| Anno | 1960 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Jean-Claude Bonnardot |
| Attori | Gong Gui Nam, Oeu Do Soun, Ovan Djoeung Hi, Sin Ou Soeun . |
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CONSIGLIATO N.D.
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"Un coreano del sud (Oeu Do Soun) va a raggiungere i coreani del nord e una giovane artista (Ovan Djoeung Hi) che ama. E in mezzo a una serie di episodi di guerra, seguiamo la loro storia, nel suo alternarsi con le scene rappresentate in teatro dalla giovane artista ("Gli amori di Chun Yang e del pittore Mong Lion"). Sopravviene l'armistizio e i giovani si ritrovano" .
Così il Ministro delle informazioni Terrenoire riassunse il film quando ne vietò la proiezione perché "contraria alla politica estera della Francia". Soltanto nel 1964 essa fu finalmente autorizzata. "Film profondamente pacifista" (Pierre Kast), "forse il Paisà della Corea" (Michèle Manceaux). Le sequenze migliori sono: il protagonista che attraversa i fili spinati alla frontiera; le rappresentazioni nel teatro sotterraneo dell'Opera di Pyong- Yang, sotto i bombardamenti; l'arrivo della guerra in una città ancora pacifica.
Da Dizionario dei film, Firenze, Sansoni, 1968