| Titolo originale | Dahong Denglong Gaogao Gua |
| Anno | 1991 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Cina |
| Durata | 125 minuti |
| Regia di | Zhang Yimou |
| Attori | Li Gong, He Caifei, Cao Cuifeng, Jin Shuyuan, Jingwu Ma, Kong Lin Ding Weimin, Cui Zhihgang, Chu Xiao, Cao Zhengyin, Qi Zhao (II). |
| Tag | Da vedere 1991 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 4,05 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 13 marzo 2015
Può essere considerato senz'altro un capolavoro, questo di Zhang Yimou. Un regista che ha già realizzato due opere come Sorgo rosso e Ju Dou e che può essere confrontato, pur non essendo giapponese, al grande Akira Kurosawa. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Lanterne rosse ha incassato 2,2 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Può essere considerato senz'altro un capolavoro, questo di Zhang Yimou. Un regista che ha già realizzato due opere come Sorgo rosso e Ju Dou e che può essere confrontato, pur non essendo giapponese, al grande Akira Kurosawa. Siamo in Cina negli anni Venti. Un ricco cinese si sposa per la quarta volta. Tutte le mogli vivono nell'immensa dimora. La vita matrimoniale è scandita dalle lanterne rosse, che vengono accese davanti alla stanza della prescelta per la notte. Si innescano così gelosie e competizioni, anche mortali. Il film è da ritenersi un capolavoro soprattutto formale. Le riprese sono simmetriche, secondo lo stile dei grandi fotografi, quale, appunto, il regista è stato.
Nella Cina degli anni '20 Soniglian, una ragazza di diciannove anni, accetta di sposare il ricco Chen Zuoqin, discendente di una nobile dinastia, divenendo così la sua quarta moglie. Nel palazzo di Chen abitano anche le altre tre consorti dell'uomo; ogni sera, il padrone fa accendere delle lanterne rosse davanti all'appartamento di una delle sue quattro mogli, scegliendo così con quale di loro trascorrerà la notte.
Premiato con il Leone d'Argento al Festival di Venezia del 1991, Lanterne rosse è il film che ha consacrato sulla scena internazionale il regista Zhang Yimou. Tratta dal romanzo Mogli e concubine di Su Tong, la pellicola è ambientata nella Cina degli anni '20 e racconta la storia della giovane Soniglian (Gong Li), una ragazza che, per sfuggire alla povertà, decide di diventare una delle concubine del ricco Chen Zuoqin (Ma Jingwu); il titolo fa riferimento alla lanterne rosse che, secondo un antico rituale, indicavano la donna che avrebbe goduto del privilegio di passare la notte con il proprio marito e padrone. Ed è proprio questo "privilegio", fonte di prestigio e di autorevolezza, l'oggetto di contesa fra le varie protagoniste del film, sullo sfondo di una Cina arcaica ancora prigioniera delle proprie radicate tradizioni e di un rigido ed inviolabile codice di comportamento.
La trama, sviluppata nell'arco di un anno, si svolge interamente fra le mura del palazzo di Chen, in uno scenario circoscritto e opprimente suddiviso fra gli appartamenti delle quattro "signore" della casa: la matura Yuru (Jin Shuyuan), la gentile ma ambigua Zhuoyun (Cao Cuifen) e l'attraente Meishan (He Caifei), un'ex cantante d'opera invidiosa della bellezza dell'ultima arrivata, Soniglian. Le feroci rivalità fra le quattro mogli innescheranno un pericoloso gioco di seduzione e di inganni nel quale i reciproci rapporti di potere si sovvertiranno continuamente, dando vita ad una spietata guerra psicologica segnata da tensioni e gelosie. In questo modo, Zhang Yimou analizza l'inflessibile sistema delle gerarchie sociali e sessuali della Cina mettendo in scena una serie di antinomie basilari (uomini / donne, padroni / servi).
Allo splendore formale della ricostruzione (eccellenti le scenografie e i costumi) corrisponde una narrazione asciutta ed equilibrata, ma capace di delineare con sorprendente vitalità i caratteri e le psicologie dei vari personaggi e la loro progressiva disumanizzazione (come afferma con amarezza Soniglian, in quel palazzo non ci sono esseri umani, ma soltanto topi, gatti e cani che si combattono l'un l'altro), in una competizione serrata e dall'esito quanto mai tragico. Straordinaria la fotografia di Zhao Fei, che si avvale di un magistrale utilizzo dei colori, e una menzione speciale per la bravissima attrice cinese Gong Li nel ruolo della Quarta Signora. Molto apprezzato dai critici alla sua uscita, Lanterne rosse resta senza dubbio il film più acclamato nella carriera di Zhang Yimou ed una delle migliori opere del cinema orientale degli ultimi decenni.
Benchè non si tratti del terzo capitolo della trilogia di Krzysztof Kieślowski, il film che ha consacrato Yimou al mondo del cinema occidentale è da considerarsi a tutti gli effetti un "film rosso". Come più volte già ripetuto in molte interviste dallo stesso regista, nella simbologia cinese il rosso è un colore triatico indicante il rosso del sangue del parto, il rosso passione e il rosso spento [...] Vai alla recensione »
Rosse sono le lanterne che danno titolo all’ultimo film di Zhang Yimou. Rosso era il sorgo del suo primo film(Sorgo rosso, 1988). Rossi erano, allora, l’abito e il velo di una sposa, un palanchino, la distesa dei campi, il vino. Rosso era il sangue del finale: un finale da pifferaio dell’ideologia, purtroppo, dopo più di un’ora carica di sincero pathos mitico, di coinvolgente energia vitale ed espressiva. [...] Vai alla recensione »