| Anno | 1963 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Francesco Rosi |
| Attori | Rod Steiger, Guido Alberti, Marcello Cannavale, Alberto Canocchia, Salvo Randone Dante di Pinto, Pasquale Cennamo. |
| Uscita | lunedì 9 febbraio 2015 |
| Tag | Da vedere 1963 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,81 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 4 febbraio 2015
Il costruttore edile Eduardo Nottola vede compromesso il suo prestigio a causa del crollo di un suo palazzo nella Napoli degli anni Sessanta. Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Le mani sulla città ha incassato 16,7 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Napoli, primi Anni Sessanta. Crolla un palazzo a causa di un cantiere limitrofo di proprietà di un certo Nottola, speculatore edilizio appoggiato dalla maggioranza che guida l'amministrazione della città. Viene aperta una commissione d'inchiesta dalla quale emerge che le pratiche per la concessione sono state corrette dal punto di vista formale. Nottola è però diventato 'scomodo' e non è possibile garantirgli il posto da assessore che egli pretende in seguito alle ormai imminenti elezioni.
Ci sono film, anche di valore, che con il passare degli anni perdono la presa che ebbero al momento della loro uscita e restano lì a farsi ammirare come un prezioso utensile del passato di cui riconosciamo la perfezione ma che può solo restare chiuso in una teca. Altri invece (e il film di Rosi è fra questi) che invece conservano una loro inattaccabile attualità. Verrebbe da dire: purtroppo. Purtroppo perché quei problemi, quel malcostume, quel modo di intendere l'amministrazione della cosa pubblica perdurano. È sicuramente anche questo uno dei motivi della tenuta di Le mani sulla città ma quello che lo distacca dalla cronaca politica è lo stile narrativo.
Rosi non fa un 'film di denuncia', va oltre. Sceglie un taglio da "cinema verité" quando riprende le sedute del Consiglio comunale offrendoci dei totali di un'aula in cui ci si prepara a una lotta di tutti contro tutti. Da questo magma fa emergere delle figure che sono rappresentative di posizioni e di interessi diversi che finiscono con il ruotare attorno a Nottola (interpretato da un Rod Steiger che domina l'inquadratura). Sarebbe facile definire 'profetico' un film in cui si agitano 'mani pulite' o in cui il conflitto di interessi diviene tanto palese quanto socialmente metabolizzato. Le mani sulla città è qualcosa di più e di diverso. È un film che va alle radici di uno dei cancri che hanno corroso e continuano a corrodere la nostra società e ne mette spietatamente in luce le metastasi. Divenendo un paradigma (anche se non del tutto compreso, al di là delle polemiche sul suo contenuto, al momento dell'uscita). Tanto che anche il cinema successivo gli ha reso omaggio in più occasioni. Due esempi per tutti. La voga da fermo di Nanni Moretti, protagonista de La seconda volta di Mimmo Calopresti, che richiama l'entrata in scena di Maglione e il politico non vedente in Baarìa che, dinanzi a un plastico di un nuovo complesso edilizio, mette, letteralmente, 'le mani sulla città'.
Il costruttore edile Eduardo Nottola vede compromesso il suo prestigio a causa del crollo di un suo palazzo nella Napoli degli anni Sessanta. Ma riesce a cavarsela, passando dal partito di destra per cui è consigliere comunale a un partito di centro. Grazie all'appoggio di amici e a intrallazzi politici, diventa addirittura assessore all'edilizia.
In occasione della recente scomparsa di Francesco Rosi, l’ultimo grande maestro del neorealismo, Il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, ha organizzato una proiezione del suo film Mani sulla città del 1963. Erano molti anni che non lo rivedevo e ne sono rimasta entusiasta: un autentico capolavoro. Il film vinse il Leone d'oro al Festival di Venezia nello [...] Vai alla recensione »
Un costruttore napoletano riesce ad attuare non pochi progetti di speculazione edilizia grazie all’appoggio di un partito di destra cui è iscritto e in cui ha anche un largo seguito. Il giorno, però, in cui la sua attività troppo scoperta e imprudente, provoca inchieste e reazioni negative anche presso l’opinione pubblica, il partito gli chiede di lasciare almeno la vita politica; egli non solo non [...] Vai alla recensione »