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Ultimo aggiornamento venerdì 7 novembre 2025
Una storia di mafia vista in un'ottica diversa e originale: tutto è analizzato in chiave grottesca e il protagonista non è un pezzo grosso della malavita. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato a Venezia, 5 candidature a Golden Globes, In Italia al Box Office Quei bravi ragazzi ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 143 mila euro e 142 mila euro nel primo weekend.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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La maggior parte delle pellicole dedicate al richiamo edonistico alla malavita indugiano su figure criminali presentandone un percorso che ha del programmatico: l'ascesa e il successivo declino, vittime della loro stessa ambizione. Ma Scorsese dimostra un talento raro costruendo un film esplicitamente immorale. Lo script distilla ricordi in una finzione grottesca che vira a volte nel documentario. È il regista giusto per questo materiale, figlio di Little Italy, cresciuto in un ghetto siciliano a Manhattan e forgiato quindi da un background di un certo tipo.
Il plot, che si svolge in un arco di tempo pressappoco corrispondente ad un quarto di secolo, ha un'atmosfera epica nonostante la sua prospettiva intimista. Nei primi quaranta minuti, in dettaglio sull'infanzia di Henry e sulla sua aspirazione alla vita criminale, si utilizza lo stesso tipo di approccio romanzato de Il Padrino. Lo scopo è chiaramente quello di creare un legame tra il pubblico e il protagonista, mentre è ancora relativamente innocente.
Volendo compiere un parallelismo con la trilogia di Francis Ford Coppola risulta inevitabile cogliere la diversità di approccio adottato, dissimile per temperamento e tono.
L'esplorazione di Scorsese è, in linea di principio, più pragmatica e la violenza è compagna brutale, spesso improvvisa, scioccante, senza ragionevole spiegazione, raffinata nella sua visceralità, sempre cinematograficamente necessaria. Quei bravi ragazzi è un capolavoro di composizione visiva, sorretto da sceneggiatura degna di lode (scritta dallo stesso regista e da N. Pileggi, autore del romanzo da cui il film è tratto) e dall'interpretazione di attori al massimo della loro forma.
La regia trasuda le esperienze cinematografiche accumulate fino a quel momento. Nel racconto c'è tutto ciò che serve al cineasta, il desiderio di appartenenza e la paura dell'esclusione, la sottile frontiera tra il mondo normale e l'universo dei mostri. Perfezionato è il metodo di assemblaggio della colonna sonora. Troviamo in questo film tutti i pilastri del pantheon di Martin Scorsese, in un caleidoscopio musicale che va dai gruppi vocali degli anni 50 ai Rolling Stones, da Mina fino al punk di Sid Vicious.
Premiato al Festival di Venezia con il Leone d'Argento e nominato a sei premi Oscar, di cui uno vinto dal grande Joe Pesci come miglior attore non protagonista.
Goodefellas è un gangster-movies del maestro Scorsese basato sulla vita di Henry Hill, pentito mafioso e sul libro "Il delitto paga bene " di Nicholas Pileggi, che vede la luce nel 1990 e facente parte della brillante trilogia della mafia del regista italo-americano insieme agli altri due capolavori Mean streets(1973) e Casinò(1995).
Sono dei criminali, certo ma hanno tutto l'aspetto di bravi ragazzi: amano gli anziani genitori, non fanno mancare nulla a mogli e numerosa prole (trovando il tempo beninteso, per qualche scappatella con l'amante), rispettano con scrupolo tutte le tradizioni. Sul "lavoro» sono ferrei: gestiscono i traffici loschi del quartiere con estrema precisione, e chi sgarra non ha nemmeno il tempo di pentirsene. [...] Vai alla recensione »