Beetlejuice - Spiritello porcello

Film 1988 | Commedia, Fantasy, +13 92 min.

Regia di Tim Burton. Un film Da vedere 1988 con Alec Baldwin, Geena Davis, Michael Keaton, Winona Ryder, Sylvia Sidney. Cast completo Titolo originale: Beetlejuice. Genere Commedia, Fantasy, - USA, 1988, durata 92 minuti. Uscita cinema lunedì 23 ottobre 2023 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,39 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 13 dicembre 2023

Una coppia di giovani sposi muore in un incidente stradale. Tornano come fantasmi nella loro vecchia casa che però è abitata da una famiglia di cialtroni. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, In Italia al Box Office Beetlejuice - Spiritello porcello ha incassato 38,3 mila euro .

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Consigliato sì!
3,39/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 4,17
PUBBLICO 3,24
CONSIGLIATO SÌ
Una fiaba nera bizzarra e grottesca, con un sottofondo morale tutt'altro che scontato.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 23 ottobre 2023
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 23 ottobre 2023

I coniugi Maitland sono una coppia senza figli peculiare, ma unita dall'amore. Dopo un fatale incidente d'auto, si ritrovano di nuovo a casa ma in una condizione di "novelli deceduti", con tanto di apposito manuale per le istruzioni. Mentre comprendono la loro nuova natura, arrivano i nuovi inquilini, i Deetz, che sono il loro opposto: volgari e pieni di pretese, intendono rimettere a nuovo la casa e trasformarla in una attrazione per turisti. Ma la loro figlia, una sensibile ragazzina infelice di nome Lydia, è l'unica che riesce a vedere gli spiriti dei Maitland. Questi ultimi cercano di spaventare i Deetz senza successo, finché fanno ricorso a Betelgeuse, uno spiritello malvagio che pratica il bio-esorcismo contro i viventi e che viene invocato pronunciandone tre volte il nome. L'effetto non sarà quello sperato.

Il cinema del primo Burton dispone di un dono raro nel saper gestire fonti e stili eterogenei.

L'animazione per i più piccoli e i tratti fiabeschi si sposano con contenuti per adulti; l'horror gotico e il macabro a loro volta si coniugano con uno stile unico, che ne disinnesca l'elemento di spavento e di moralismo, per assumere - spesso - la parte dei "mostri". In questo senso Beetlejuice (meglio dimenticare il sottotitolo italiano) è uno dei migliori esempi di coesione di questi generi, a formare un bizzarro microcosmo che ha fatto epoca e che sarà sviluppato in opere successive, in particolare in Edward mani di forbice.

Le villette americane, in cui vivono inquietanti tentativi di imporre una visione tradizionale di vita e famiglia, per Burton si contrappongono al mondo dei "diversi", di chi rifiuta le imposizioni sociali, ribellandosi silenziosamente attraverso un modo di vestire e di comportarsi di irriducibile eccentricità. In Beetlejuice, attraverso una successione di stranezze, con digressioni grandguignolesche, Burton racconta di fatto un coming of age: la vera protagonista del film, la giovane Lydia, compare solo dopo mezzora di film, ma è a lei che è rivolto il sottotesto morale, un invito ad apprezzare la vita anche nelle sue asperità e nei suoi momenti di malinconia, che per divenire esemplare necessita di comprendere prima la non-vita, ossia la morte e l'oltretomba.

L'incidente dei Maitland diviene in questo senso, inconsapevolmente, un sacrificio, compiuto dal destino per poter salvare un'altra vita, quella di Lydia, tentata - anche se Burton lo accenna con delicatezza e senza morbosità - dal suicidio. Oltre a regalarci una visione dell'aldilà con pochi precedenti, se non il gusto surreale di Hellzapoppin', capolavoro di stranezza degli anni 40 a cui evidentemente Burton si ispira, lo spirito libero di Burton ci insegna a trovare il buono nei luoghi più inaspettati e ad accettare il prossimo nonostante la sua apparente estraneità dal nostro modo di pensare e vestire.

L'inferno è lo specchio deformato dell'aldiqua, di cui riproduce i tic - una burocrazia insensata - e le iniquità - il luogo delle anime perdute. In questo contesto finisce quasi per sparire sottotraccia lo spiritello del titolo interpretato da Michael Keaton, irrefrenabile e gigionesco ma perfettamente calato nel ruolo (al pari di una giovanissima Winona Ryder nei panni di Lydia). La singolarità nella singolarità del secondo lungometraggio di Burton è il fatto che Beetlejuice (o meglio Betelgeuse, visto che il "succo di scarafaggi" è solo un'omofonia, storpiata nella pronuncia all'americana, benché sortisca il medesimo effetto di invocazione) non sia di fatto il protagonista di Beetlejuice, ma solo un elemento di disturbo stilistico-narrativo. Un trickster imprevedibile, che ha il potere di scompaginare le carte e destabilizzare i benpensanti, anche quando contraddistinti dalla stolidità dei Deetz. Il confronto frustrante tra la sensibilità dei trapassati e l'impermeabile superficialità dei nuovi inquilini richiama "Il fantasma di Canterville" di Oscar Wilde: sembra quasi un adattamento sotto mentite spoglie, prima che lo svolgimento si discosti nettamente da quel modello.

Beetlejuice è al contempo una fiaba nera, un omaggio cinefilo e una critica al capitalismo, incarnato dal materialismo dei Deetz, che si affannano a monetizzare qualunque cosa, comprese le paure di Lydia e i fantasmi dei Maitland. Lo straordinario lavoro in fatto di trucchi - premiati con un Oscar - e di effetti speciali è un esempio della libertà creativa e delle potenzialità tecniche della Hollywood anni 80, prima che la computer grafica si imponesse ovunque, spesso a scapito della capacità di immaginazione del pubblico e dei cineasti. A cominciare dallo stesso Burton del terzo millennio, che ricorrerà alla CGI e sempre meno alle tecniche più artigianali delle origini, risultando raramente acuto e immaginifico come in Beetlejuice.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?

Una coppia di giovani sposi muore in un incidente stradale. Tornano come fantasmi nella loro vecchia casa che però è abitata da una famiglia di cialtroni di città. Dopo aver cercato di spaventarli, i due chiamano in aiuto uno spiritello simpatico, sboccato e pasticcione, a nome Beetlejuice, che, dopo alcune difficoltà iniziali, riuscirà nell'impresa.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 31 gennaio 2025
Albert

Burton ha cominciato la sua carriera lavorativa come disegnatore e in questo film, come in altri, lo sii nota. Due coniugi muoiono a causa di un incidente in auto e diventano fantasmi: trama  molto semplice che dà l'avvio a un mondo caleidoscopico dove tutto può succedere. Si vengono a creare quelle atmosfere tipicamente burtoniane dark e grottesche.

Frasi
Mi sento un po...Attizzato, non so se capite!!
Beetlejuice; Betelgeuse (Michael Keaton)
dal film Beetlejuice - Spiritello porcello - a cura di Magy
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 24 ottobre 2023
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

I coniugi Maitland (Alec Baldwin e Geena Davis) muoiono in un incidente stradale. Attraverso "Il manuale del novello deceduto" apprendono di esser diventati fantasmi. La loro casa viene acquistata dai ricchi Deetz. I Maitland non li sopportano, vogliono spaventarti fino a metterli in fuga. Non ci riescono, e allora si rivolgono a Beetlejuice (Michael Keaton), un esorcista al contrario: libera gli spiriti [...] Vai alla recensione »

winner
miglior trucco
Premio Oscar
1989
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