemente senza problemi sentimentali. Una sera ricevono i loro due migliori amici Jack e Sally, coppia a prova ... Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, Al Box Office Usa Mariti e mogli ha incassato 6,4 milioni di dollari .

Mariti e mogli è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ

Woody e Mia sono marito e moglie apparentemente senza problemi sentimentali. Una sera ricevono i loro due migliori amici Jack e Sally, coppia a prova di bomba. I due, sorridendo, annunciano che stanno per separarsi, ma va tutto bene, lo hanno deciso insieme, non ci saranno drammi, è la scelta migliore per tutti. Ma gli "Allen" precipitano nello sconforto. In realtà la separazione è dolorosissima. Lei, Sally, litiga continuamente con l'ex marito, lo controlla e non riesce a frequentare nessuno decentemente. Lui, Jack, fa quello che fanno tutti i separati di mezza età, si trova una ragazzina. Woody dal canto suo viene coinvolto da una sua allieva diciottenne, un vero demonietto di intelligenza e squisita perversione. "Mia" a sua volta finge di ignorare un intellettuale inglese ma, da brava gattina morta e finta acqua cheta, medita il tradimento. I rapporti si intrecciano e alla fine la coppia che si era separata si ricompone e gli "Allen" si separano.

Giancarlo Zappoli

Gabe e Judy stanno aspettando una coppia di amici, Jack e Sally, per uscire insieme a cena. Quando i due giungono comunicano loro una notizia che li scuote profondamente: hanno deciso di separarsi. Judy, in particolare, è molto turbata. Lei e Gabe sono sposati da circa 10 anni. Judy lavora per una rivista d'arte, ha una figlia nata dal suo precedente matrimonio con un architetto mentre Gabe è un professore di scrittura creativa e, per parte sua, uno scrittore apprezzato. Entrambi sono fedeli l'uno all'altra. Lui, prima di sposarla aveva avuto una relazione con una ragazza estremamente sensuale che alla fine si era distrutta al punto di finire al manicomio. La separazione degli amici innesca un percorso di riflessione sulla loro coppia e, complessivamente, sulle vicende dell'amore. Il tutto è articolato come una lunga intervista che vede alternarsi momenti di vita a interventi di commento dei protagonisti.
Gabe non vuole figli mentre Judy comincia ad avere dubbi sulla tenuta del loro matrimonio. Intanto si scopre che Jack non aveva rinunciato a rapporti con prostitute di alto livello. Sally intanto si rivela come un'intellettuale pronta a criticare tutto e tutti, convinta di dover sempre avere l'ultima parola su qualsiasi argomento ma incapace di accettare la solitudine. A tre settimane dalla separazione Jack ha già una relazione con Sam, la sua insegnante di aerobica, vegetariana e patita per l'astrologia. Sally, per parte sua, cerca di uscire con un collega ma non riesce a fare a meno di recriminare telefonicamente con Jack anche in presenza dell'amico. Judy, per aiutarla, le presenta un proprio compagno di lavoro: Michael. Intanto Gabe ha scoperto un grande talento in una studentessa, Rain (il cui nome è un omaggio a Rilke). La ragazza lo tiene in altissima considerazione. I due cominciano a incontrarsi e Rain riesce a convincerlo a farle leggere il dattiloscritto del suo nuovo romanzo. La ragazza, che sta per compiere i ventun'anni, racconta di essere stata con un amico del padre e, contemporaneamente, con il padre di una sua compagna. Per trovare una soluzione ai suoi conflitti si era rivolta a un'analista che, a sua volta, si era innamorato di lei. Ora che la ragazza ha scelto un coetaneo il medico vorrebbe che restasse con lui. Gabe è affascinato da Rain e, durante la festa per il suo compleanno e su sua esplicita richiesta, la bacia. È però ben cosciente di non poter avviare una relazione con lei. Nel frattempo Sally cerca di iniziare un rapporto con Michael mentre Judy scopre di essere attratta dal collega. Una notte Jack, che ha avuto un violento alterco con Sam della quale ha potuto valutare la pochezza intellettuale, irrompe in casa della moglie e vi trova Michael. Le dichiara di non poter stare senza di lei e trova un terreno favorevole perché la donna ha scoperto di avere difficoltà ad abbandonarsi con il pur comprensivo Michael.
Ora è Judy che cerca di consolare Michael scoprendo di esserne innamorata e lasciando Gabe che esce di gara, come dichiara, "per non soffrire e non far soffrire".
Chi è volpe e chi porcospino? E questa la domanda che la nevrotica Sally si pone mentre dovrebbe abbandonarsi al piacere del rapporto amoroso con l'aitante e romantico Michael. Al bisogno di catalogazione non si sfugge, in un mondo che invece è sempre meno disposto a farsi ingabbiare in schemi ormai consunti. Nel momento in cui il rapporto con Mia Farrow sta per esplodere con accuse e controaccuse molto pesanti Allen sembra "rompere" con il passato. Non solo la mappa dei sentimenti non è più consultabile sperando di trovarvi delle coordinate leggibili ma anche quella prodotta dell'Occhio della macchina da presa è assolutamente instabile. È una camera a mano totalmente priva di qualsiasi obbligo di coordinazione quella di Allen in questo film, che distrugge qualsiasi regola linguistica non per mettere in atto un pallido tentativo di imitazione del cinema della Nouvelle Vague (e di Godard in particolare) ma per fare dell'occhio che registra le vicende una rètina che cerca di cogliere le tensioni, gli strappi, le aporie di una realtà che, forse, è intrinsecamente illeggibile. Allen si pone per primo il problema di una scelta così radicale e fa inserire nei contenitori delle bobine del film una lettera ai proizionisti che suona in questi termini: " Vi invio questa nota affinché voi non vi preoccupiate la prima volta che proietterete Mariti e mogli. Innanzi tutto non pensate di aver sbagliato qualcosa se scoprite che tutto il sonoro si trova sulla pista centrale e che nessun segnale complementare passa negli altoparlanti di destra, di sinistra o di fondo sala. Il motivo per cui il film è stato comunque realizzato in Dolby stereo è legato alla resa delle frequenze e alla vasta gamma dinamica. Al pari non crediate di aver ricevuto una copia difettosa se notate dei salti di montaggio, delle uscite di quadro intempestive o dei difetti di messa a fuoco. Si tratta di scelte deliberate che contribuiscono all'aspetto "documentario" o di "cinema-verità" del film."
Ormai neanche la forma-documentario riesce più a rendere le dinamiche di un cuore che ""non s'intende di logica". Solo "bloccando" i protagonisti in posa si riescono ad ottenere delle "dichiarazioni" che rileggono il passato smascherando con l'impietosità del primo piano tensioni interiori non risolte. Il cinema "morale" di Allen ha ormai la certezza di un'irrimediabile irriducibilità della Morale a categorie. Se Irmy, in Ombre e nebbia, aveva chiesto a Kleinman dopo l'unico rapporto mercenario :"Mi si può definire puttana?" e lui le aveva risposto: "No, se non guardi sul vocabolario" come definire Rain? Battezzata così in omaggio a Rilke (uno dei poeti più amati da Allen) e pronta a farsi baciare dal professore che è decisamente più anziano di suo padre mentre fuori infuria la "pioggia" di un temporale la ventunenne aspirante scrittrice (titolo del racconto "Il sesso orale e l'era della decostruzione") è molto di più di una ragazzina infatuata del professore. È qualcuno che ha attraversato le esperienze più complesse (un amico del padre, il padre di un'amica, il maturo psicanalista, un coetaneo) apparentemente indenne "dentro" ma forse invece segnata profondamente da un paradossale indifferentismo innocente che forse le farà scalare le classifiche dei best seller. La ragazza è la cartina al tornasole, il reagente chimico che permette di leggere il confuso dibattersi nei labirinti del sentimento degli "adulti'. Non a caso a Judy si attribuisce una figlia di primo letto che non entra mai in scena. A Gabe viene diagnosticata esplicitamente ma tutti i personaggi sembrano avere una "zona autodistruttiva" con cui misurarsi. Le "botte di vita" di Jack, la fondamentale insicurezza di una donna "decisa" come Sally che torna col marito imparando l'arte di "mettere pezze" sul rapporto, la vittimistica determinazione di Judy che "vuole e non vuole" (vedi l'argomento della maternità) con grande puntualità, fanno tutte parte di un quadro ormai intimamente spezzato. Se lo scienziato (che ricorda da vicino il professor Levy di Crimini e misfatti) afferma in apertura, in un programma televisivo, che Dio "non gioca a dadi con l'umanità" la replica di Gabe, che dà il via all'azione del film, è precisa: " No, Dio gioca solo a nascondino". Per non soffrire e non far soffrire allora non c'è più alcun punto fermo cui fare riferimento. L'occhio del cuore e quello della mente non possono che vagare rischiando dei pericolosi "fuori fuoco'. Si pensi in proposito al rapporto di Jack con Sam, fondamentalmente inappagante se rapportato a quello solo apparentemente analogo di Arthur e Pearl in Interiors. I jump cut (montaggio saltellante) dell'affettività debbono misurarsi con la voglia di rischio e con la certezza dell'invecchiamento.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Quarantadue personaggi in questa disinibita e nevrotica commedia, opus n. 21 (e mezzo) di Allen, ma sono sette quelli che contano: due coppie di maturi coniugi (Allen-Farrow, Pollack-Davis) e tre giovani sfusi: Lewis, Anthony e Neeson. Struttura a rima: si comincia con una delle due coppie che si separa e si chiude con la separazione dell'altra coppia, mentre la prima si ricompone. Curiosamente per un film sulla crisi di coppia, mancano i figli, i parenti, la famiglia, se si toglie quella di Rain (Lewis) con cui, però, si passa a una generazione più anziana. Manca il contesto sociale. Segni di penuria narrativa o di una fase di turbato dissesto? Che dire di Carlo Di Palma, dal 1986 complice di Allen, costretto a muovere a schiaffi la cinepresa per seguire i movimenti degli attori o il ping-pong dei dialoghi e a insistere sulle testimonianze frontali in piano ravvicinato? La sciattezza voluta della scrittura e il suo premeditato disordine vorrebbero essere l'equivalente della confusione in cui si dibattono i personaggi, ma se l'intenzione è ironica, non è quasi mai risolta. Sfocati i personaggi maschili (Allen compreso), scintillante il reparto femminile tra cui spiccano la Davis e la giovane Lewis.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 26 settembre 2012
fedeleto

Gabe e Judy sono una coppia stabile che rimane traumatizzata quando una coppia di loro amici decide di separarsi.L'assurdo del caso arrivera' a far si che la coppia di loro amici provera' una vita extraconiugale e invece Gabe e Judy arriveranno al divorzio quando si innamoreranno di altre persone,ma alla fine Gabe rimarra' da solo.

domenica 20 settembre 2015
IuriV

Storia di due coppie di amici alle prese con le difficoltà del matrimonio. Quando Jack e Sally annunceranno il desiderio di separazione, molte certezze costruite fino a quel momento dai loro due amici si riveleranno artificiose e l'intera istituzione subirà duri colpi. L'aspetto più interessante di questo film sta nello spirito documentaristico con cui è stato girato.

Frasi
Fidati di me: è Re Lear, non Lehar. Shakespeare non ha mai scritto Re Lehar.
Lo so, signor intellettuale, ma pensavo che Lehar avesse scritto la musica.
Dialogo tra Sam (Lysette Anthony) - Jack (Sydney Pollack)
dal film Mariti e mogli
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Irene Bignardi
La Repubblica

Dimenticate il recente scandalo pompato dalla cronaca rosa-nera. Mariti e mogli è uno dei grandi film di Woody Allen, da godere - e soffrire - in quanto tale. È anche un film su Woody Allen e il suo love-affair con la figliastra Soon Yi? Certamente, nello stesso senso in cui Monsieur Flaubert poteva affermare: “Madame Bovary c’est moi”. Ma il gusto voyeuristico di andare a spiare in casa Allen-Farrow [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Gabe e Judy (Woody Allen e Mia Farrow), insieme da una decina d'anni, formano una coppia in apparenza senza problemi. Mai uno screzio, stessi interessi, un solo piccolo contrasto: lei vorrebbe un figlio, lui no. Sembra altrettanto solido anche il rapporto tra Jack e Sally, i loro migliori amici, ma non è così. E infatti, all'improvviso, i due rendono nota la decisione di separarsi, senza un motivo [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Un televisore con vecchie immagini di Albert Einstein, intanto una voce fuori campo ricorda la sua frase celeberrima «Dio non gioca a dadi con l'universo»: così inizia Mariti e mogli. L'inquadratura è poco accurata, tremolante. Ha l'aria d'esser casuale. «Forse non a dadi - commenta Gabe, su cui si sposta la macchina da presa con un breve movimento verso destra -, ma certo Dio gioca almeno a rimpiattino.» [...] Vai alla recensione »

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