| Titolo originale | L'histoire d'Adèle H. |
| Anno | 1975 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | François Truffaut |
| Attori | Isabelle Adjani, Bruce Robinson, François Truffaut, Sylvia Marriott, Roger Martin, Ruben Dorey, Joseph Blatchley, Carl Hathwell, Ivry Gitlis, Cecil de Sausmarez, Raymond Falla, Madame Louise, Jean-Pierre Leursse, Louise Bourdet, Clive Gillingham, Ralph Williams, Thi-Loan Nguyen, Edward J. Jackson, Aurelia Mansion, David Foote, Jacques Fréjabue, Chantal Durpoix, Geoffrey Crook . |
| Tag | Da vedere 1975 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,79 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 23 luglio 2009
François Truffaut a proposito del suo cinema dichiarò: "Mi piacciono le storie normali, ma c'è anche una traccia di melodramma nei miei film. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai David di Donatello,
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CONSIGLIATO SÌ
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François Truffaut a proposito del suo cinema dichiarò: "Mi piacciono le storie normali, ma c'è anche una traccia di melodramma nei miei film. Oggi più nessuno osa amare Dickens, oppure I miserabili". Ed è così: in molte sue opere torna a rivivere il melodramma: in L'histoire d'Adèle H più che in altre. La storia di Adèle, figlia non riconosciuta del grande romanziere ottocentesco Victor Hugo, è una storia d'amore e d'avventura in piena regola che ha come interprete una giovanissima e intensissima Isabelle Adjani, che il regista aveva visto in televisione e subito volle per questo suo film. La sceneggiatura fu tratta dalla biografia di Adèle di Frances Vernon Guille, una studiosa americana che aveva trovato il diario della figlia di Hugo in una libreria di New York. Truffaut usò i diari come spunto, distaccandosi in molti episodi dal testo per accrescere il carattetere spettacolare della vicenda. Il film è il racconto di una storia d'amore finita e del sentimento ossessivo che non dà pace alla ragazza e la spinge fino alle Barbados per riconquistare il fatuo tenente Pinson, un giovane ufficiale altezzoso che non l'ama più e la respinge. Adèle, ossessionata dall'idea fissa del matrimonio e alla ricerca di una sistemazione stabile dopo l'abbandono della casa paterna, individua nel giovane Pinson il soggetto per realizzare queste aspettative. E allora lo cerca, gli si offre, si dispera, ricorre alla finzione, al ricatto, alla menzogna pur di riconquistare il suo affetto. Il fermo rifiuto dell'uomo non fa che alimentare il desiderio fino a quando questo si trasforma in dolore fisico, malattia e infine follia. Truffaut ha paragonato la parabola di questa donna a un "pezzo musicale per un solo strumento". In realtà il film è la metafora della spasmodica ricerca della identità di una donna respinta prima da un padre ingombrante ed estraneo (nel film non compare mai ma è sempre presente nei dialoghi e nei ricordi) e da un amante egoista e vanitoso. La ragazza troverà un equilibrio nel distacco totale da Pinson e dal padre, rifugiandosi nella solitudine più estrema: tra sé e gli amati/odiati uomini viene posto un abisso non colmabile: la follia. Si tratta di un raffinato studio di Truffaut su una monomania. Il film è, infatti, incentrato quasi interamente sulla giovane protagonista. Sono innumerevoli i primi piani del bellissimo volto dell'Adjani, colto nelle differenti espressioni e nelle diverse sfumature della pelle, degli occhi e dei capelli. Ambientato prevalentemente in atmosfere notturne, prevale il buio, il silenzio e si percepisce continuamente l'alitare della morte. Proprio per queste atmosfere Truffaut venne definito "il poeta del melodramma crepuscolare".
A metà dell'800, Adèle, figlia di Victor Hugo, arriva in Canada ad Halifax sotto falso nome. Il motivo scatenante del suo viaggio? L'amor fou per Pirson, militare stanziatosi in America che l'ha lasciata incosciente dell'amore della donna, che lo seguirà fino alle Bardabos fino alla pazzia, quella vera...Attingendo ai diari di una piccola grande donna, Truffaut continua la sua crescita stilistica (iniziata [...] Vai alla recensione »